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DISIMBALLIAMOCI: Un progetto con tante buone pratiche in Provincia di Firenze

Hanno eliminato i prodotti confezionati in monoporzioni e in grossi involucri, hanno ridotto la vendita di acqua in bottiglia e lattine preferendo l’erogazione alla spina o implementando un sistema di vuoti a rendere, hanno eliminato posate e bicchieri usa e getta, hanno sostituito le bustine monodose dello zucchero (ma anche di miele, marmellata, cacao, biscotti e cereali) con distributori in vetro. E ancora hanno attivato servizi di raccolta di prodotti tecnologici e piccoli elettrodomestici da avviare a recupero, con tanto di sistemi di corretto smaltimento di cartucce di inchiostro e toner delle stampanti. Stiamo parlando degli oltre cento negozi dei Comuni di Barberino, San Casciano e Tavarnelle aderenti all’iniziativa “Disimballiamoci”: progetto cofinanziato dalla Provincia di Firenze e realizzato in collaborazione con Confesercenti, Confartigianato, Safi-Quadrifoglio e Publiambiente, voluto per diminuire la produzione di rifiuti inutili e la promozione di comportamenti virtuosi. (continua…)

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Consumo responsabile e consapevole: Le buone pratiche virtuose crescono

Effecorta: Capannori il primo negozio con 180 prodotti sfusi e di filiera corta

Si stanno moltiplicando e diffondendo in tanti comuni della Toscana le buone pratiche per educare ad un consumo critico e consapevole.  Queste rappresentano  una strategia comunicativa estremamente efficace perchè utilizzano  la forza dell’esempio virtuoso  per suscitare attenzione, discussione e  innescare processi culturali di cambiamento capaci di affermare pratiche che vanno ad incidere e modificare abitudini e comportamenti consolidati contribuendo a sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini e a costruire consapevolezza  dell’insostenibilità sociale e ambientale del nostro modello di consumo e i nostri attuali stili di vita.

Nell’interno potete scaricare  la scheda completa e aggiornata di tutte le buone pratiche nei diversi Comuni Toscani. (continua…)

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IL MANIFESTO DELLA SOSTENIBILITA’ Nel vivere, abitare, produrre, commerciare e consumare

Lucca: Palazzo Ducale 23-24-25 ottobre >>vedi il video<<scarica il Il Manifesto della sostenibilità

IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO E DI CONSUMO E’ INSOSTENIBILE

Le generazioni del nostro tempo stanno consumando a ritmi frenetici il patrimonio naturale della terra.

I nostri attuali stili di vita e di consumo non sono estendibili a tutta l’umanità, destinata sempre più alla miseria ed al sottosviluppo. Stiamo consumando le risorse naturali della terra, sottraendole alle future generazioni. Già oggi i nostri consumi superano del 30% la biocapacità del pianeta. I mutamenti climatici dovuti all’azione dell’uomo rischiano di alterare irreversibilmente le caratteristiche fisiche e biologiche, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. (continua…)

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Nasce a Capannori “EFFECORTA” il primo negozio con cento prodotti tutti alla spina e di filiera corta

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Si chiama ‘Effecorta’ e si trova a Capannori (Lu). Aperto dal 29 agosto
Sostenibilità, nasce il primo negozio tutto ‘alla spina’.  In vendita 100 prodotti locali. Baronti: «Nuovo modo di consumare»

Cento prodotti di filiera corta venduti rigorosamente alla spina. Nasce a Capannori il primo negozio completamente votato alla sostenibilità ambientale ed economica. Vino, olio, pasta, farine, legumi, detersivi e molto altro, in grande prevalenza proveniente da un massimo di 70 km dal punto di vendita, saranno esposti sugli scaffali di ‘Effecorta’ a partire dal 29 agosto.

