Polemiche inutili e strumentali: parlano gli atti e i fatti

marcia-per-la-palestina-capannori.jpgmarcia-per-la-palestina-capannori.jpgmarcia-per-la-palestina-capannori.jpgmarcia-per-la-palestina-capannori.jpgIn estrema sintesi il fatto: giovedì 24 settembre il quotidiano del PRC “Liberazione” pubblica, a firma di Daniele Naldone, un articolo in cui si valorizzano le politiche abitative della Toscana, le misure straordinarie di 143 milioni contro l’emergenza abitativa e la nuova proposta di Legge. Sotto, un altro articolo dell’urbanista Paolo Berdini indica la Toscana come un esempio positivo in controtendenza rispetto alle politiche abitative nazionali. Il giorno dopo esce una dura replica sul sito dell’Unione Inquilini dal titolo “Baronti resuscitato da Liberazione”. La stessa nota viene pubblicata sempre su “Liberazione” domenica 27, con la firma di Massimo Pasquini insieme ad un’altra lettera firmata dal segretario regionale toscano Stefano Cristiano, dalla responsabile casa della segreteria nazionale Roberta Fantozzi e dalla capogruppo consiliare regionale Monica Sgherri, questi ultimi  sostengono che la Legge, così com’è, non va bene e poichè “ un lavoro emendativo su di essa sarebbe di tale complessità e profondità da poter difficilmente essere affrontato in fine legislatura” .. quindi “ non è volontà del PRC approvare la proposta di Legge così come  presentata, né riteniamo che una tale eventualità possa darsi”. Ovviamente, mi immagino che per loro sia un particolare irrilevante il fatto  che sia stato votato un documento di segno contrario da parte dell’ultimo Comitato Politico Ragionale e che la capogruppo PRC Monica si era impegnata, appena pochi giorni prima, in un incontro congiunto con tutti i gruppi consiliari della sinistra, a perseguire unitariamente l’obiettivo dell’approvazione della Legge prima della fine della legislatura.Ma è sulla lettera di Massimo Pasquini, dirigente nazionale dell’Unione Inquilini, che mi vorrei soffermare e rispondere  perché penso rappresenti un esempio emblematico di una cultura politica
che ha avuto, e continua ad avere, conseguenze disastrose per la sinistra e anche per chi la pratica.
Quando, per contrastare una proposta che legittimamente può anche non piacere e la si può considerare sbagliata, non si usa la forza delle proprie ragioni, ma si procede alla sistematica  falsificazione dei contenuti reali per screditarla e demolirla, allora si contribuisce a piene mani all’attuale  imbarbarimento del confronto politico, si alimentano contrapposizioni e divisioni che stanno  sfigurando e distruggendo la credibilità e l’immagine della sinistra in questo paese.

Pasquini dice che la proposta di Legge prevede “di fatto  la scomparsa delle case popolari che subiranno processi di vendita di  massa a prezzi di mercato e all’asta” Una falsificazione incredibile della realtà! Sono stato proprio io a battermi per  sospendere le vendite su tutto il territorio della Regione, una sospensione che è stata decisa con deliberazione del C.R del 27 maggio 2008, n. 43 dopo 14 anni in cui sono stati svenduti  alloggi popolari a prezzi ridicoli, anche sotto i 10 mila euro. La scelta scatenò il putiferio, fui aggredito sulla stampa e in tutte le sedi istituzionali dalla destra, mi arrivarono minacce da tutte le parti, compresa una busta con proiettile. L’ Unione Inquilini fece quattro righe di comunicato che fu ignorato da tutti i media e poi, per mesi, solo silenzio e volantini e raccolta di firme contro la Legge.   Con la nuova Legge si chiuderebbe definitivamente  il Piano delle vendite (1994)che ancora contiene  26mila alloggi da alienare. A proposito, dov’era l’UI in tutti questi anni in cui si svendevano alloggi senza che  nemmeno fosse stata fatta una  rendicontazione dello stato di attuazione e, soprattutto  sul renvestimento delle risorse? Com’è stato possibile che nessuno si sia reso conto che la mancanza di una rendicontazione   teneva immobilizzati la bellezza di oltre 200milioni di euro in una situazione di forte emergenza abitativa? Possibile che in 7 anni nessuno si sia reso conto della dimensione imponente della questione? 

