Aeroporto di Capannori: Centro Toscano per l’Aerospazio e la robotica, un progetto di sviluppo sostenibile territoriale dalle grandi potenzialità

di Eugenio Baronti

Quando fu deciso di riportare la società di gestione sotto il controllo del Comune di Capannori, dopo la disastrosa avventura della privatizzazione avviata con imprenditori pratesi e pistoiesi, proseguita con una società russa con sede a Cipro, e conclusasi in modo rovinoso con la rumena Bonansea,  gli obiettivi, che ci furono assegnati al momento della nomina, il 19 aprile 2011, furono: priorità strategica assoluta per l’ottenimento della concessione totale ventennale; un piano industriale di sviluppo per la rinascita e la riqualificazione dello scalo; il risanamento economico finanziario della società di gestione.

Nella discussione politica di allora, anche in seno alla maggioranza, si confrontavano idee di sviluppo e progetti diversi. Da una parte una ipotesi più “tradizionale” legata allo sviluppo del traffico aereo di aviazione generale, business aviation, aerotaxi, che richiedeva grandi investimenti per una nuova pista in posizione leggermente inclinata rispetto all’attuale parallela all’autostrada, di almeno 1.400 metri, dall’altra, un’ipotesi di uno sviluppo “dolce” più sostenibile che non richiedeva una nuova pista, non prevedeva una crescita dell’impatto ambientale e sociale dell’aeroporto sull’area circostante, e si sostanziava, oltre che sulle attività caratteristiche di un aeroporto minore di aviazione generale, sull’offerta di servizi di interesse pubblico (antincendio, protezione civile, soccorso) e di servizi aeronautici qualificati con forte vocazione all’innovazione tecnologica. Questa seconda ipotesi nasceva dalla consapevolezza che un aeroporto di aviazione generale, ne qui ne altrove,  non è in grado di autofinanziarsi con le sole attività caratteristiche legate alle tariffe sui movimenti e carburante per l’enorme sproporzione che esiste tra costi dei servizi di sicurezza necessari ed obbligatori e gli introiti tariffari dei movimenti del tutto insufficienti a coprirli.

La storia dell’aeroporto di Tassignano Capannori è stata da sempre particolarmente travagliata,  tanti progetti presentati, a partire dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso, finiti nel nulla o rimasti nei cassetti perché tutti costruiti su ipotesi di sviluppo legate esclusivamente alle attività caratteristiche di un aeroporto di aviazione generale e quindi, l’aeroporto, ha finito per configurarsi quasi esclusivamente come uno scalo ad uso e consumo delle tre associazioni private che avevano una concessione diretta da parte di Enac per le loro attività ludico, sportive e di scuola di volo. Una infrastruttura importante che in tanti paesi europei rappresenta una risorsa ed un’opportunità di sviluppo di un’intera comunità, da noi è rimasta prigioniera di vecchie posizioni acquisite a condizioni del tutto anacronistiche.

L’opera di risanamento e recupero dell’agibilità delle strutture  in nostra gestione, ereditate in condizioni disastrose,  e la riqualificazione delle aeree aeroportuali esterne, parcheggi, viabilità. giardini e nuova Torre servizio AFIS, è stata conclusa  restituendo allo scalo un’immagine dignitosa.

Purtroppo, non per colpa nostra, ma per le solite lungaggini ed inefficienze dell’apparato burocratico di questo Stato,  per ottenere la concessione totale (siamo stati i primi a riuscirci in Italia)  abbiamo dovuto penare ben più del previsto, attendere oltre 3 anni che hanno influito negativamente sui nostri programmi ma anche sui nostri bilanci.

Contestualmente a questa azione e al recupero di funzionalità, sicurezza e agibilità dello scalo, è andata avanti l’azione di costruzione di relazioni e collaborazioni con il sistema universitario toscano legate al settore aerospaziale, curate in particolare dalla società Zefiro ricerca&innovazione Srl promossa e partecipata dalla società aeroporto di Capannori Spa,  creando le condizioni e il contesto tecnico scientifico per realizzare un progetto di sviluppo legato a servizi qualificati per l’innovazione. Su questo aspetto si sono compiuti progressi estremamente positivi.

