Nessuno si salva da solo

Sinistra: un percorso unitario di resistenza civile e sociale oggi, per rinascere domani, come nuovo soggetto politico.

di Eugenio Baronti

Capannori 16 Agosto 2015

Dico anch’io la mia, inserendomi nel dibattito estivo sulle prospettive della sinistra nel nostro paese.  Di inchiostro, in questi anni, ne abbiamo versato a fiumi, per proporre analisi, progetti,  scenari e percorsi possibili che mai sono andati secondo i nostri desideri e secondo quanto avevamo immaginato. Il presente di questo paese continua ad andare nella direzione ostinata e contraria alle nostre speranze e, il futuro, a volte, mi viene il dubbio atroce, che possa essere peggiore del presente.

Parto da un punto fermo che mi conforta e mi da il coraggio necessario per continuare nell’impegno civile e politico, nonostante le tante sconfitte che la mia generazione ha accumulato nel corso degli anni:  io penso che non può essere, ed esistere, un paese di oltre 60 milioni di abitanti senza più una sinistra. Di fronte alle grandi sfide epocali che dobbiamo affrontare  se ne avverte la necessità e l’urgenza; senza un’idea di società nuova, di un nuovo modello di sviluppo, questo modello attuale, dominante a livello planetario, ecologicamente, socialmente ed economicamente insostenibile, ci porterà alla rovina. Io parto da questo dato di fatto e dalla sconfortante constatazione che la sinistra politica oggi in Italia non c’è più, sopravvivono solo piccoli spezzoni, politicamente e socialmente ininfluenti, condannati alla marginalità politica e alla lenta ed inesorabile estinzione se non sapranno rigenerarsi. (continua…)

Share on Facebook

UNA RIFLESSIONE POLITICA SULL’AUMENTO DELLE TARIFFE RIFIUTI

Anche il Comune di Capannori è attraversato dalla polemica sul caro tariffe sui rifiuti, proprio sui rifiuti, che lo ha fatto diventare modello e punto di riferimento a livello nazionale. Paradossalmente la polemica è alimentata da quella parte politica, il M5S che già nel 2006, quando ancora il suo futuro leader faceva il comico, invitò il Comune di Capannori sul palco in un suo importante spettacolo, al Pala Mandela di Firenze, indicandolo a tutto il paese come un esempio da seguire, come Comune coraggioso, virtuoso e innovativo nella politica di gestione dei rifiuti. Mi sento in dovere di intervenire in questa discussione, in quanto, nel febbraio 2005 fui colui che progettò il percorso verso rifiuti zero, articolando la transizione, dal vecchio al nuovo sistema, in 5  tappe graduali di estensione progressiva a tutte le 40 frazioni di Capannori, di una raccolta differenziata integrale con la rimozione totale di ogni tipologia di cassonetto stradale. In quegli anni, nel panorama toscano, ma non solo, questo passaggio rappresentò una vera e propria rivoluzione nella gestione dei rifiuti. L’originalità di quello che diventò subito, fin dall’inizio, il “modello Capannori” fu di non considerare la gestione dei rifiuti solo una questione puramente tecnica limitata alla scelta delle modalità di raccolta e delle tecnologie di trattamento della massa dei rifiuti. Il modello Capannori pose con forza al centro del processo politico amministrativo l’elemento culturale: la montagna dei rifiuti che quotidianamente produciamo indica impietosamente qual è il nostro modello di consumo e di sviluppo, quali sono i nostri comportamenti individuali, sociali e i nostri stili di vita, pertanto, un cambiamento reale può nascere  solo se accompagnato da un percorso di partecipazione democratica dei cittadini che acquisiscono progressivamente consapevolezza dell’insostenibilità dell’attuale modello, attraverso un percorso di educazione ad un consumo più responsabile e consapevole, in cui le buone pratiche di riduzione della produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, rappresenta, più che il “fine”, il mezzo per recuperare senso civico e per responsabilizzare i cittadini di fronte ad un problema moderno di portata enorme che non può essere delegato solo al Sindaco e alla sua Giunta. (continua…)

Share on Facebook

HUMAN FACTOR

di Eugenio Baronti

Ciao a tutti e tutte, sabato sono stato a Milano alla Conferenza Human factor e vorrei condividere con voi alcune impressioni e considerazioni.

