Delibera acquisti verdi

LA GIUNTA MUNICIPALE
PREMESSO che il Comune di Capannori intende perseguire l’eco-efficenza nei processi di produzione e di consumo per soddisfare i bisogni umani impiegando meno risorse, generando meno emissioni in atmosfera e producendo meno rifiuti per conseguire la sostenibilità ambientale delle economie e dei comportamenti sociali;

PREMESSO che il comune di Capannori intende promuovere a tutti i livelli l’eco-efficenza nella fornitura di beni e di servizi, nella gestione del territorio, nelle politiche pubbliche, nei comportamenti privati e di consumo;

RICORDATO che il Comune di Capannori, con deliberazione della Giunta Municipale n. 328 del 19/11/2004, ha aderito alla Carta di Alborg, la Carta delle Città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile secondo un Piano di azione ambientale locale ispirato ai principi di sostenibilità ambientale.

RICORDATO che il Comune di Capannori a partire dal 1999 è stato attivamente coinvolto nel processo di Agenda 21 locale promossi dalla Provincia di Lucca, in particolare nel Piano di azione provinciale;

CONSIDERATO che il Distretto cartario di Capannori, così come istituito da DCRT 69/2000, ha attivato il progetto LIFE-PIONEER per definire ed applicare sperimentalmente una metodologia basata sul Regolamento EMAS al distretto cartario al fine di migliorare le prestazioni ambientali del territorio.

VISTO il D. Lgs n. 22 del 05/02/97 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 94/62/CEE sugli imballaggi e di rifiuti di imballaggio e successive modifiche e integrazioni;

VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale della Toscana n. 29 del 02/03/2004 di approvazione del Piano Regionale di Azione ambientale della Toscana 2004-2006;

VISTA la scheda B10 del suddetto Piano nella quale si prevedono incentivi a favore dell’utilizzo di materiali riutilizzabili e a favore della riduzione della produzione dei rifiuti a sostegno di interventi nel settore pubblico;

VISTA la leggere regionale 25/98 e successive modificazioni ed integrazioni “Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati”;

CONSIDERATO che il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio n. 203 del 08/05/2003 “Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”, individua norme generali affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico prevedano l’utilizzo di manufatti e beni riciclati;

VISTA la Comunicazione della Commissione delle Comunità Europee su “Il diritto comunitario sugli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni ambientali negli appalti pubblici” COM (2001) 274, del 4 luglio 2001;

VISTA la sentenza della Corte di Giustizia Europea causa C-513/99, del 17 settembre 2002 la quale stabilisce che;
1) L’art. 36, n. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, dev’essere interpretato nel senso che, quando, nell’ambito di un appalto pubblico relativo alla prestazione di servizi di trasporti urbani mediante autobus, decide di attribuire un appalto all’offerente che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, l’amministrazione aggiudicatrice può prendere in considerazione criteri ecologici, quali il livello di emissioni di ossido di azoto o il livello sonoro degli autobus, purché tali criteri siano collegati all’oggetto dell’appalto, non conferiscano alla detta amministrazione aggiudicatrice una libertà incondizionata di scelta, siano espressamente menzionati nel capitolato d’appalto o nel bando di gara e rispettino tutti i principi fondamentali del diritto comunitario e, in particolare, il principio di non discriminazione.
2) Il principio della parità di trattamento non osta a che siano presi in considerazione criteri collegati alla tutela dell’ambiente, come quelli di cui trattasi nella causa principale, per il solo fatto che la propria azienda di trasporti dell’amministrazione aggiudicatrice rientra fra le rare imprese che hanno la possibilità di offrire un materiale che soddisfi i detti criteri.
3) La soluzione della seconda e della terza questione non sarebbe diversa se il procedimento di aggiudicazione dell’appalto pubblico di cui trattasi nella causa principale rientrasse nella sfera di applicazione della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni.
VISTA la Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 (G.U.C.E. n. L134 del 30.4.2004, p.114) che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di fornitura e di servizi;

ATTESO che l’Amministrazione Comunale di Capannori, nell’ambito delle attività proprie di Ente Locale, deve ricorrere all’acquisto di beni e affidamento di appalti di servizio ai sensi delle normative di settore vigenti;

CONISDERATO che il Green Procurement è un sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili, cioè di prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo;

ATTESO che nell’ambito del Green Procurement un settore specifico è costituito dal Green Public Procurement (GPP) relativamente agli acquisti effettuati dalla Pubblica Amministrazione;

VISTA la comunicazione interpretativa della Commisisone Europea COM (2001) n. 274 del 04/07/01 in merito a “Il diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici”;

CONSIDERATO che, ai sensi delle normative di settore (D. Lgs. 22/97 e s.m.i.), sussiste l’obbligo per le Amministrazione Locali di raggiungere, mantenere ed incrementare percentuali di raccolta differenziata nell’ambito del territorio comunale di competenza;