Oggi siamo qui. Il 25 febbraio 2015 abbiamo ottenuto la concessione totale ventennale, abbiamo un aeroporto che ha fatto enormi passi in avanti rispetto ai sistemi di sicurezza, ha strutture agibili e funzionali e si presenta con una immagine dignitosa ai suoi ospiti stranieri e ai suoi tanti visitatori.

Sul fronte dell’innovazione si è creata una rete di collaborazioni che mette insieme diversi dipartimenti dell’ Università di Pisa, Firenze, Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni, Scuola Superiore Sant’Anna, Toscana Spazio, IMT Lucca, CNR Pisa e Firenze e aziende toscane che operano nel settore aerospaziale che hanno sottoscritto una manifestazione d’interesse per la realizzazione, nell’ambito dell’aeroporto, del Centro Sperimentale Toscano per l’Aerospazio e la robotica; di un Dimostratore tecnologico per fornire  servizi e strumentazioni per consolidare e sviluppare il settore toscano dell’aero spazio e un Flight Test Center per attività di volo sperimentali e testing  per dimostrare e valorizzare nuove soluzioni tecnologiche. E’ proprio di questi giorni il parere favorevole, da parte di ENAC, all’autorizzazione dello spazio aereo, nell’ATZ dell’aeroporto, per attività di addestramento, di sperimentazione e dimostrative con SAPR che sarà operativa dai primi di settembre 2016.

Questa ipotesi di sviluppo può creare positive e utili sinergie con le attività caratteristiche di scalo per il traffico turistico e sportivo di aviazione generale e di servizi di pubblica utilità come  antincendio boschivo, protezione civile e soccorso pubblico. Proprio in questi giorni stiamo predisponendo un progetto preliminare per garantire il servizio notturno per l’elicottero di soccorso per l’ospedale S. Luca di Lucca.

Questo progetto ha incontrato, nel corso di questi ultimi due anni, un interesse crescente, producendo dei fatti concreti, come il riconoscimento da parte della Regione toscana di un finanziamento a fondo perduto di un milione di euro a sostegno del progetto del Centro regionale per l’aerospazio, con la possibilità di attingere anche a ulteriori  finanziamenti specifici su fondi europei  per la realizzazione del  dimostratore tecnologico come struttura a sostegno della ricerca e sviluppo del settore aerospaziale toscano.

Oggi siamo qui,  abbiamo grandi potenzialità, ma un macigno ereditato dal passato, ante 2011, ci pesa sulle spalle e ci impedisce di procedere:  un vecchio debito  di 2 milioni di euro che può, e deve, essere abbattuto drasticamente attraverso una procedura di  concordato in continuità aziendale che ci permetterebbe di risanare e mettere a pulito la società senza perdere la concessione totale ventennale che è costata tempo, lavoro e denaro.

La società deve essere ricapitalizzata anche al minimo previsto (€ 50.000,00) e dobbiamo trovare una garanzia per sostenere le spese della procedura di concordato e per chiudere con tutto il debito pregresso liberando il bilancio della società dal peso insostenibile di quasi 100.000,00 euro di oneri finanziari annui.

Il Piano industriale di sviluppo del progetto è un piano economicamente e finanziariamente sostenibile che si basa su investimenti e previsioni concrete. Una grande impresa, legata a Finmeccanica, ha ribadito più volte e in più circostanze, oltre che attraverso una manifestazione d’interesse, la sua intenzione a trasferire presso l’aeroporto la produzione dei nuovi elicotteri a pilotaggio remoto e la volontà ad effettuare presso l’aeroporto i propri programmi di testing e di collaudo portando circa una settantina di posti di lavoro, un’iniziativa che produrrebbe a sua volta un indotto, ma, soprattutto, questo primo nucleo industriale aerospaziale, faciliterebbe la realizzazione del  Centro regionale per l’Aerospazio, creando preziose sinergie con un retroterra tecnico scientifico di primordine che racchiude l’eccellenza della ricerca toscana.