«Effecorta rappresenta un nuovo modo più consapevole e responsabile di consumare – ha detto l’assessore regionale alla tutela dei consumatori Eugenio Baronti alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – un modo che non è aggressivo nei confronti dell’ambiente, ma è intelligente e centrato sulle esigenze della persona e del territorio, non su quelle del mercato. Questo negozio nasce dalla sensibilità di un gruppo di giovani alle tematiche soci ali e ambientali e propone un modello positivo, che tutela l’ambiente, promuove i prodotti e dunque l’economia locale, consente alle famiglie di acquistare i prodotti nelle quantità che effettivamente servono e non in base a standard prefissati».

«Siamo felici – ha aggiunto l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori, Alessio Ciacci – di poter festeggiare a Capannori l’inaugurazione di un nuovo tipo di commercio, con prodotti alla spina e di filiera corta. Effecorta rappresenta un modo intelligente di consumare, attento alla qualità, alla sostenibilità e al risparmio. Il Comune di Capannori ha investito molto su questi temi, puntando al riciclo di tutti i materiali e promuovendo la vendita alla spina del latte, dei detersivi e di altri prodotti. A Capannori abbiamo ridotto la tassa rifiuti per tutte le attività che commercializzano prodotti alla spina, riducendo così la produzione di imballaggi e contribuendo all’obiettivo ‘Verso Rifiuti zero al 2020’».

Per fare la spesa nel negozio Effecorta si useranno contenitori riutilizzabili e le vecchie ’sporte lucchesi’ (tradizionali borse di paglia della lucchesia) al posto delle consuete buste di plastica. «Effecorta nasce con lo scopo di ridurre i rifiuti provocati dai contenitori usa e getta — ha spiegato Pietro Angelini, della cooperativa omonima che gestisce l’attività — per mostrare che riutilizzando i contenitori si risparmia e si evitano disastri ambientali. Effecorta non usa sacchetti di plastica, usa borse di tela e di carta, e reintroduce la ’sporta lucchese’. Siamo un laboratorio di buone pratiche sostenibili. In un momento di crisi economica abbiamo deciso di guardare oltre l’ostacolo e di provare a cambiare le nostre abitudini e i nostri modi di consumare».

Il negozio è suddiviso in tre aree: in un settore si trovano i prodotti a caduta e i prodotti sfusi ( tra cui anche prodotti ortofrutticoli biologici e formaggi portati da produttori locali ospiti del negozio), in un altro i prodotti a spillatura (tra cui 26 detergenti e detersivi, 8 tipi di vino, 3 di olio), infine il terzo settore è riservato ai partner e alla promozione e all’attivazione di progetti per la tutela ambientale, il consumo sostenibile e le energie rinnovabili.

Il progetto Effecorta, riconosciuto come particolarmente innovativo dalla Provincia di Lucca, ha vinto un finanziamento di start up attraverso il bando provinciale ‘Linea di credito nuova impresa’ ed è inoltre stato sostenuto dalla Cassa di Risparmio di Lucca. Il negozio si trova a Capannori, nella frazione di Marlia, in viale Europa 224. L’inaugurazione è prevista per domani, 29 agosto, alle ore 17.
Finalità, strategie, prodotti in vendita ed altre informazioni relative ad Effecorta sono reperibili on-line sul sito
www.effecorta.it.

 

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BARONTI: IL PEGGIOR NEMICO DELLA SOSTENIBILITA’ E’ IL SETTORIALISMO

La seconda giornata del meeting dedicato alla scienza e alla pace

Baronti: «Il peggior nemico della sostenibilità? Il settorialismo»

Per l’assessore servono progetti integrati. E’ essenziale lavorare sugli stili di vita

La sostenibilità è una sfida che si insegue affrontandola nel suo insieme. Questo modello di sviluppo e di consumi proprio non va. Lo dicono i numeri – avverte l’assessore della Toscana ai consumatori, alla ricerca e all’edilizia sostenibile, Eugenio Baronti –. Ma per cambiarlo serve un approccio globale e dobbiamo lavorare sui comportamenti e gli stili di vita, collettivi e singoli. Serve un percorso di partecipazione per vincere ritrosie e diffidenze ed educare i cittadini, ma anche i produttori, ad essere responsabili e consapevoli. Non basta una legge o un’ordinanza. Servono progetti integrati, perché l’errore più grande che potremmo commettere è quello di insistere col vizio del settorialismo”.

