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Fatti mandare dalla mamma, a prendere…Il mio latte appena munto

Grande successo a Lammari (il mio paese)  del distributore del latte fresco appena munto nella stalla a 200 metri di distanza dal piazzale della scuola elementare dove è stato installato.

Un successo che va al di là di ogni più rosea aspettativa. Quando fu pensato, ormai quasi due anni fa,   avevamo programmato ottimisticamente di arrivare ad una vendita giornaliera di circa 300 litri, oggi siamo esattamente al doppio pensate,  ogni giorno circa 600/700 cittadini vanno a prendere il latte con la bottiglia di vetro  come facevamo una volta e oggi come all’ora la capannina del distributore  è diventata luogo di incontro, dove gli anziani scambiano due parole seduti su panchine realizzate con plastiche riciclate che provengono dalla raccolta differenziata. Presto sarà installata una tettoia per riparare dal sole e dalla pioggia i cittadini che pazientemente fanno la coda in attesa del proprio turno.

L’azienda agricola di Baisi a Lammari, aveva, prima di questa iniziativa, grandi difficoltà a stare sul mercato della produzione del latte, oggi, grazie a questo distributore per la vendita diretta, non solo ha poturo ristrutturare la sua stalla ma addirittura, a distanza  di solo pochi mesi, ha raddoppiato  il numero delle mucche per poter raddoppiare la produzione. Anche con questo però non riesce in certi giorni a soddisfare la richiesta di latte e tanti cittadini sono costretti ad andare via con la bottiglia vuota.

La filiera corta, e più corta di così non si può, perche solo 200 metri separano la stalla dal distributore, ha permesso di rilanciare alla grande una azienda in difficoltà perchè ha permesso al produttore di incassare 1 euro al litro quando prima ne prendeva circa 0,38, e il  cittadino ha potuto acquistare, con un risparmio di 30 / 40 centesimi di euro al litro, un latte fresco di alta qualità controllata, appena munto senza alcun tipo di trattamento potendo in questo modo  riscoprire iil sapore del latte vero, quello di una volta.

Scaricate e guardate il video che illustra l’iniziativa nei particolari e indica a quanti vorranno replicarla nel proprio paese o quartiere come si fa.
Eugenio Baronti
video_ts.IFO
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Progetto di raccolta differenziata “porta a porta” nelle frazioni di Lammari e Marlia

potete scaricare la presentazione in power point del primo lotto di estensione del sistema di raccolta differenziata  ”porta a porta” nelle frazioni di Marlia e Lammari. Questo materiale è stato più volte presentato in assemblee popolari molto partecipate.

presentazione_sistema_raccolta_capannori_ascit_15092005.pdf

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Delibera acquisti verdi

LA GIUNTA MUNICIPALE
PREMESSO che il Comune di Capannori intende perseguire l’eco-efficenza nei processi di produzione e di consumo per soddisfare i bisogni umani impiegando meno risorse, generando meno emissioni in atmosfera e producendo meno rifiuti per conseguire la sostenibilità ambientale delle economie e dei comportamenti sociali;

PREMESSO che il comune di Capannori intende promuovere a tutti i livelli l’eco-efficenza nella fornitura di beni e di servizi, nella gestione del territorio, nelle politiche pubbliche, nei comportamenti privati e di consumo;

RICORDATO che il Comune di Capannori, con deliberazione della Giunta Municipale n. 328 del 19/11/2004, ha aderito alla Carta di Alborg, la Carta delle Città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile secondo un Piano di azione ambientale locale ispirato ai principi di sostenibilità ambientale.

RICORDATO che il Comune di Capannori a partire dal 1999 è stato attivamente coinvolto nel processo di Agenda 21 locale promossi dalla Provincia di Lucca, in particolare nel Piano di azione provinciale;

CONSIDERATO che il Distretto cartario di Capannori, così come istituito da DCRT 69/2000, ha attivato il progetto LIFE-PIONEER per definire ed applicare sperimentalmente una metodologia basata sul Regolamento EMAS al distretto cartario al fine di migliorare le prestazioni ambientali del territorio.