Devo essere sincero, sono partito esclusivamente per senso del dovere solo perché l’unico impegno civile e politico che mi sono lasciato, è la collaborazione con il FORUM nazionale ambiente SEL BETA di cui ho curato e coordinato il tavolo sui rifiuti. Mi hanno chiesto di svolgere una relazione di 15 minuti di introduzione al tavolo tematico dei rifiuti e ho accettato l’invito.

Sono partito presto, senza alcun entusiasmo e per tutto il viaggio mi sono prefigurato e immaginato dentro di me il clima politico che avrei trovato. Non essendo un novizio di questo genere di conferenze, conoscendo la nostra immensa capacità di sprecare tempo prezioso in inutili ed estenuanti discussioni, mi sono preparato al peggio e mi  sono detto: pazienza, ne ho fatto tante, una in più non è la fine del mondo, tanto sarà l’ultima oramai.

Questo mio quadro pessimistico, devo dire è  fortemente condizionato da quello che ho visto e vissuto  nella mia realtà lucchese e regionale,  un partito che c’è solo perché dice di esserci ma che  non si vede  ed è sparito, inesistente e ininfluente, con rapporti e relazioni umane interni di pessima qualità, dove la solidarietà semplicemente non c’è, non abita più tra noi. Queste, non sono altro che le ragioni del mio ritiro dalla militanza attiva in SEL pur sentendomi ancora interno a questo progetto che fatica enormemente a dispiegarsi in tutte le sue potenzialità.

E Invece?? Ammetto, devo ricredermi, sono andato quasi per celebrare la morte di una speranza di costruire una forza di sinistra nuova, popolare e all’altezza dei compiti straordinari che derivano da questo passaggio storico epocale e, invece, mi ritrovo una forza ancora viva e dinamica, animata da tante belle idee e speranze che non ha nessuna intenzione di celebrare il proprio funerale. Ho incontrato un’altra SEL e mi sono chiesto ma questo partito dov’è, perché non lo trovo nelle sedi territoriali ? (continua…)

Share on Facebook

DOCUMENTO UNITARIO PER UNA POLITICA INNOVATIVA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Di seguito il testo del documento unitario uscito dall’Assemblea regionle di Capannori del 16 novembre 2013 .

Mercoledi 4 dicembre alle ore 15,30 una delegazione del coordinamento unitario incontrerà per un’audizione la sesta Commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale della Toscana

L’ Assemblea regionale promossa dal Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti che si è tenuta sabato 16 novembre 2013, presso l’auditorium di Capannori,  ha registrato una larga partecipazione di amministratori, ambientalisti, esponenti delle forze politiche e cittadini che dopo un ampio confronto hanno condiviso questo documento centrato su 9 punti che se accolti  potranno rappresentare  quella svolta necessaria  per superare i limiti e i ritardi culturali e politici dell’attuale proposta di Piano.

1) Trasparenza e percorsi democratici reali

Un autentico processo democratico, presuppone un percorso di ascolto e di confronto reale con i cittadini che deve necessariamente prevedere anche la possibilità di apportare delle modifiche al piano. Se i piani interprovinciali (proposti o approvati) sono considerati immodificabili, se non si può cambiare niente, se, come chiede CISPEL Toscana, il Piano deve garantire la salvaguardia rispetto ai contratti e autorizzazioni già in essere  non introducendo nessuna interferenza che potrebbe rallentare o fermare i processi in corso, allora ci troviamo di fronte, non ad un processo democratico partecipativo, ma ad un’imposizione forzata da parte di una rete di interessi e rendite di posizioni economiche e politiche strutturate e consolidate che ha esautorato la politica e le istituzioni, democraticamente elette, dalla possibilità di compiere quelle scelte strategiche che le competono. Il primo cambiamento che chiediamo nella gestione dei rifiuti è quello di iniziare a rispettare le regole, la programmazione e le leggi, da anni sistematicamente disattese e, per cambiare passo ed indirizzarci nella direzione giusta, verso la strategia rifiuti zero, è indispensabile un rinnovamento profondo della classe dirigente di un sistema che ha largamente dimostrato di essere incapace di autoriformarsi, è necessario ed urgente l’immissione di forze nuove, idee e culture  fresche ed innovative, nel sistema di gestione toscano per riformarlo e renderlo moderno ed efficace. (continua…)