In  realtà, con la nuova legge, (art.66 comma1), l’alienazione degli alloggi di ERS pubblica è consentita esclusivamente per esigenze di sviluppo del servizio pubblico, solo in presenza di condizioni ben precise e in limitati casi. Mai più vendite in massa generalizzate. Si potrà procedere alla vendita,  ad esempio, in quei  condomini in cui gli alloggi siano già  stati venduti in maggioranza e quindi si creino situazioni che rendono difficile se non impossibile la gestione pubblica; in questi casi,  non è previsto assolutamente la vendita per mezzo d’ asta pubblica ma il prezzo sarà stabilito da una perizia tecnica sullo stato dell’alloggio e sul suo reale valore, l’alloggio potrà essere ceduto all’inquilino assegnatario con la possibilità di  uno sconto fino ad un massimo del  40%. E’ prevista la vendita a prezzo di mercato solo ed esclusivamente per alloggi sfitti non assegnati e non assegnabili per motivi di forte stato di degrado quando non si giudichi conveniente il recupero, oppure per alloggi situati in luoghi decentrati distanti da servizi urbani essenziali. La vendita, in questo specifico caso, è finalizzata al recupero del massimo delle  risorse possibile che possa permettere la realizzazione di un numero di alloggi equivalente o superiore. In tutti i casi è tassativamente obbligatoria la presentazione contestuale, alla richiesta di autorizzazione alla vendita, del progetto di reinvestimento per un numero pari di alloggi, Un alloggio vecchio ceduto per un alloggio nuovo, sempre, senza eccezione alcuna.
Pasquini dice che la legge prevede la scomparsa delle case popolari bene, all’art.4 dove si definisce il nuovo sistema dell’edilizia residenziale sociale, al primo punto c’è il servizio abitativo pubblico per garantire l’accesso alla casa ai soggetti economicamente e socialmente svantaggiati mediante locazione permanente a canone sociale del patrimonio di edilizia residenziale sociale pubblica (ERS Pubblica); all’art. 24 si stabiliscono le priorità: ..costituiscono priorità la realizzazione di alloggi ERS destinati alla locazione e gli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione, per evitare e ridurre il consumo di nuovo suolo. Pasquini sostiene che,  come Berlusconi,  la Legge prevede solo il social housing, “l’Immaginifico incontro tra pubblico e privato” e che anche le misure straordinarie vanno in questa direzione. Bugiardo! Sicuramente negli ultimi 15 anni in Toscana ed in Italia si è costruito quasi esclusivamente così, su 300 mila case costruite negli ultimi 15 anni (ISTAT) in Italia   solo 3000, cioè appena  l’1% sono state di edilizia pubblica, poche centinaia in Toscana, praticamente  l’edilizia pubblica è sparita ovunque.
L’immobilizzazione di ingenti risorse in Toscana, per responsabilità non certo mie, ha prodotto un degrado del patrimonio pubblico esistente. Abbiamo vissuto anni di dequalificazione e di abbandono dell’edilizia pubblica.  Oggi le cifre cambiamo profondamente e radicalmente di senso e di indirizzo e sono tutte dimostrabili in qualsiasi momento perché contenute in atti pubblici consultabili da tutti e scaricabili dal sito della Regione. Le misure straordinarie di 143 ml. : Misura A: 25 ml. per il recupero totale di tutti gli alloggi popolari non assegnati e dunque vuoti perché degradati.  Per la prima volta a partire  dal 2010, non ci sarà più una casa popolare vuota! Misura B: 50 ml. per acquisto di alloggi già pronti ed immediatamente assegnabili e nuova realizzazione attraverso azioni di recupero e riqualificazione di aree già di proprietà pubblica, il tutto per realizzare case popolari pubbliche. Misura C: 50 ml. per il social housing per alloggi in locazione con un canone realmente sostenibile che non può superare il  limite massimo,  del  3,2% del costo dell’alloggio (canoni da 270 a 370 euro al mese a seconda della grandezza). Misura D: 5 ml per una iniziativa pilota e innovativa; un contributo individuale per il sostegno all’acquisto e recupero per giovani coppie che intendono tornare a vivere in borghi periferici per riportare residenza in zone che in questi anni hanno vissuto fenomeni di spopolamento, con l’obiettivo di riqualificare e  rivitalizzare i centri storici dei tanti borghi minori della Toscana ed evitare la  concentrazione della popolazione nelle periferie delle città. Infine, la misura sperimentale E: 13ml per alloggi pubblici realizzati con
criteri di bioarchitettura per promuovere una nuova cultura dell’abitare che sappia coniugare l’ecoefficenza energetica alla sostenibilità e vivibilità sociale con una  progettualità attenta e curata nel prevedere e nell’organizzare  spazi e servizi comuni, per favorire le relazioni umane e sociali, lo scambio gratuito e mutualistico di servizi, la qualità della vita e dell’abitare. 
