Contributo alla discussione sul caso rifiuti in Campania

Vorrei portare un modesto contributo alla discussione sul caso rifiuti in Campania, con grande umiltà e senza la presunzione di voler impartire lezioni a nessuno. Semplicemente ho vissuto una bella esperienza da cui si possono trarre delle indicazioni utili, anche se non mi azzardo a pensare ad una possibile semplicistica trasposizione di un modello alla complessa e drammatica specificità campana.. Nel gennaio del 2005 ero assessore all’ambiente nel Comune di Capannori provincia di Lucca, insieme all’azienda ASCIT spa partimmo con un progetto graduale di transizione dal sistema di gestione dei rifiuti tradizionale ad un nuovo sistema alternativo incentrato sulla raccolta differenziata “porta a porta”( PaP) integrale . Oggi sono stato chiamato da cinque mesi a ricoprire l’incarico di Assessore Regionale in Toscana e questa esperienza viene portata avanti con altrettanta passione e determinazione dal nuovo Assessore all’Ambiente Alessio Ciacci. Con l’estensione del terzo lotto attualmente in corso, sono più di 26.000 gli abitanti e quasi 2000 le aziende coinvolte da un servizio domiciliare di raccolta differenziata integrale che ha cancellato ogni tipologia di cassonetto o campana filo strada. I risultati raggiunti sono straordinari, consolidati ormai da due anni: 82% nelle frazioni interessate dal porta a porta, maggiore pulizia nelle frazioni, meno degrado urbano, grande partecipazione e consenso popolare al nuovo sistema. L’originalità della nostra esperienza nasce dal fatto che noi non consideriamo il PaP solo come una modalità organizzativa della raccolte dei rifiuti urbani ma come una buona pratica virtuosa inserita dentro un percorso di ecoefficienza del vivere, del lavorare e dell’abitare, per soddisfare i bisogni individuali e sociali sprecando meno risorse, riducendo i consumi energetici, le emissioni in atmosfera, producendo meno rifiuti. Contestualmente stiamo promuovendo campagne ed iniziative per un consumo critico, consapevole e responsabile nell’ambito di un processo di crescita culturale che tende a responsabilizzare i cittadini, a renderli partecipi, per costruire senso civico, modificare comportamenti consolidati, modelli di consumo e stili di vita sempre più insostenibili. Intendiamoci, siamo solo all’ inizio, ma siamo partiti. Questo tipo di campagne di educazione e sensibilizzazione le sto predisponendo anche a livello regionale attraverso il coinvolgimento di tutte le Associazione di difesa dei consumatori.
Le drammatiche immagini dei rifiuti che ammorbano l’aria e avvelenano la vita della Campania, hanno per me lo stesso effetto di un violento pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato e senza forze. Oggi in Campania non siamo all’emergenza, siamo ben oltre, siamo al disastro ambientale vero e proprio. Come se ne esce? Sicuramente in una situazione straordinaria possiamo uscirci solo con misure altrettanto straordinarie e soprattutto con una mobilitazione di tutti gli uomini e le donne di buona volontà..
Paradossalmente questa tragedia, che seppellisce sotto tonnellate di rifiuti, ammucchiati nelle strade campane, la credibilità e l’onore di una intera classe dirigente, potrebbe diventare un punto di ripartenza perchè costringe tutti a rimettersi in discussione, a ricercare una via di uscita che non sarà ne semplice ne facile perché, nessuno può ragionevolmente pensare che possano bastare provvedimenti di ordinaria amministrazione così come nessuno può sperare che sia un supermen o l’ uomo della provvidenza o S. Gennaro a salvare Napoli e la Campania.