Sostenibilità vuol dire produrre meno rifiuti. Sostenibilità vuol dire consumare in modo più consapevole. Sostenibilità vuol dire, per dirla sempre con l’assessore Baronti, anche “una nuova cultura dell’abitare e del costruire, capace di mettere insieme ecoefficienza e risparmio energetico, vivibilità e socialità”.
E la politica? La politica, spiega l’assessore, deve farsi portavoce di buone pratiche, con la consapevolezza che una rivoluzione culturale vera, come quella della sostenibilità, deve essere affrontata dal livello più basso a quello più alto, dal Comune all’Europa. “Naturalmente – ha risposto ad una domanda sulla crisi della politica – occorre recuperare e riunificare. La politica è infatti specchio della società”.

 

Autore: Walter Fortini

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Con il nuovo documento di attuazione per il 2009 la Regione incoraggia la formazione di ‘Gas’

 Esistono già molti gruppi di acquisto. A chi rivolgersi per aver informazioni

Firenze            Nel nuovo Documento di attuazione per il 2009 e nella recente pianificazione regionale degli interventi per la tutela dei consumatori hanno fatto la loro comparsa i Gas, i gruppi di acquisto solidale, la cui formazione ed opera la Regione auspica e promuove. La realtà dei Gas in Toscana è molto ricca e varia. Visto che si tratta di gruppi di cittadini auto-organizzati, e non di vere e proprie realtà associative, il loro censimento è difficile così come la gestione dei loro rapporti con le istituzioni. Ma la filosofia di fondo che anima i Gas coincide con l’etica del consumo sostenibile e della responsabilità del cittadino che la Regione sta promuovendo e dunque l’assessorato alla tutela dei consumatori ‘incoraggia’ queste esperienze, mettendo le conoscenze e le competenze del personale degli uffici del Settore a disposizione dei cittadini che vorranno avere informazioni e suggerimenti su come aderire ad un Gas o come fondarne uno. I cittadini interessati potranno rivolgersi al settore scrivendo alla mail crcu@regione.toscana.it. Cosa sono i Gas – Gruppi di Acquisto Solidale:Un Gas nasce quando un gruppo di persone decide di riflettere sui propri consumi e  acquistare prodotti di uso comune, basandosi sui concetti di giustizia e solidarietà più che su un semplice meccanismo di risparmio (risparmio che pur avviene, dato che si acquista in grandi quantità).I Gas nascono dal desiderio di costruire un’alternativa ad un modo di consumare poco attento. Quello che si vuol costruire è un contatto diretto tra produttore e consumatore, si scelgono piccoli produttori, possibilmente locali, e si comprano da loro prodotti in grande quantità. In questo modo si sostiene il mercato dei prodotti tipici, si attua una politica di ‘filiera corta’, si consumano prodotti di stagione e si riduce il prezzo di acquisto di prodotti etici e biologici. La rete dei Gas:Si è di recente costituita una rete di Gruppi d’acquisto. La rete garantisce l’indipendenza dei singoli gruppi, ma facilita lo scambio di esperienze, favorisce l’elaborazione di criteri più precisi per la scelta dei prodotti e dei produttori, promuovere lo sviluppo e la diffusione dei GAS. La rete ha un bollettino periodico, il Bogar, e un sito www.retegas.org. Molti Gas toscani hanno aderito alla rete, ma non tutti, per cui l’elenco contenuto nel sito non può essere considerato esaustivo.

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L’Assessore Eugenio Baronti presenta le nuove azioni per la tutela dei consumatori approvate dalla Giunta regionale

Tante azioni e buone pratiche per innescare processi culturali per cambiare   modello di consumo e stili di vita insostenibili.

