APPUNTI DELLA MIA RELAZIONE AD UNA CONFERENZA DI UNIDEL LUCCA

La quarta rivoluzione tecnologica: Tra robotica e sistemi a pilotaggio remoto e automatico. E’ arrivata l’intelligenza artificiale e sono arrivati i Droni dove ci porteranno?

di Eugenio Baronti

Non si direbbe, perché nessuno ne parla, perchè la ricerca e l’innovazione purtroppo riscuote scarsa considerazione ed interesse nell’opinione pubblica, per non parlare della politica e del sistema mediatico, eppure, proprio a Lucca, attorno al tanto bistrattato Aeroporto di Tassignano Capannori, si è formato una società Zefiro ricerca & innovazione Srl, promossa e partecipata dalla società di gestione dell’aeroporto che è diventato un importante e qualificato punto di riferimento che ha saputo coinvolgere  una parte consistente dell’eccellenza tecnologica e scientifica toscana nel settore aerospaziale. Diversi sono i progetti di ricerca nati da questo prezioso ambito di competenze e professionalità, che impegnano  ricercatori ed ingegneri. C’è addirittura un progetto selezionato per partecipare ad una grande sfida internazionale nel 2017 ad Abu Dhabi con Droni robotici impegnati in applicazioni estremamente innovative. C’è operativo un Centro di formazione di rilievo nazionale che forma piloti ed operatori per i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.

In questo anno è nato da una collaborazione tra CNR, SIGMA Ingegneria e Zefiro, AGRI EFESTO un drone “made in Lucca” per l’agricoltura di precisione presentato a febbraio, con grande successo ed interesse, alla grande fiera agricola di Verona.

La cosiddetta quarta rivoluzione tecnologica è già in atto, cambierà il nostro modo di lavorare in tutti i settori: piccole macchine volanti, nautiche o terrestri, a propulsione elettrica, che pesano pochi kg su cui si possono applicare diversi sensori: video camere, camere termiche, multi spettrali, infrarossi, laser scanner ecc.

I campi di applicazione sono innumerevoli: Agricoltura di precisione, mappatura del territorio e dell’edificato tramite rilievi fotogrammetrici, diagnosi e certificazione energetica degli edifici, monitoraggi su impianti fotovoltaici, su impianti chimici, controlli sulle reti di distribuzione dell’energia elettrica, controlli e monitoraggi ambientali, discariche, emissioni inquinanti in acqua e in aria, controlli sui vulcani, su movimenti franosi, monitoraggio per la conservazione e la valorizzazione dei Beni culturali e monumentali, archeologia ecc. ecc.

La nuova frontiera di questa rivoluzione è quella dello sviluppo di una “intelligenza artificiale” con macchine percettive, intuitive, riflessive, capaci di imparare e di assisterci nelle nostre attività nei contesti più vari, dal lavoro al gioco, dalla salute fisica e psicologica alla progettazione socio-economica.

I robot – intesi nell’accezione più ampia –  sono già intorno a noi, sono un nostro prolungamento fisico e mentale e siamo solo all’inizio, questo è solo un assaggio del mondo che verrà.

Tante sono le domande e le sfide che questa rivoluzione ci pone: come l’umanità potrà interfacciarsi e quale relazioni potrà esserci con intelligenze diverse da quelle umane?

L’evoluzione di queste macchine sta cambiando già il nostro ruolo nel mondo, sta modificando profondamente il modo in cui ci relazioniamo con la realtà quotidiana.

La relazione che instauriamo ogni giorno con loro e che loro stabiliscono con noi, influenzano già le nostre scelte individuali e collettive, i nostri comportamenti individuali e sociali.

La domanda a questo punto non può essere che questa: chi dirigerà questa rivoluzione già in atto?

Oggi possiamo attingere in ogni momento e restare sempre connessi a banche dati mondiale di dimensioni gigantesche, inimmaginabili, che si arricchiscono continuamente, un’energia che più la usi più cresce.

Queste nuove tecnologie modificano radicalmente il rapporto tra esperienza e conoscenza, incidono sull’interpretazione e sulla progettazione della realtà e sulle pratiche dei saperi.

La sfida storica di quest’epoca  consiste nell’affrontare questa immane energia che abbiamo costruito e vedere si siamo capaci di usarla per rafforzare  un progetto di società nostro, sostenibile socialmente e ambientalmente, oppure  se ne saremo travolti.

E’ urgente ed indispensabile costruire la cultura necessaria per gestire ed indirizzare questi nuovi potenti strumenti tecnologici, perché, se non riuscissimo a fare questo, le nostre vite verrebbero scritte e determinate da chi controlla e governa questi potenti strumenti facendo tesoro di tutte le tracce che noi lasciamo generosamente di ciò che facciamo, pensiamo e sentiamo.

In questo quadro, la conoscenza acquisisce un’importanza strategica per esercitare questa nuova cittadinanza,

ma, la conoscenza, è sempre più altrove rispetto alla persona che ne necessita e che, avvalendosene, la incrementa fino a risultare fuori controllo e fuori portata rispetto alle nostre capacità di giudizio, di valutazione e di progettazione.

Questa massa imponente di informazioni rischia di diventare una nebulosa di dati che si pongono ingannevolmente come elementi neutri con nessuna possibilità di giudizio e di prospettiva e con una forte depersonalizzazione e de contestualizzazione.

RESTARE UMANI, questa è la sfida vera per il nostro futuro prossimo,  ridare all’umano la sua umanità e alle macchine la loro incredibile forza meccanica e il rapporto tra questi  due universi deve  definirsi sulla base della centralità di un nuovo umanesimo. Facile a dirsi, difficile a farsi, soprattutto quando, su questo terreno, la politica non c’è, è altrove, in tutt’altre faccende affaccendata.

di Eugenio Baronti

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