In questo nuovo scenario l’attrattività dell’aeroporto sarebbe amplificata e l’aeroporto finalmente sarebbe valorizzato al massimo delle sue potenzialità.

Per portare a compimento questo percorso c’è bisogno di una società di gestione che creda in questo progetto e che svolga un ruolo delicato a garanzia di imparzialità e pari opportunità tra i tanti soggetti imprenditoriali e di ricerca interessati, e quindi,  una presenza pubblica di peso nella compagine societaria è necessaria ed indispensabile per mantenere il carattere di progetto di sviluppo territoriale e non solo aziendale. Tuttavia, trovare uno o più partner privati per sostenere il progetto diventa un elemento determinante per garantire un futuro a questo progetto in quanto sono troppi, le limitazioni imposte dalle nuove normative alle società a capitale interamente pubblico che non lasciano margini di operatività e di manovra e possibilità di futuro.

Fatti concreti sono i progetti di ricerca che sono nati e alcuni sono già in fase di realizzazione  grazie a questa rete interdisciplinare di collaborazioni che mette insieme, attorno ad un tavolo, esperienze e competenze diverse, creando quel terreno fertile da cui nascono idee creative ed innovative che si trasformano in progetti che attraggono finanziamenti, offrono opportunità di rimanere in Italia ai nostri giovani ricercatori  e creano lavoro di alta qualità.

Fatti concreti, nati in questo ambito tecnico scientifico, sono diversi progetti di ricerca e innovazione in corso di realizzazione come il progetto, con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, selezionato per la competizione internazionale di robotica MBZIRC (www.mbzirc.com) che si svolgerà negli Emirati Arabi nel 2017 ad Abu Dhabi; la realizzazione e presentazione del nuovo SAPR per applicazioni in agricoltura di precisione AGRI EFESTO (Sigma ingegneria  Lucca, CNR di Pisa, CNR di Firenze, Zefiro,) presentato a febbraio 2016 nell’ambito dell’AGRIFIERA di Verona; il Progetto ACAS: Autonomous Collision Avoidance Systems for Unmanned Aerial Vehicles su Bando dell’ Agenzia Spaziale Italiana ASI, approvato e finanziato;  progetti ammessi in attesa di finanziamenti come il Progetto SAPRID Sistema Aereo Per la RIcerca di Dispersi; Il progetto MUFEM: Mobile Unit For Emergency Management, un Mezzo Mobile Operativo di pronto intervento attrezzato per rispondere alle necessità operative di soccorso in casi di calamità naturali; il progetto IDINTOS già realizzato; il primo aereo e idrovolante  progettato e realizzato in Toscana da un gruppo di soggetti industriali, cofinanziato dalla Regione Toscana e progettato dalla sezione aerospaziale del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa.

L’aeroporto sarà il dimostratore e lo spazio in cui verranno testati questi  progetti di ricerca promossi con partenariati di alto profilo tecnologico e scientifico e potrà trasformarsi in una vera e propria vetrina per la dimostrazione, i testing e la promozione di nuove soluzioni tecnologiche dell’aeronautica del futuro.

Tutto questo però è un lavoro che non si vede perchè non si manifesta con grandi, costose e spesso inutili opere  destinate ad attrarre e produrre innovazione tecnologica e che sono rimaste spesso delle cattedrali nel deserto.

Tutto questo lavoro quasi mai riesce a farsi spazio mediatico nell’ordinaria cronaca cittadina, e troppo poco si è fatto per dargli quella visibilità che avrebbe meritato

Tutto questo è un lavoro che i cittadini ignorano, ma anche la politica provinciale, non conosce o ne sottovaluta le potenzialità.

Il Comune di Capannori ha fatto molto in questi anni per questo progetto che si configura come un progetto di sviluppo territoriale che interessa e quindi dovrebbe coinvolgere le istituzione dell’intera provincia, perlomeno della Piana lucchese. E’ necessario che la politica si mobiliti, è necessario  coinvolgere le categorie economiche della Piana, le fondazioni bancarie, le forze sociali, perché possano dare una mano a sostenere la realizzazione di questo progetto trovando le risorse economiche necessarie per sostenere la ricapitalizzare della società e garantire la copertura delle spese del concordato in continuità.