Firenze            Tutelare il consumatore, certo, ma anche educarlo a consumare in maniera più intelligente e rispettosa dell’ambiente, questi sono gli obiettivi che si pone il Documento di attuazione 2009 per la politiche di tutela e difesa dei consumatori, recentemente approvato dalla Giunta Regionale, che destina circa un milione e 400mila euro alla promozione di un consumo più sostenibile. «Tutelare i consumatori – spiega l’assessore regionale alla difesa dei consumatori Eugenio Baronti – significa difenderli da truffe ed abusi, cosa che da tempo le associazioni fanno con il sostegno della Regione Toscana, ma anche aiutare cittadini e imprese a capire che con piccoli gesti concreti si possono raggiungere obiettivi importanti. Vogliamo contribuire alla costruzione di stili di vita più attenti al risparmio delle risorse naturali e più che ‘dire’ vogliamo ‘fare’, aiutare a mettere in atto ‘buone pratiche’ concrete, capaci di indurre cambiamenti nei comportamenti consolidati». «Le nostre campagne di educazione – prosegue l’assessore Baronti – si baseranno sulla forza  convincente e contagiosa dell’esempio concreto, replicabile dovunque ci sia la volontà di realizzarlo. Abbiamo stabilito una serie in interventi sperimentali, che porteremo avanti da subito con la collaborazione delle associazioni per la difesa dei consumatori, la piccola, media e grande distribuzione, i gruppi di acquisto solidale, il mondo della scuola e quello del lavoro. Lavoreremo molto sulla sensibilizzazione dei cittadini, anche grazie ad un significativo aumento del numero degli sportelli di consulenza aperti sul territorio, che passeranno da 91 a circa 200». Gli sportelli della rete Prontoconsumatore, gestiti dalle 12 associazioni dei consumatori attive in Toscana, cresceranno come numero e saranno potenziati nelle funzioni.Tra le azioni previste dal Documento di attuazione ci sono: l        accordi per la riduzione degli imballaggi attraverso la diffusione di prodotti alla spina, iniziando in via sperimentale con pannolini riutilizzabili, acqua potabile, detersivi;l        incremento del mercato dei prodotti a chilometri zero con la diffusione dei cosiddetti farmer’s market e la promozione del latte crudo alla spina;l        promozione della ricerca scientifica correlata alla valutazione degli effetti economici, ambientali e sociali della produzione e del consumo sostenibile;l        realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione sul risparmio di energia ed acqua, per evitare sprechi ed usi impropri;l        valorizzazione dei prodotti di filiera corta;l        promozione della raccolta differenziata e del compostaggio domestico;l        promozione delle fonti energetiche rinnovabili;l        educazione al consumo sostenibile in collaborazione con il mondo della scuola.Tra le altre iniziative previste dal Piano ci sono una nuova edizione della manifestazione ‘La Toscana dei consumatori’ (che si terrà a Lucca a settembre), iniziative per la trasparenza dei prezzi e delle tariffe, il censimento e la diffusione sul sito internet Prezzinvista.it delle ‘buone pratiche’ portate avanti in Toscana in tema di risparmio energetico, uso razionale delle risorse, riduzione dei rifiuti, filiera corta e consumo critico. Delle risorse destinate a finanziare le iniziative circa 580 mila euro provengono dal bilancio regionale, mentre altri 800mila derivano da finanziamento ministeriale. Tutte le azioni previste corrispondono alle linee guida della rete europea Nepim per il consumo sostenibile (di cui la Toscana è vicepresidente) e saranno condivise anche dalle Regioni Umbria, Marche, Abruzzo, Puglia e Lombardia.

 

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Nasce a Bruxelles NEPIM, la rete europea per il consumo sostenibile. L’Assessore Baronti è stato nominato vicepresidente

(ANSA) – BRUXELLES, 20 marzo

Le Regioni europee impegnate nella tutela dei consumatori chiedono di partecipare alla definizione e allo sviluppo della politica europea in questo campo.