VISTO il D. Lgs n. 22 del 05/02/97 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 94/62/CEE sugli imballaggi e di rifiuti di imballaggio e successive modifiche e integrazioni;

VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale della Toscana n. 29 del 02/03/2004 di approvazione del Piano Regionale di Azione ambientale della Toscana 2004-2006;

VISTA la scheda B10 del suddetto Piano nella quale si prevedono incentivi a favore dell’utilizzo di materiali riutilizzabili e a favore della riduzione della produzione dei rifiuti a sostegno di interventi nel settore pubblico;

VISTA la leggere regionale 25/98 e successive modificazioni ed integrazioni “Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati”;

CONSIDERATO che il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio n. 203 del 08/05/2003 “Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”, individua norme generali affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico prevedano l’utilizzo di manufatti e beni riciclati;

VISTA la Comunicazione della Commissione delle Comunità Europee su “Il diritto comunitario sugli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni ambientali negli appalti pubblici” COM (2001) 274, del 4 luglio 2001;

VISTA la sentenza della Corte di Giustizia Europea causa C-513/99, del 17 settembre 2002 la quale stabilisce che;
1) L’art. 36, n. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, dev’essere interpretato nel senso che, quando, nell’ambito di un appalto pubblico relativo alla prestazione di servizi di trasporti urbani mediante autobus, decide di attribuire un appalto all’offerente che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, l’amministrazione aggiudicatrice può prendere in considerazione criteri ecologici, quali il livello di emissioni di ossido di azoto o il livello sonoro degli autobus, purché tali criteri siano collegati all’oggetto dell’appalto, non conferiscano alla detta amministrazione aggiudicatrice una libertà incondizionata di scelta, siano espressamente menzionati nel capitolato d’appalto o nel bando di gara e rispettino tutti i principi fondamentali del diritto comunitario e, in particolare, il principio di non discriminazione.
2) Il principio della parità di trattamento non osta a che siano presi in considerazione criteri collegati alla tutela dell’ambiente, come quelli di cui trattasi nella causa principale, per il solo fatto che la propria azienda di trasporti dell’amministrazione aggiudicatrice rientra fra le rare imprese che hanno la possibilità di offrire un materiale che soddisfi i detti criteri.
3) La soluzione della seconda e della terza questione non sarebbe diversa se il procedimento di aggiudicazione dell’appalto pubblico di cui trattasi nella causa principale rientrasse nella sfera di applicazione della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni.
VISTA la Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 (G.U.C.E. n. L134 del 30.4.2004, p.114) che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di fornitura e di servizi;

ATTESO che l’Amministrazione Comunale di Capannori, nell’ambito delle attività proprie di Ente Locale, deve ricorrere all’acquisto di beni e affidamento di appalti di servizio ai sensi delle normative di settore vigenti;

CONISDERATO che il Green Procurement è un sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili, cioè di prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo;

ATTESO che nell’ambito del Green Procurement un settore specifico è costituito dal Green Public Procurement (GPP) relativamente agli acquisti effettuati dalla Pubblica Amministrazione;

VISTA la comunicazione interpretativa della Commisisone Europea COM (2001) n. 274 del 04/07/01 in merito a “Il diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici”;

CONSIDERATO che, ai sensi delle normative di settore (D. Lgs. 22/97 e s.m.i.), sussiste l’obbligo per le Amministrazione Locali di raggiungere, mantenere ed incrementare percentuali di raccolta differenziata nell’ambito del territorio comunale di competenza;

ATTESO che l’attività propria dell’Ente Locale crea direttamente produzione di rifiuti di varia tipologia in funzione delle attività e dei servizi erogati sia (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi svolte in economia diretta);

ATTESO che per contribuire ed incentivare la raccolta differenziata anche l’Amministrazione Comunale deve provvedere ad attivare estendere ed incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti al proprio interno (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi e lavori svolte in economia diretta);

ATTESO che, per incentivare, la raccolta differenziata l’Amministrazione Comunale deve garantire che i servizi, le forniture e lavori appaltati a soggetti esterni prevedano l’effettuazione di adeguata raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nell’ambito dell’appalto;

RITENUTO necessario provvedere che le indicazioni di cui sopra relativamente al Green Public Procurement e all’incentivazione della raccolta differenziata sia accolte nell’ambito dell’organizzazione interna dell’Ente che nell’ambito dei capitolati degli appalti per la fornitura di beni e servizi;

DELIBERA

1. Di adottare il metodo “GREEN PUBLIC PROCUREMENT” (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi, indirizzando la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno inquinanti, meno dannosi per la salute rispetto a prodotti tradizionali, in modo da ridurre l’impatto delle diverse attività sull’ambiente, incrementare la domanda dei prodotti verdi, spingere le imprese a produrre beni con migliori prestazioni ambientali, fornire un modello di comportamento responsabile verso l’ambiente con particolare riferimento a:
• Ottimizzazione del servizio offerto dal prodotto
• Riduzione dell’uso delle risorse naturali
• Riduzione della produzione dei rifiuti
• Riduzione delle emissioni di inquinanti;
• Riduzione di pericoli e rischi.