Una volta realizzata la prima fase di sviluppo, il piano economico finanziario è positivo e la società stessa potrà far fronte, con proprie risorse, agli investimenti necessari e anche alla restituzione di un eventuale prestito pubblico o privato per la copertura delle spese del concordato.

Se non si procede alla ricapitalizzazione la società dovrà essere messa in liquidazione, e si torna punto e a capo, alla casella di partenza, come al gioco dell’oca: la società perde la concessione totale e ventennale, il Comune di Capannori perde tutto, l’aeroporto rientra nella piena disponibilità dell’ENAC il quale nomina un commissario che dovrà, nei tempi di ENAC, espletare un bando di gara per trovare un nuovo gestore su di un progetto di sviluppo su cui la comunità locale non potrà influire minimamente e, nel caso, potrà solo limitarsi a protestare. Nel frattempo l’ENAC riaffiderà di nuovo concessioni parziali alle diverse associazioni che si autogestiranno per proprio uso e consumo l’aeroporto senza alcuna ricaduta per la comunità locale. Le aziende aeronautiche private che attualmente operano all’interno dell’aeroporto incontreranno enormi difficoltà in quanto tutte le loro certificazioni aeronautiche sono legate  ai servizi svolti dalla società di gestione che non ci sarà più. Il degrado delle strutture risanate  prenderà di nuovo il sopravvento, così come è sempre avvenuto nel passato attraverso le tante vicissitudini attraversate nel corso dell’ultimo mezzo secolo dall’aeroporto.

Oggi siamo di fronte alla quarta grande rivoluzione tecnologica, la robotica e l’automazione “intelligente” la si può amare o odiare, nessuno la potrà fermare così come è stato con le altre 3 rivoluzioni tecnologiche precedenti, cambierà le nostre vite, il nostro modo di lavorare. Il parlamento europeo ha recentemente approvato un documento dove si individua nei nuovi sistemi di pilotaggio remoto un vettore potente di sviluppo con previsioni di fatturato straordinarie e grandi opportunità occupazionali, così è in tutto il mondo, in due anni siamo stati messi di fronte, non ad una forte crescita, ma ad una crescita esponenziale a livello internazionale del settore.

Mentre noi ne parliamo da almeno due anni, centri come quello che vorremmo realizzare a Tassignano sono nati,  cresciuti e sviluppati in tante parti del mondo, negli USA, in Europa. In Italia, la regione Puglia ed  ENAC, puntano su Grottaglie Taranto, una posizione miope come già è emerso nell’ultimo confronto tra ENAC e categorie economiche, dove è emerso con chiarezza e determinazione la necessità di dotare il paese di questo genere di infrastrutture. Abbiamo una fortuna, quella di trovarci in una posizione geografica strategica in posizione centrale a due chilometri da un casello autostradale che ci collega con il mondo.

Organizzarci per occupare una posizione strategica in questo processo di profondo cambiamento e di innovazione tecnologica, che nel nostro caso significa poi solo consolidare e strutturare un’esperienza già esistente, di permetterle di liberarsi in tutte le sue potenzialità, questo credo che sia un dovere di ognuno che oggi occupa un qualsiasi ruolo di responsabilità amministrativa, politica ed istituzionale, perdere questa opportunità sarebbe imperdonabile, soprattutto perché per farla vivere e sviluppare servirebbero poche centinaia di migliaia di euro. Questo belpaese è bloccato, immobile su se stesso, in attesa di non si sa che cosa, il futuro non si aspetta, il futuro lo si costruisce, ognuno nel suo piccolo, facendo  il proprio dovere, assumendosi le proprie responsabilità e la propria dose di rischio perché questo è il solo modo che conosco per costruire prospettive e opportunità future”.

Eugenio Baronti

Presidente e Amministratore Delegato della società Aeroporto di Capannori Spa

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