La richiesta è contenuta in una lettera che l’assessore alla protezione dei consumatori della Toscana Eugenio Baronti e il presidente della Comunità germanofona del Belgio Karl-Heinz Lambertz hanno inviato oggi alla commissaria Ue Meglena Kuneva. Lambertz e Baronti, all’indomani dei due incontri avuti con la commissaria nei mesi scorsi a Firenze e ad Eupen, si sono rivolti a Kuneva per chiederle che la nuova rete europea Nepim (Network for the Promotion of Sustainable Consumption in European Regions), di cui ricoprono rispettivamente della presidenza e della vicepresidenza, sia ammessa come osservatore nel Gruppo consultativo europeo dei consumatori, come già avviene per altre associazioni. L’inserimento di Nepim, che raggruppa regioni europee e associazioni regionali di consumatori, nel gruppo consultivo costituirebbe, per Baronti e Lambertz, un segno concreto

dell’attenzione particolare che la Commissione ha finora dichiarato nei confronti “del ruolo e della volontà politica delle regioni di partecipare attivamente alla formulazione e all’accompagnamento della politica europea dei consumatori e alla sua declinazione sul piano regionale”.

Una tale rappresentazione, prosegue la lettera, “permetterebbe alle regioni di portare un valore aggiunto concreto al lavoro del Gruppo, trasmettendo alla Commissione gli sforzi compiuti dalle autorità e dalle associazioni regionali dei consumatori e consentendo loro di partecipare alla

definizione e allo sviluppo di questa politica a livello europeo”.   Ma questa partecipazione, fanno osservare Baronti e Lambertz, permetterebbe anche alla Commissione di trasmettere direttamente

alle regioni, e quindi ai cittadini, gli sviluppi, le prospettive e i progetti della politica europea dei

consumatori”.   L’ormai prossima costituzione ufficiale dell’associazione internazionale senza scopo di lucro Nepim rappresenta, ha ricordato Baronti oggi a Bruxelles per definire con Lambertz lo

statuto della rete, “il punto d’arrivo dell’impegno costante portato avanti in questi anni dalla Regione Toscana per la difesa dei consumatori a livello europeo: dal progetto Interreg 3 C, che ha visto la nascita del nucleo fondante del partenariato, alla Carta Nepim dei consumatori, siglata a Barcellona nel 2007 da 9 regioni europee”.

    

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Una piattaforma tra le regioni del Meditterraneo per sviluppare la cooperazione e promuove uno sviluppo sostenibile

Oggi a Bruxelles nel corso dell’incontro di avvio del progetto “Healthly Food for Life”EU-MED: TOSCANA PROPONE PIATTAFORMA DI COOPERAZIONE MEDITERRANEABaronti: “La piattaforma sarà interlocutore della Commissione europea per coordinare i diversi finanziamenti per il Mediterraneo in funzione dello sviluppo sostenibile” Bruxelles, 17 marzo 2009 – La Regione Toscana ha proposto oggi a Bruxelles di costruire una piattaforma di cooperazione mediterranea tra regioni UE e paesi della sponda sud per concentrare gli investimenti provenienti da diverse fonti finanziarie e scongiurare così la frammentazione delle iniziative. L’obiettivo, secondo l’assessore alla ricerca della Regione Toscana, Eugenio Baronti, è quello di “creare sinergie durature tra i diversi programmi di ricerca, di coesione e di vicinato gestiti da regioni UE e da paesi partner del bacino”. L’esperienza del progetto “Healthy Food for Life”, promosso dall’Università di Pisa con 27 partner – tra i quali le regioni Toscana, Puglia, PACA, Vallonia, Navarra, Catalogna e Madrid, oltre alla Grecia, al Marocco, alla Tunisia e all’Egitto – che ha celebrato oggi nella sede della Regione Toscana di Bruxelles il suo meeting di avvio, potrà costituire quindi “il punto di partenza per rendere stabile, allargare e qualificare il partenariato progettuale e farne un interlocutore della Commissione europea per promuovere azioni concrete per lo sviluppo sostenibile nel bacino del Mediterraneo” ha detto ancora Baronti.La cooperazione EU-MED S&T (scienza e tecnologia) è il vero e proprio asse trasversale rispetto alle diverse politiche mediterranee UE: il settimo programma quadro, le politiche di vicinato, la cooperazione transfrontaliera, gli accordi bilaterali. Ma ad oggi queste reti, ha spiegato il co-rettore dell’Università di Pisa Paolo Miccoli, “non riescono a concentrare la loro attività su obiettivi concreti. Per questo ci siamo chiesti come vincere il rischio della frammentazione delle iniziative e soddisfare la necessità di una migliore concentrazione degli investimenti provenienti da diverse fonti di finanziamento”.In questa prospettiva le regioni sentono la necessità di promuovere sistemi di innovazione territoriale capaci di coinvolgere tutti gli operatori. L’appello è rivolto quindi a quelle regioni europee e a quei soggetti della sponda sud che stanno già lavorando per promuovere lo sviluppo sostenibile, integrando nel bacino del Mediterraneo sempre maggiori elementi di flessibilità, libertà e autonomia. E soprattutto a quelle che stanno predisponendo misure innovative per rendere i loro processi di internazionalizzazione  più efficaci ed attraenti su scala regionale mediterranea.  