2. Di emanare la direttiva in base alla quale negli appalti per la fornitura di beni e servizi gli uffici comunali competenti applichino il criterio di valutazione e la metodologia GPP per la fornitura di appalto di beni e servizi per le seguenti tipologie di prodotti:
carta, contenitori per compost, giochi scuole materne, lampadine, noleggio e acquisto stampanti e macchine per ufficio in genere, manutenzione e arredo verde pubblico, pulizia edifici comunali, gestione piscina comunale, arredo per uffici, vestiario e calzature, arredi per aule, servizi di pulizie, mense scolastiche, arredi tecnici per laboratori, pavimentazioni, manutenzioni e progettazione stradali, trasporto studenti, parco autovetture e veicoli pubblici.
devono essere privilegiati negli acquisti beni e prodotti derivanti da materiale riciclato o riutilizzato per almeno il 50% del fabbisogno annuale (si intendono prodotti da materiali riciclati quelli che contengono almeno il 50% del materiale riciclato con riferimento a carta o cartone, buste, prodotti realizzati con fibre naturali, arredi per uffici, arredo urbano, compost per verde urbano, etc.)

3. Di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti al proprio interno dall’Amministrazione Comunale (nell’ambito dell’attività degli uffici e dei servizi e lavori svolti in economia diretta) anche in accordo con la locale l’azienda titolare del servizio di raccolta e smaltimento RSU (Azienda ASCIT S.p.A.);
4. Di incentivare la raccolta differenziata attraverso la modifica e revisione dei capitolati degli appalti per la fornitura di beni e servizi esterni al fine di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nell’ambito dell’appalto;
5. Di dare la ulteriore direttiva, in particolare al Servizio Affari Generali perché definisca un programma per la fornitura di acquisti ecologici, adoperandosi in una azione di sensibilizzazione dell’intera struttura comunale, del personale e dei fornitori secondo il seguente schema metodologico:
 ANALISI AMBIENTALE DELLE ESIGENZE DI ACQUISTO E DEI LORO IMPATTI
 POLITICA DI ACQUISTO SOSTENIBILE
 PROGRAMMA DI ACQUISTO (INDICATORI E OBIETTIVI)
 SISTEMA DI GESTIONE DEGLI ACQUISTI
 FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEL PERSONALE E DEI FORNITORI – QUALIFICAZIONE AMBIENTALE DEI FORNITORI – PROCEDURA DI APPROVVIGIONAMENTO – GARA DI APPALTO – DEFINIZIONE DELL’OGGETTO DELL’APPALTO CON ANALISI DEL MERCATO – SPECIFICHE TECNICHE DELL’OGGETTO DELL’APPALTO – SELEZIONE DEI CANDIDATI – AGGIUDICAZIONE DELLA GARA – ESECUZIONE DELL’APPALTO.
 MONITORAGGIO E CONTROLLO DEI RISULTATI
6. di stabilire che la presente deliberazione sia portata a conoscenza dei dirigenti di tutti i servizi comunali dando mandato al Segretario Generale – Direttore Generale di stimolarne l’applicazione di tale approccio presso gli uffici e di monitorarne l’attuazione.
23 marzo 2008

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Capannori: Il progetto della “via della buona acqua”