Share on Facebook

SCUSATE LA LUNGA ASSENZA

Scusate la lunga pausa dopo gli impegni elettorali. Ho staccato un pò perché dopo tanti anni bisogna anche rallentare, meditare, riflettere e ricaricare le pile un po’ scariche. Ritrovare le motivazioni per tornare a gettare il proprio corpo nella lotta e ritornare all’impegno civile e politico attivo, con una sinistra ridotta in questo stato e un paese in cui dilaga indifferenza, egoismo,  e dove ognuno tende a mettere se stesso, i suoi bisogni e necessità  al centro dell’universo fregandosene serenamente se tutto intorno va in malora, non è facile. Non è facile vivere in questo paese dove vincono quasi sempre i furbi e gli onesti vengono mortificati.

Il Belpaese a livello culturale e sociale è diventato un brutto paese mi fa paura, lo vedo inesorabilmente scivolare sempre più in basso ma non sono uno che fugge e quindi, zaino in spalla, riprendiamo il cammino, la strada è lunga, impervia e faticosa.

Eugenio

Share on Facebook

Mobilità: USCIRE DAL NOVECENTO

Vorrei inserirmi nel dibattito che in queste settimane si è accesso di nuovo sull’opportunità o meno di realizzare una nuova grande viabilità nella Piana lucchese. Trent’anni di discussioni accese, un sacco di soldi spesi in diversi progetti cartacei presentati e sonoramente bocciati e, nonostante tutto questo, si continua ancora a chiedere di realizzare oggi, quello che  nemmeno nella prima repubblica sono stati capaci di fare quando l’emergenza e la sensibilità ambientale nell’opinione pubblica non aveva ancora raggiunto i livelli attuali e tutte le amministrazioni della Piana lucchese erano dello stesso colore politico, governate con maggioranze stabili dalla vecchia balena bianca democristiana. Ci troviamo di fronte ad un’azione politica amministrativa miope, di segno conservatore, che non riesce a  vedere oltre il proprio naso, si amministra l’esistente  cercando di assecondare i diversi appetiti ed interessi in campo perdendo di vista l’interesse generale di un’intera comunità, non si ha nessuna idea di quello che sarà, o potrebbe essere il nostro futuro. (continua…)

Share on Facebook

Aggiornamento al documento nazionale del Forum SEL Beta sui rifiuti

di Eugenio Baronti Coordinatore del gruppo di lavoro sui rifiuti del Forum Ambiente nazionale SELBETA

Nella prima Conferenza nazionale ecologista di SEL di sabato 26 ottobre a Roma, molto partecipata ed estremamente interessante per il livello degli interventi programmati, erano previsti nel pomeriggio,  diversi gruppi di lavoro tematici tra cui quello sui rifiuti che, a causa del protrarsi dei lavori dell’assemblea generale del mattino, ha registrato purtroppo una scarsa partecipazione. Pertanto, dopo un breve scambio di opinioni tra i pochi presenti provenienti da diverse realtà italiane, è stato concordato di inviare in rete una bozza per un lavoro congiunto di aggiornamento del nostro documento per una politica innovativa nella gestione del ciclo dei rifiuti” che, come gruppo di lavoro nazionale del Forum Sel BETA, presentammo nel dicembre 2011, un documento in cui venivano tracciate le linee guida progettuali e programmatiche generali che restano ancora del tutto attuali e valide. Soprattutto vogliamo riaffermare e valorizzare il nostro approccio innovativo alla questione della gestione del ciclo dei rifiuti che è in completa sintonia politico culturale con il titolo della 1° conferenza nazionale ecologista di SEL centrata sulla conversione ecologica. (continua…)

Share on Facebook

“Qualità dell’abitare nuove forme di mutualità e solidarietà luoghi e spazi per le relazioni umane”