Ricapitolando, il pacchetto delle misure straordinarie di 143 milioni di euro prevede 88milioni per interventi in  alloggi pubblici ERP e 50 milioni  per il social housing  a condizioni del tutto nuove, con canoni realmente sostenibili, i restanti 5 milioni per contributi individuali a giovani coppie per il recupero e il reinsediamento nei centri minori. La riprogrammazione, resa possibile dalla rendicontazione sullo stato di attuazione del Piano di vendita in seguito alla sospensione delle vendite, ha liberato la bellezza di circa 200 milioni di euro che sono nella disponibilità di spesa degli 11 attuali gestori del patrimonio ERP a livello regionale. Centinaia di cantieri sono già aperti e tanti altri apriranno nelle prossime settimane per eseguire lavori di riqualificazione e di manutenzione straordinaria su 10.294 alloggi popolari; complessivamente, se si considerano anche i 143 ml. delle misure straordinarie, si potranno  realizzare circa 3000 alloggi nuovi da recupero, riqualificazione e nuova edificazione. Quindi le risorse destinate complessivamente agli alloggi pubblici, ammontano a 288 milioni di euro a livello regionale. Per quanto riguarda l’accusa che la Legge comporterà consistenti aumenti dei canoni, chiedo semplicemente ai lettori di leggersi la Legge a partire dall’art.45 in cui vengono individuate le 4 fasce di situazione economica del nucleo familiare e in cui vengono stabiliti i  tetti  massimi che i canoni potranno raggiungere come  percentuale rispetto all’indicatore della situazione economica del nucleo familiare. La quantificazione in euro dei tetti delle relative fasce sarà stabilito nel regolamento attuativo della Legge che dettaglierà gli indirizzi e i principi sanciti nella Legge. Dire in questa fase, prima ancora che siano quantificate le fasce di reddito, che i canoni aumenteranno consistentemente è una posizione infondata e prevenuta.Concludo concordando  che è sicuramente vero che questa Legge ha tanti nemici; quando si cerca di cambiare qualcosa in questo paese tutti i conservatorismi e particolarismi dei diversi  interessi in campo si mobilitano per lasciare le cose come stanno,  ma la somma dei numeri e dei soggetti contrari non sempre ci dice se una riforma è realmente giusta e innovativa e capace di ricostruire maggiore efficacia, equità ed efficienza al sistema. C’è un particolare, che poiché non compare mai in nessun intervento, devo dedurre sia considerato irrilevante, è quello che la legge istituisce all’art 30 “il fondo per il finanziamento dell’ERS” cha ammonterà all’incirca a 223 milioni, una cifra grande. Se la Legge non verrà approvata nemmeno in questa legislatura, sarà un ulteriore elemento negativo di perdita di credibilità ed autorevolezza della politica incapace di decidere  una riforma, da tutti giudicata indispensabile, di un sistema inefficiente che sta producendo iniquità e  tempi di risposta esageratamente lunghi per soddisfare  bisogni e nuove esigenze di una situazione sociale in continuo peggioramento per effetto della grave crisi internazionale. Se la Legge verrà approvata, la prossima Giunta e Consiglio avranno gli strumenti e le risorse sufficienti per approntare un nuovo Piano casa ordinario della durata di una intera  legislatura e si potranno spendere, in tempi ragionevoli, questi ulteriori risorse  disponibili, viceversa, se la Legge non verrà approvata, saremo di nuovo, punto e a capo. Si ripartirà dal principio e, nella migliore delle ipotesi, alla fine del 2010 riprenderà il percorso legislativo interrotto che siccome è stato e sarà un percorso difficile e delicato, molto probabilmente impegnerà anche tutta l’intera prossima legislatura. I costi come al solito  li pagherà la povera gente che continuerà a vedersi negato il diritto ad una casa. Non potranno essere certo varate nuove misure straordinarie ed urgenti anticrisi, quelle che oggi ci  hanno permesso di anticipare gli indirizzi, i criteri, le procedure e i contenuti della nuova proposta di legge che ci ha permesso  di sburocratizzare ed accelerare le procedure, cambiare radicalmente i criteri di assegnazione delle risorse, stabilire il principio della cantierabilità del progetto per essere ammesso alle procedure di assegnazione delle risorse, ecc, ecc. In mancanza di una nuova legge questi soldi se ne staranno ancora una volta in cassa a svalutarsi. Mai come in questo caso appare stridente i tempi della politica con i tempi delle necessità e dei bisogni sociali, questo divario è enormemente troppo grande in questa voragine precipita la politica e ci  resta tra le mani solo l’ordinaria gestione di un esistente insopportabile e intollerabile.Cordiali salutiEugenio Baronti Assessore Regionale alle politiche abitative e all’edilizia sostenibile

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