CHIARE, FRESCHE, BUONE E GRATUITE ACQUE CAPANNORESI

acqua.jpgChiare fresche acque, capannoresi, buone e gratuite per tutti: finalmente dopo quasi due anni si stanno per concludere i lavori della Via dell’acqua un progetto che ha conquistato il primo posto nel Bando regionale per la valorizzazione delle acque di buona qualità.
Sono 15 le fonti interessate dal progetto, 10 nella zona sud del Compitese e 5 nella zona nord. Il progetto prevede la valorizzazione di queste fonti che rappresentano le nostre migliori acque sorgive mettendole a disposizione gratuitamente dei cittadini residenti e visitatori, tutelando e valorizzando questa grande risorsa per la nostra e per le future generazioni.
Per garantirne la sicurezza saranno utilizzate nuove tecnologie a raggi ultravioletti di disinfezione che non alterano gli aspetti di piacevolezza e qualità dell’acqua da bere, ogni fonte sarà segnalata e riporterà le caratteristiche chimico fisiche dell’acqua e la sua storia.
Insieme alla via dell’acqua sarà realizzato un parco dell’acqua che prevede soluzioni architettoniche naturali in grado di riqualificare il territorio, di rendere il più fruibile possibile ai cittadini in maniera libera e gratuita la risorsa acqua attraverso una grande fontana con più cannelle. Un luogo dell’acqua come momento di incontro, di aggregazione e di socializzazione tra cittadine e cittadini, tra comunità e territorio in continuità con le migliori tradizioni culturali delle nostre genti.
Tutte le fontane avranno la stessa bocca di uscita che sarà quella della fonte del chiattino che diverrà il simbolo e il logo stampato sulle bottiglie di vetro riciclato da utilizzare in tutte le nostre iniziative e in tutti i luoghi pubblici, come promozione del marchio dell’acqua pubblica delle fonti di Capannori.

IL PROGETTO

Il progetto ha come scopo principale la valorizzazione del “Bene comune Acqua” attraverso la riqualificazione di alcune fonti pubbliche che saranno idealmente unite tramite la realizzazione della “Via dell’ Acqua” utilizzabile dai cittadini del territorio e dagli eventuali visitatori.

Gli obbiettivi principali che ci si pone di perseguire sono :

La tutela del bene comune acqua

La valorizzazione delle migliori acque sorgive presenti in tutto il Comune attraverso la loro messa a disposizione dei cittadini residenti e dei visitatori

L’utilizzo di nuove tecnologie di disinfezione che non alterino gli aspetti di piacevolezza e qualità “dell’acqua da bere”

L’impiego di materiali e soluzioni architettoniche eco-compatibili in grado di riqualificare il territorio, le fonti, i luoghi dell’acqua

La costruzione, grazie all’acqua, di nuove relazioni sociali tra cittadine e cittadini, tra comunità e territorio in continuità con le migliori tradizioni culturali delle nostre genti.

Il progetto interviene in tutto il territorio comunale che per semplificazione è stato diviso in due aree principali : l’area delle Pizzorne area nord e l’area dei Monti Pisani area sud .

Complessivamente sono state individuate 15 sorgenti ( 6 nell’area nord e 9 nell’area sud ) indicate nella tabella sottostante:

1 Fonte Pollastrini S.Martino in Colle
2 Fonte Finetti Gragnano
3 Fonte Polla del Cane Camigliano
4 Fonte Lo Scacco Segromigno in Monte
5 Fonte Perfido S.Colombano
6 Fonte Marzocco Matraia
7 Fonte Chiattino Guamo
8 Fonte Piturnella Massa Macinaia
9 Fonte S. Pierino S.Giusto di Compito
10 Fonte al Fattore Colognora di Compito
11 Fonte Capo di Vico S.Andrea di Compito
12 Fonte l’Agostina Pieve di Compito
13 Fonte Ponte alle Corti Pieve di Compito
14 Fonte Ravano Castelvecchio di Compito
15 Fonte La Pollina Ruota

Il progetto prevede interventi sia nelle opere di presa delle sorgenti che nelle fonti di
erogazione, in taluni casi quest’ultime verranno riposizionati in aree di più agevole accesso per i cittadini.

Gli interventi previsti sono:

posa in opera, in tulle le fonti sprovviste, di un sistema di disinfezione a raggi ultravioletti che garantisca la potabilità dell’acqua erogata anche in presenza di inquinamento batteriologico mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche dell’acqua; lavori edili e idraulici necessari per l’installazione dei sistemi UV, lavori edili di ripristino architettonico delle strutture, lavori edili e idraulici sulla presa e sulla distribuzione delle fonti, lavori elettrici necessari all’installazione dei sistemi UV e delle elettropompe sommergibili ( dove previste ), posizionamento (ove non già esistenti) di uno più punti luce dedicati alle fonti.