“Qualità dell’abitare nuove forme di mutualità e solidarietà luoghi e spazi per le relazioni umane”

di Eugenio Baronti
del Forum ambiente Nazionale di Sel

Se facciamo un giro per le nostre “moderne” periferie urbane, in qualsiasi parte d’Italia, ed osserviamo attentamente la qualità estetica, la vivibilità sociale e la sostenibilità energetica ed ambientale di gran parte di ciò che è stato realizzato in questi ultimi 30/40 anni, sicuramente veniamo assaliti da un forte stato di angoscia e rimaniamo lì impalati e increduli a domandarci sul  come sia stato possibile, in questo paese, uno scempio, prima di tutto sociale oltre che ambientale, di dimensioni così grandi. (continua…)

Share on Facebook

Tutti gli articoli pubblicati sulla questione vitalizzi in Regione usciti negli ultimi giorni

il servizio inchiesta di Mario Lancisi del 6 febbraio 2014 – IL TIRRENO (pagina nazionale), ha suscitato tutta una serie di articoli e una mia lettera aperta al Direttore che potete leggere sotto.

accanto il paginone pubblicato oggi sul Tirreno nazionale nella pag.4

Qui di seguito potete leggere gli articoli che si sono succeduti in questi giorni a partire da quello del 31 gennaio 2014

VITALIZI, LO SCHIAFFO ALLA SOLIDARIETÀ

di don ANTONIO CECCONI

a seguire l’articolo di 08 febbraio 2014 – Il Tirreno VITALIZI IN REGIONE E CRESCE L’ANTIPOLITICA

di ALFONSO M. IACONO

a seguire: 9 febbraio 2014 – IL TIRRENO

I BEI BISCHERI E IL MURO DEI SILENZI di ROBERTO BERNABÒ Direttore de il Tirreno.

6 febbraio 2014 – IL TIRRENO (pagina nazionale)
Il “win for life” dei consiglieri
Mario Lancisi
Il signor Gino Bianchi (nome fittizio) è stato consigliere regionale dal giugno del 1970, anno di nascita delle Regioni, al giugno del 1975.Cinque anni sullo scranno della Regione, allora presieduta da Lelio Lagorio, socialista craxiano, poi ministro della Difesa. Ebbene Bianchi, allora trentenne, versò come contributi per il vitalizio 787 euro e spiccioli per la prima legislatura della Regione.

A 55 anni, a partire dal 1° luglio del 1995, ha iniziato a percepire il vitalizio. Già l’assegno lordo del primo mese – 1858,96 euro – era il doppio di quanto versato in 60 mesi. Da allora a casa del signor Bianchi è arrivato regolare il pagamento del vitalizio. Mese dopo mese. Così al 31 gennaio scorso la Regione ha pagato al signor Bianchi, per quei 787 euro di contributi, la bellezza di 383.025 euro lordi. (Annualmente la Regione spende più di 4 milioni per pagare i vitalizi dei suoi 157 ex consiglieri).
Bianchi ha oggi 74 anni e finché vivrà ogni mese riscuoterà un assegno regionale di 1.858 euro lordi e in caso di decesso scatterà la reversibilità per la moglie. (continua…)

Share on Facebook

Lettera aperta al Direttore del “il Tirreno” io “bischero” che ho rinunciato al vitalizio

Egregio direttore, il quotidiano da Lei diretto nel numero di oggi , in primo piano, in terza pagina, pubblica una bella inchiesta a firma di Mario Lancisi in cui si snocciolano le cifre dello scandalo dei vitalizi ai consiglieri ed Assessori toscani dall’anno di nascita della Regione ad oggi. Sicuramente uno schiaffo alla miseria, a quanti non riescono più ad arrivare a fine mese o addirittura sono in uno stato di estrema povertà.