I napoletani e i campani possono farlo se sapranno rialzarsi in piedi diventando protagonisti della loro rinascita, per ricostruire una nuova cultura, senso civico, nuove relazioni sociali, una nuova classe dirigente.
Cosa si potrebbe fare? Intanto bisognerebbe mettere urgentemente in atto tutta una serie di azioni e buone pratiche virtuose per perseguire l’obiettivo della riduzione dei rifiuti, attraverso una grande campagna per un consumo critico e consapevole, protocolli di intesa a livello regionale con la grande media e piccola distribuzione per ridurre gli imballaggi, inserire ovunque la vendita dei prodotti sfusi e le ricariche, eliminare in tutte le mense scolastiche e aziendali tutti i prodotti usa e getta, eliminare dov’è possibile l’acqua minerale nelle scuole, nelle mense e negli edifici pubblici, favorire i prodotti locali della filiera corta, promuovere il compostaggio domestico in tutti i comuni periferici rurali ecc. ecc.
Creare immediatamente un centro di formazione e di ricerca dei migliori processi organizzativi per progettare sistemi di raccolta differenziata “porta a porta” tagliati su misura delle diverse esigenze e tipologie urbane dei comuni campani, avviare immediatamente corsi di formazione per tecnici, amministrativi e operatori delle diverse aziende del settore, creare una regia tecnica progettuale decentrata nei territori per fare del porta a porta il sistema di gestione della raccolta dei rifiuti. E’ dimostrato e dimostrabile che questo è l’unico mezzo efficace che produce risultati immediati di riduzione dei rifiuti da conferire in discarica. Nella mia esperienza quando siamo partiti, coinvolgendo in un primo lotto 10.000 abitanti su 45.000, siamo passati immediatamente, fin dal primo mese, dal 37% di RD al 49% come dato complessivo comunale, (82% nelle due frazioni interessate dal porta a porta), il secondo lotto di ulteriori 4.000 abitanti ci ha portati al 57% attuale con una riduzione di circa 10.000 tonnellate di rifiuti da conferire in discarica. Oggi, con l’estensione in corso ad altri 14.000 abitanti, supereremo tranquillamente il 70% su scala comunale entro il 2008. Con il prossimo anno, con il quarto lotto di estensione, completeremo tutto il Comune, la transizione sarà finita e avremo costruito e consolidato il sistema aalternativo e potremo passare ad una calcolo puntuale della TIA (Tariffa Igiene Ambientale) facendo pagare ad ogni utente la quantità effettiva di rifiuti conferiti premiando i cittadini più virtuosi.
In un anno, partendo subito, sarebbe possibile coinvolgere con il sistema PaP almeno il 30% della popolazione complessiva delle province campane, partendo dalle zone periferiche più facili, meno problematiche, ottenendo nel breve periodo una forte riduzione di rifiuti da conferire in discarica, contestualmente sarebbe necessario realizzare una rete impiantistica e una “borsa”regionale per la valorizzazione, il recupero, riciclaggio, la commercializzazione delle materie recuperate dai RSU usando le tecnologie appropriate. Sarebbe inoltre di fondamentale importanza realizzare impianti biologici di trattamento a freddo finalizzati al massimo recupero della materia, rendere obbligatorio i cosiddetti acquisti verdi per tutti gli Enti pubblici della Regione, per favorire la crescita della domanda dei beni e prodotti riciclati e contestualmente condizionare l’offerta del mercato.
Partire subito con una grande mobilitazione generale che coinvolga tutta la Regione, dare vita ad una grande campagna di sensibilizzazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado, mobilitando, tutte le energie disponibili, il mondo dell’associazionismo ambientalista, del volontariato, le forze sociali, intellettuali, le Università, in una grande azione capillare di educazione e di responsabilizzazione per uscire definitivamente dall’emergenza.

Tutto questo è possibile e realizzabile, basta semplicemente crederci, vincere la pigrizia culturale, la rassegnazione, scrollarsi di dosso lo sconforto comprensibile per chi è costretto a vivere assediato dai rifiuti.

La situazione è sicuramente drammatica in un’area particolare dove le mafie e camorra organizzata dettano legge e controllano il territorio e questo rende tutto ancora più difficile. Il recupero da parte dello stato del controllo sul territorio campano è precondizione necessaria per avviare questo percorso, la partecipazione democratica, la condivisione delle decisioni, la trasparenza della gestione degli impianti, la fine dell’inefficiente e inefficace gestioni commissariali, il coinvolgimento diretto di tutti i Comuini rappresenta la condizione per partire in questo viaggio verso una alternativa possibile, fuori dalla cronica emergenza passando dentro e attraverso un disastro ambientale senza precedenti.
Eugenio Baronti
Assessore alla casa ricerca, università, tutela consumatori utenti. Regione Toscana

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