Il logo della “VIA DELL’ACQUA” identificherà il Progetto e verrà declinato su tutti i materiali che verranno prodotti (sia cartacei che cartellonistica, ecc); su tutto il materiale illustrativo.
Verrà installata sul territorio una appropriata cartellonistica, in particolare verrà posizionato un cartello presso ogni polla con l’obiettivo di informare il cittadino sulla composizione chimica e batteriologica dell’acqua che quotidianamente beve.

Oltre ai cartelli sopra descritti verranno progettati e realizzati alcuni cartelli sul territorio i quali conterranno la mappatura generale dell’area interessata e renderanno chiara la dislocazione di ogni polla rispetto all’intero percorso; infine, un’ultima tipologia di cartelli aiuterà e guiderà l’utente lungo le vie del percorso della “Via dell’ Acqua”, andando a svolgere la funzione di cartellonistica stradale.
.
Per motivi economici e di finanziamento si è deciso di suddividere l’intervento in lotti, il primo lotto avrà per oggetto l’intervento su 5 fonti, nel secondo lotto si interverrà sulle successive 10 fonti, infine è previsto un terzo lotto che riguarderà la realizzazione di un Parco dell’Acqua nella frazione di S. Andrea vicino a due fonti di acqua di grande qualità.
Il Parco sarà un luogo di incontro, di riposo, di lettura, con una fonte monumentale con le acque delle due fonti vicine, sarà realizzata una piccola arena naturale estiva per ospitare momenti culturali e artistici allo scopo di far riscoprire, soprattutto alle nuove generazioni, l’acqua come bene comune.

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Capannori: Progetto europeo ECHO ACTION. Riduci i consumi migliora la vita

ENERGIA IN CASA E NEI TRASPORTI RIDUCI I CONSUMI MIGLIORA LA VITA

IL PROGETTO ECHO ACTION COINVOLGE 2.000 FAMIGLIE EUROPEE (200 FAMIGLIE DI CAPANNORI) CHE, VOLONTARIAMENTE, SARANNO PROTAGONISTE DI SCELTE E AZIONI FINALIZZATE A RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI SIA NELLE LORO ABITAZIONI CHE NELL’USO DEI TRASPORTI.

IL PROGETTO OFFRE A TUTTI GLI ADERENTI:
= analisi dei consumi energetici della propria abitazione
= formazione specifica al risparmio con incontri periodici
= supporto tecnico per soluzioni di risparmio energetico e ricorso alle fonti rinnovabili di energia
= soluzioni di mobilità sostenibile, pubblica e privata
= sostegno finanziario per gli interventi più onerosi con il supporto di istituti di finanza etica e gruppi di  cquisti solidali

IL PROGETTO SI AVVARRA’ DEI SEGUENTI STRUMENTI:
= sportello informativo presso URP del COMUNE DI CAPANNORI
= manuale per le famiglie e sito web www.echoaction.net
= incontri con esperti per la consulenza, progettazione e realizzazione degli interventi

volantino-iniziale.doc

volantino-echo-action.doc

apri qui sotto la presentazione del progetto fatta a Berlino

070510_status_capannori.pdf

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Contributo alla discussione sul caso rifiuti in Campania

Vorrei portare un modesto contributo alla discussione sul caso rifiuti in Campania, con grande umiltà e senza la presunzione di voler impartire lezioni a nessuno. Semplicemente ho vissuto una bella esperienza da cui si possono trarre delle indicazioni utili, anche se non mi azzardo a pensare ad una possibile semplicistica trasposizione di un modello alla complessa e drammatica specificità campana.. Nel gennaio del 2005 ero assessore all’ambiente nel Comune di Capannori provincia di Lucca, insieme all’azienda ASCIT spa partimmo con un progetto graduale di transizione dal sistema di gestione dei rifiuti tradizionale ad un nuovo sistema alternativo incentrato sulla raccolta differenziata “porta a porta”( PaP) integrale . (continua…)

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La Raccolta differenziata porta a porta è economicamente sostenibile