Il vitalizio è un odioso privilegio sicuramente, sono rimasto anch’io sconcertato e indignato per quelle cifre riportate dal suo giornale, anche se in parte conosciute, per questo, in tempi non sospetti, e non oggi,  ma nel settembre 2011, quando ancora si era ben lontani da qualsiasi riforma che abolisse o ridimensionasse questo privilegio, il sottoscritto inviò una lettera alla Regione Toscana di rinuncia volontaria al privilegio del vitalizio che dal prossimo 6 marzo, allo scoccare del mio sessantesimo compleanno, mi avrebbe accompagnato per tutta la vita con circa 1.350 euro mensili e in caso di morte, sarebbe andato di diritto a mia moglie.

Non sono un eroe, vivo una situazione economica estremamente modesta, quindi a maggior ragione  la mia decisione è stata difficile e sofferta soprattutto perché, per il senso comune dominate, io, per quelli che non sanno della mia rinuncia, essendo stato Assessore Regionale sono un privilegiato a vita a  prescindere, punto e basta,  e, per quelli che invece lo sanno, sono stato un “bischero” e questo, a giudizio di tutti, amici, compagni e parenti. (continua…)

Share on Facebook

Primaditutto il lavoro: recuperare il nostro paesaggio creando un grande parco agricolo produttivo

A Capannori ci rimane poco o niente dell’economia agricola del comune rurale più grande d’Italia. L’attività agricola è stata sacrificata da anni di cementificazione e di consumo di suolo. Dal 2000 al 2010 nella Piana di Lucca sono stati cementificati oltre 15.000 ettari di superficie agricola, all’incirca un campo di calcio al giorno.

La comunità scientifica europea e internazionale ha più volte lanciato l’allarme cibo a causa della forte crescita demografica del pianeta e di fenomeni estesi di desertificazione dovuti ai cambiamenti climatici,  chiedendo ad ogni singolo paese di salvaguardare e recuperare, alla produzione agricola, ogni area coltivabile per cercare, nei limiti del possibile, di ricostruire la propria sovranità alimentare.

Se io sarò sindaco avvierò un grande progetto per promuovere il recupero del nostro paesaggio agricolo che vede ormai molte zone abbandonate che si stanno progressivamente  trasformando in prunai inaccessibili. Un progetto reso più facile dalla nuova Legge regionale che istituisce l’Ente “Terre di Toscana” la Banca della Terra per l’assegnazione dei terreni abbandonati o incolti a chi le vuole coltivare per farle tornare produttive. (continua…)

Share on Facebook

Alleanza con l’UDC? No, se io vincerò le primarie del centro sinistra

Incominciano già, anche a Capannori, a cantare le sirene che chiedono di allargare il centro sinistra verso più larghe intese oltre i  confini attuali della coalizione, ignorando del tutto la dura lezione ricevuta dagli elettori nel febbraio del 2013, quando con vocazione suicida, il PD si mise ad inseguire il moderatismo conservatore di Monti mortificando la grande domanda di cambiamento del paese rimasta inascoltata e costretta a rivolgersi verso pericolose ed inconcludenti scorciatoie politiche.

IO non ci sto, votare, alle primarie di domenica 9 febbraio, per Eugenio Baronti significa tenere fermo il timone verso un programma di cambiamento e di innovazione politica. Con me niente inciuci, niente accordi di sottobanco, e soprattutto niente alleanze contro natura che bloccherebbero il processo di cambiamento che Capannori ha iniziato e che ha bisogno di essere rilanciato e non certo bloccato.

(continua…)

Share on Facebook

Quattro domande e quattro proposte che attendono ancora una risposta

1) Impianto di compostaggio: un tavolo subito del centro sinistra per condividere un sito da inserire  dentro il programma della coalizione con l’impegno pubblico sottoscritto dal candidato a sindaco, vincitore delle primarie, di avviare la procedura autorizzativa con urgenza entro i primi tre mesi dall’inizio del nuovo mandato amministrativo .

2) Nuovi Assi viari: disponibilità ad inserire dentro il programma della coalizione,  la contrarietà al progetto ANAS e l’indisponibilita’ di Capannori a sacrificare l’ultima fascia di verde nel cuore della Piana per un modello di mobilità vecchio di stampo novecentesco; condivisione di un nuovo moderno progetto  di mobilità delle merci e delle persone per la Piana del futuro da inserire nel programma della coalizione. (continua…)

Share on Facebook

« Previous Entries Next Entries »