ATTESO che l’attività propria dell’Ente Locale crea direttamente produzione di rifiuti di varia tipologia in funzione delle attività e dei servizi erogati sia (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi svolte in economia diretta);

ATTESO che per contribuire ed incentivare la raccolta differenziata anche l’Amministrazione Comunale deve provvedere ad attivare estendere ed incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti al proprio interno (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi e lavori svolte in economia diretta);

ATTESO che, per incentivare, la raccolta differenziata l’Amministrazione Comunale deve garantire che i servizi, le forniture e lavori appaltati a soggetti esterni prevedano l’effettuazione di adeguata raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nell’ambito dell’appalto;

RITENUTO necessario provvedere che le indicazioni di cui sopra relativamente al Green Public Procurement e all’incentivazione della raccolta differenziata sia accolte nell’ambito dell’organizzazione interna dell’Ente che nell’ambito dei capitolati degli appalti per la fornitura di beni e servizi;

DELIBERA

1. Di adottare il metodo “GREEN PUBLIC PROCUREMENT” (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi, indirizzando la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno inquinanti, meno dannosi per la salute rispetto a prodotti tradizionali, in modo da ridurre l’impatto delle diverse attività sull’ambiente, incrementare la domanda dei prodotti verdi, spingere le imprese a produrre beni con migliori prestazioni ambientali, fornire un modello di comportamento responsabile verso l’ambiente con particolare riferimento a:
• Ottimizzazione del servizio offerto dal prodotto
• Riduzione dell’uso delle risorse naturali
• Riduzione della produzione dei rifiuti
• Riduzione delle emissioni di inquinanti;
• Riduzione di pericoli e rischi.

2. Di emanare la direttiva in base alla quale negli appalti per la fornitura di beni e servizi gli uffici comunali competenti applichino il criterio di valutazione e la metodologia GPP per la fornitura di appalto di beni e servizi per le seguenti tipologie di prodotti:
carta, contenitori per compost, giochi scuole materne, lampadine, noleggio e acquisto stampanti e macchine per ufficio in genere, manutenzione e arredo verde pubblico, pulizia edifici comunali, gestione piscina comunale, arredo per uffici, vestiario e calzature, arredi per aule, servizi di pulizie, mense scolastiche, arredi tecnici per laboratori, pavimentazioni, manutenzioni e progettazione stradali, trasporto studenti, parco autovetture e veicoli pubblici.
devono essere privilegiati negli acquisti beni e prodotti derivanti da materiale riciclato o riutilizzato per almeno il 50% del fabbisogno annuale (si intendono prodotti da materiali riciclati quelli che contengono almeno il 50% del materiale riciclato con riferimento a carta o cartone, buste, prodotti realizzati con fibre naturali, arredi per uffici, arredo urbano, compost per verde urbano, etc.)

3. Di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti al proprio interno dall’Amministrazione Comunale (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi e lavori svolti in economia diretta) anche in accordo con la locale l’azienda titolare del servizio di raccolta e smaltimento RSU (Azienda ASCIT S.p.A.);
4. Di incentivare la raccolta differenziata attraverso la modifica e revisione dei capitolati degli appalti per la fornitura di beni e servizi esterni al fine di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nell’ambito dell’appalto;
5. Di dare la ulteriore direttiva, in particolare al Servizio Affari Generali perché definisca un programma per la fornitura di acquisti ecologici, adoperandosi in una azione di sensibilizzazione dell’intera struttura comunale, del personale e dei fornitori secondo il seguente schema metodologico:
 ANALISI AMBIENTALE DELLE ESIGENZE DI ACQUISTO E DEI LORO IMPATTI
 POLITICA DI ACQUISTO SOSTENIBILE
 PROGRAMMA DI ACQUISTO (INDICATORI E OBIETTIVI)
 SISTEMA DI GESTIONE DEGLI ACQUISTI
 FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEL PERSONALE E DEI FORNITORI – QUALIFICAZIONE AMBIENTALE DEI FORNITORI – PROCEDURA DI APPROVVIGIONAMENTO – GARA DI APPALTO – DEFINIZIONE DELL’OGGETTO DELL’APPALTO CON ANALISI DEL MERCATO – SPECIFICHE TECNICHE DELL’OGGETTO DELL’APPALTO – SELEZIONE DEI CANDIDATI – AGGIUDICAZIONE DELLA GARA – ESECUZIONE DELL’APPALTO.
 MONITORAGGIO E CONTROLLO DEI RISULTATI
6. di stabilire che la presente deliberazione sia portata a conoscenza dei dirigenti di tutti i servizi comunali dando mandato al Segretario Generale – Direttore Generale di stimolarne l’applicazione di tale approccio presso gli uffici e di monitorarne l’attuazione.
23 marzo 2008

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