Una risposta a CISPEL

Recentemente la CISPEL confservizi ha reso pubblico un documento nel quale si sostiene che rispettare l’obbiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2012, così come si è impegnata a fare la Regione Toscana, significa incrementare i costi di raccolta e trattamento tra il 15 e il 30% . Questo intervento, pur condivisibile in tante sue parti, ha fatto si che la gran parte della stampa veicolasse la notizia ai toscani mettendo in evidenza quasi esclusivamente, con grandi titoli allarmistici, l’inevitabile, consistente aumento dei costi e dunque delle tariffe per i cittadini. Intanto, è facilmente dimostrabile che non esiste nessun automatismo e non è sempre vero che questo sistema produce di per se, sempre e comunque, un aumento consistente della tariffa per i maggiori costi complessivi del servizio. Non è così e, soprattutto, non è possibile generalizzare in questo modo. Mi spiego: il PaP è sicuramente un sistema di raccolta che ha costi superiori rispetto al sistema automatizzato tradizionale filo strada, soprattutto perché necessita di più mano d’opera, più tempo, più organizzazione, nessuno vuole negare questo ma una valutazione scientifica di questa metodologia di raccolta non si può limitare ad evidenziare solo i costi con il segno più, minimizzando quelli con il segno meno e nemmeno può ignorare i benefici e le ricadute positive complessive del sistema, da un punto di vista economico, sociale, energetico, ambientale e culturale. Posso affermare, senza paura di essere smentito, che la sostenibilità economica da un punto di vista aziendalistico è strettamente legata ai costi di conferimento dei rifiuti agli impianti, cioè il prezzo che si paga per ogni tonnellata di rifiuto che portiamo in discarica o all’inceneritore. Questi costi variano da provincia a provincia con differenze consistenti. Se il costo di conferimento è compreso tra i 140/150 euro a tonnellata, il sistema è più o meno in equilibrio economico rispetto alla raccolta tradizionale filo strada, se supera i 150 euro il PaP diventa addirittura la modalità di raccolta economicamente più conveniente.

Il PaP si autofinanzia attraverso il risparmio del conferimento. A Capannori, in poco più di un anno, con i tre lotti di estensione attivati gradualmente, in periodi diversi, sono stati raccolti, con il porta a porta, 10.000 tonnellate di rifiuti differenziati, il risparmio di conferimento è stato di 1.550.000 euro (Provincia di Lucca costo medio conferimento 155 euro/ton.) che sono serviti a finanziare il passaggio al nuovo sistema e cioè, a rivoluzionare l’organizzazione aziendale dell’azienda ASCIT, ad acquistare i piccoli porter a metano per la raccolta a domicilio, ad acquistare tutte le diverse tipologie di contenitori, ad assumere nuovi lavoratori, a fare una grande campagna di informazione, di educazione e di responsabilizzazione dei cittadini. Di tutte le tipologie di rifiuti differenziati raccolti paghiamo solo il conferimento dell’organico a 80 euro/ton perché non abbiamo impianti in provincia, il multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, scatolame ecc.) il primo anno lo abbiamo conferimento all’impianto di riciclaggio a costo zero, oggi ci viene addirittura pagato 30 euro a ton. e il prezzo tende ad aumentare perché cresce la domanda, quindi abbiamo anche da questa tipologia di rifiuto, la più voluminosa, un modesto ricavo che si somma però a ricavi ben più consistenti di carta e cartone (91 euro/Ton carta selezionata e 21 euro/ton. congiunta). Faccio presente che in questi anni di transizione al nuovo sistema le tariffe dei capannoresi non sono aumentate se non per gli adeguamenti ISTAT, gli attuali 26.500 cittadini coinvolti beneficiano di una riduzione del 20% della parte variabile della tariffa (TIA) che si può cumulare con un’altra riduzione del 10% per chi pratica l’autocompostaggio domestico. Abbiamo premiato i loro comportamenti virtuosi e lo straordinario risultato che hanno raggiunto e consolidato: l’82% di RD.
Una famiglia composta da tre persone in una abitazione di 100 metri quadri paga circa 160 euro ed usufruisce di un servizio di qualità a domicilio con ritiro gratuito su prenotazione degli ingombranti, degli sfalci delle siepi e dei giardini, riceve gratuitamente a domicilio tutta la strumentazione e il materiale per la raccolta compresi i sacchetti biodegradabili per l’organico.
Si. Il Porta a porta si può fare, basta volerlo e soprattutto basta crederci, il 65% è un obiettivo alla portata di mano, basta mobilitarci tutti e attivare sui territori azioni e buone pratiche virtuose per perseguire l’obiettivo della riduzione dei rifiuti attraverso una grande campagna per un consumo critico e consapevole, realizzare un centro di formazione e di ricerca dei migliori processi organizzativi per progettare sistemi di raccolta differenziata “porta a porta” calibrati su misura delle diverse esigenze e tipologie urbane dei comuni toscani, avviare immediatamente corsi di formazione per tecnici, amministrativi e operatori delle diverse aziende del settore, creare una regia tecnica progettuale decentrata nei territori per fare del porta a porta il sistema di gestione della raccolta dei rifiuti. E’ dimostrato e dimostrabile che questo è l’unico mezzo efficace che produce risultati immediati di riduzione dei rifiuti e in pochissimo tempo si possono raggiungere percentuali elevatissime

