In questi giorni si discute di primarie di coalizione che dovrebbero tenersi fra qualche settimana, ma ancora non sappiamo se ci sarà una coalizione e da quali forze politiche sarà composta, soprattutto, ad oggi non esiste una minima traccia di un programma/ progetto di governo regionale condiviso sul quale chiedere il consenso degli elettori toscani.
A sinistra, come al solito, si risponde in ordine sparso; già ci si divide tra chi parteciperà e chi no rinviando, incredibilmente, a dopo le primarie eventuali ipotesi di liste più ampie o unitarie.
Personalmente ritengo che le prossime Regionali rappresentino, per la sinistra di alternativa, l’ultima prova senza possibilità di appello: una ulteriore sconfitta significherebbe l’inevitabile dispersione di un grande patrimonio umano di militanza, di impegno sociale e civile della sinistra. La domanda di unità è forte, è l’aspirazione di tutti, tuttavia ognuno continua con ostinazione a proseguire sulla propria strada facendo, al massimo l’unità con se stesso.
Con la consapevolezza delle difficoltà di questo delicato passaggio mi sento in dovere di fare cinque sintetiche proposte che partono dalla necessità di fare al più presto un coraggioso gesto unilaterale concreto per riaprire il dialogo e costruire un livello di unità possibile e praticabile in tempi brevi.
Primo: evitiamo di partecipare alle primarie con un candidato di bandiera così tanto per esserci, nella logica di un minoritarismo residuale fuori tempo, politicamente inutile e dannoso.
Secondo: costituiamo quanto prima un nuovo gruppo consiliare unitario rispettoso ed inclusivo di tutte le diverse sensibilità, identità e storie rappresentate attualmente nel Consiglio, un gruppo che non dovrà identificarsi in nessuno degli attuali diversi percorsi e progetti politici.
Abbiamo estremo bisogno di questo segnale, forte e significativo, in controtendenza rispetto ai processi di dispersione e disgregazione che hanno travolto la sinistra in questi ultimi anni, una inversione di rotta per ridare una boccata di ossigeno e una iniezione di fiducia al nostro elettorato demotivato e deluso. Questo atto di grande impatto politico e mediatico ci restituirebbe un po’ di visibilità e credibilità, e faciliterebbe l’avviarsi di una possibile e auspicabile ricomposizione a livello territoriale di processi democratici partecipativi capaci di attrarre e coinvolgere energie nuove rivitalizzanti, quel groviglio di sensibilità di una sinistra plurale diffusa, fuori dai partiti, attiva nella società in tanti modi e forme diverse, in parte rassegnata al non voto.
Terzo: costruire su questa spinta un confronto serrato per individuare i contenuti, le priorità e gli obiettivi qualificanti di un programma unitario condiviso sul quale costruire una lista unitaria di tutte le sinistre per la Toscana.
Quarto: aprire fin da subito un confronto per promuovere alleanze più ampie con gli altri interlocutori politici PD e IdV, PSI, per costruire un progetto di governo regionale che sappia affrontare con coraggio questa grave crisi globale: economica, finanziaria sociale e ambientale e contrastare il cammino di una destra pericolosa ed eversiva.Quinto: attivare sui territori un’ampia consultazione democratica autogestita per scegliere i candidati regionali e circoscrizionali della Lista unitaria, promuovendo la massima apertura e partecipazione a tutti coloro che sottoscriveranno il programma unitario condiviso e contribuiranno a finanziare la campagna elettorale versando una piccola quota.
In questo modo e con questo processo sapremo raccogliere positivamente la forte domanda di unità e di riscatto che proviene dal nostro elettorato: se riusciremo a far questo potremmo trasformare questa scadenza elettorale dalla “cronaca di una morte annunciata” nell’inizio della rinascita di una sinistra di alternativa almeno in Toscana. E poi, come si dice, da cosa nasce cosa, ma bisogna far presto.
EUGENIO BARONTI
ASSESSORE REGIONE TOSCANA