EUGENIO BARONTI ex Assessore all’Ambiente Comune di Capannori oggi Assessore Regionale alla casa, edilizia sostenibile, ricerca Università, tutela consumatori

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Capannori: Comune ecoefficiente

 Da un articolo pubblicato su arcipelago  nel 2006

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Ventuno mesi sono trascorsi da quel giorno in cui, dopo 30 anni di militanza politica attiva passata all’opposizione, sono stato catapultato dal voto popolare improvvisamente dall’altra parte, con un incarico da Assessore e con deleghe e responsabilità amministrative importanti e pesanti tra cui l’ambiente. Improvvisamente mi sono ritrovato in una situazione in cui potevo finalmente fare, dimostrare, costruire e non solo dire, criticare e rivendicare e siccome, avversari resi acidi dalla sconfitta ma anche “amici maliziosi” fin da subito mi hanno ammonito con il vecchio proverbio: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” ho raccolto immediatamente con entusiasmo la sfida per dimostrare il contrario, che non è sempre necessariamente così, che si può dire e poi, quando ci è data l’occasione e l’opportunità, essere capaci di fare e realizzare quello che si è detto, perchè non erano parole al vento ma idee e progetti possibili e realizzabili.Posso già iniziare a raccontare le politiche ambientali che per anni sono state dette e rivendicate ad un potere altro da noi, e che invece oggi hanno iniziato a prendere forma, a divenire fatti concreti. A Capannori è iniziato il percorso per perseguire l’eco-efficenza nella gestione del territorio, nei processi di produzione, nella organizzazione e nella fornitura di servizi, nell’acquisto di beni, per soddisfare i bisogni umani e sociali cercando di impiegare meno risorse, consumare meno energia, ridurre le emissioni in atmosfera e infine produrre meno rifiuti, per conseguire la sostenibilità ambientale delle economie e dei comportamenti sociali.

Già dal 27 maggio 2005 la Giunta ha deliberato di adottare, primi in toscana, il metodo “GREEN PUBLIC PROCUREMENT” (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi, per indirizzare la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno inquinanti, meno dannosi per la salute rispetto a prodotti tradizionali, in modo da ridurre l’impatto delle diverse attività sull’ambiente e nel contempo incrementare la domanda dei prodotti verdi per spingere le imprese a produrre beni con migliori prestazioni ambientali.
Questa iniziativa, insieme all’esperienza della raccolta differenziata a domicilio cosiddetto “porta a porta, alla campagna per promuovere ed incrementare tra le famiglie capannoresi la buona pratica del compostaggio domestico (circa 1000 famiglie coinvolte), ha trasformato il comune di Capannori in un punto di riferimento e di eccellenza per le politiche ambientali a livello regionale. E’ stato un inizio col botto, perché abbiamo già portato a casa nel primo anno, il premio regionale di ”comune ecoefficente 2005”.
Il primo febbraio del 2005 l’ASCIT, su nostra richiesta, è partita con un progetto pilota di raccolta differenziata “porta a porta” nella frazione di Guamo, 250 famiglie, per iniziare, per testare il sistema, capire le difficoltà, raccogliere suggerimenti per poi compiere il grande salto, risultato raggiunto 77% di RD. Un anno dopo, precisamente 1 febbraio 2006, siamo partiti estendendo il sistema nelle due frazioni più popolose del Comune: Marlia e Lammari, circa 10.000 abitanti, 600 utenze non domestiche, industriali, artigianali, commerciali, servizi.

Una scommessa difficile, una scommessa vinta alla grande, sono lì a dimostrarlo i numeri che ci parlano di un successo straordinario. Abbiamo raggiunto e superato nelle due frazioni l’82% di raccolta differenziata, un record inaspettato che dimostra l’elevato livello di gradimento e di consenso raggiunto dal sistema adottato. In solo due mesi circa 600 tonnellate di rifiuti non sono andati a finire in discarica ma avviati al riciclaggio con grandi benefici economici che vanno ampiamente a compensare i maggiori costi della raccolta porta a porta. I dati al 31 marzo ci dicono che sono state raccolte nelle due frazioni circa 165 tonnellate di umido, oltre 170 tonnellate di carta e cartone e 106 tonnellate di multimateriale (plastiche, lattine, vetro ecc.) e poi ancora, potature, olii esausti, ingombranti ecc, solo il 13% dei rifiuti sono finiti in discarica. In questi primi 18 giorni di aprile addirittura il dato è salito all’83%, e siamo già oltre 800 tonnellate di RD, questo ci indica che il sistema si sta stabilizzando su dati eccezionali. Questo risultato incide sul dato complessivo relativo all’intero territorio comunale e ci fa fare un balzo in avanti consistente: dal 38% ad oltre il 50% di raccolta differenziata, ben al di sopra del 35% limite minimo indicato dal decreto Ronchi, superato ad oggi solo da 5 o 6 comuni della provincia di Lucca.

C’è modo e modo di fare la raccolta differenziata , c’è purtroppo chi la organizza per dimostrare che è impossibile, troppo dispendiosa e poco ben voluta dalla gente, perché vuole dimostrare che l’inceneritore è meglio, più semplice, più moderno; c’è invece chi la fa credendoci, e allora si possono raggiungere questi risultati ma bisogna essere almeno in due a crederci l’amministrazione comunale, ma anche e soprattutto, l’azienda che gestisce il servizio. Nel nostro caso, Amministrazione comunale e ASCIT SpA si sono mossi in perfetta sintonia, con grande convinzione e identica determinazione. Ebbene dare a Cesare quel che è di Cesare e allora, a noi amministrazione il merito di aver dato l’imput , di averci messo il massimo della volontà politica, all’azienda ASCIT il merito di averla organizzata materialmente casa per casa in un modo impeccabile ed efficiente.

Il consenso popolare è la chiave di questo successo, l’aver investito tanto in termini di risorse umane, finanziarie e di tempo per spiegare “porta a porta” le modalità organizzative del nuovo sistema, l’aver coinvolto, nella distribuzione dei contenitori per la raccolta tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio delle due frazioni, ha fatto percepire la trasformazione radicale del sistema di raccolta, non come un qualcosa calato dall’alto, imposto da ragioni ideologiche e attraverso la forza di un’ordinanza, ma come un cambiamento che nasceva e si organizzava anche grazie al contributo e la partecipazione attiva di pezzi rappresentativi delle comunità stesse.

Il consenso è essenziale perché la raccolta differenziata “porta a porta”entra in ogni casa, meglio in ogni cucina, chiede a tutti di cambiare qualcosa nel proprio atteggiamento nei confronti dei rifiuti domestici, chiede di modificare comportamenti individuali e familiari consolidati da anni, necessita di una piccola rivoluzione culturale.
Cosa da in cambio? Tanto, libera finalmente spazi pubblici, vie e piazze dal degrado dei cassonetti spesso sommersi da rifiuti abbandonati e sparpagliati dappertutto, ci restituisce un po’ di decoro urbano, ci rende un po’ più civili e consapevoli, ci fa divenire protagonisti di un sistema che comporta grandi benefici ambientali, risparmi energetici ed economici per l’intera comunità. Vi sembra poco?

Spendo poco più di una battuta per ricordare che il centro destra, con in testa il folcloristico presidente della Circoscrizione n.1, ci ha fatto una guerra quotidiana, prevenuta e strumentale, per mesi hanno detto, fatto e scritto di tutto. Hanno perso e sono stati clamorosamente smentiti nelle loro disastrose previsioni di conseguenze ambientali devastanti e inenarrabili. Oggi anche l’ultimo sparuto gruppetto di irriducibili contestatori sono costretti al silenzio da questi risultati.

Questo è solo l’inizio del nostro percorso, l’appuntamento è al 1 ottobre quando il sistema verrà esteso a tutta Guamo compresa la zona industriale e artigianale, a Verciano, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno e ad una parte di Massa Macinaia. La raccolta differenziata porta a porta non è un qualcosa di marginale che integra un sistema di raccolta altro, è il sistema, è la scelta strategica di fondo di questa Amministrazione, sarà il prossimo futuro di Capannori.

EUGENIO BARONTI
ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Scarica il progetto: progetto-capannori-ecoefficente.doc

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