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Lettera dell’Assessore della Toscana Eugenio Baronti alla Commissarie UE Kuneva

LE REGIONI CHIEDONO DI PARTECIPARE ALLA COSTRUZIONEDELLA POLITICA EUROPEA DI DIFESA DEI CONSUMATORI  Bruxelles, 20 marzo 2009 – Le autorità e le associazioni regionali impegnate nella tutela dei consumatori chiedono di partecipare alla definizione e allo sviluppo della politica europea in questo campo. La richiesta arriva con una lettera che l’assessore alla protezione dei consumatori della Toscana Eugenio Baronti e il presidente della Comunità germanofona del Belgio Karl-Heinz Lambertz hanno inviato oggi alla commissaria UE Meglena Kuneva.Lambertz e Baronti, all’indomani dei due incontri avuti con la commissaria a Firenze e ad Eupen, si sono rivolti a Kuneva per chiederle che la nuova rete europea NEPIM (Network for the Promotion of Sustainable Consumption in European Regions), di cui sono incaricati rispettivamente della presidenza e della vicepresidenza, sia ammessa come osservatore nel Gruppo consultativo europeo dei consumatori, come già avviene per le associazioni COFACE ed EUROCOOP.L’inserimento di NEPIM, che raggruppa regioni europee e associazioni regionali di consumatori, nel Gruppo consultivo costituirebbe, per Baronti e Lambertz, un segno concreto dell’attenzione particolare che la Commissione ha finora dichiarato nei confronti “del ruolo e della volontà politica delle regioni di partecipare attivamente alla formulazione e all’accompagnamento della politica europea dei consumatori e alla sua declinazione sul piano regionale”.Una tale rappresentazione, prosegue la lettera, “permetterebbe alle regioni di portare un valore aggiunto concreto al lavoro del Gruppo, trasmettendo alla Commissione gli sforzi compiuti dalle autorità e dalle associazioni regionali dei consumatori e consentendo loro di partecipare alla definizione e allo sviluppo di questa politica a livello europeo”.Ma questa partecipazione, fanno osservare Baronti e Lamnbertz, permetterebbe anche alla Commissione di trasmettere direttamente alle regioni, e quindi ai cittadini, gli sviluppi, le prospettive e i progetti della politica europea dei consumatori”.L’ormai prossima costituzione ufficiale dell’associazione internazionale senza scopo di lucro NEPIM rappresenta, ha ricordato Baronti oggi a Bruxelles per definire con Lambertz lo statuto della rete, “il punto d’arrivo dell’impegno costante portato avanti in questi anni dalla Regione Toscana per la difesa dei consumatori a livello europeo: dal progetto Interreg 3 C, che ha visto la nascita del nucleo fondante del partenariato, alla Carta NEPIM dei consumatori, siglata a Barcellona nel 2007 da 9 regioni europee”.  

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TRENTO: INTERVENTO ALLA TAVOLA ROTONDA SULLE PROSPETTIVE REGIONALI DI RISPARMIO E INVESTIMENTO ETICO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Trento 30 ottobre 2008

1)Quale approccio regionale all’investimento etico nella previdenza Integrativa e come gestirlo?

La Regione Toscana  non promuove  direttamente i fondi pensione,  pone però le premesse per agevolarne il funzionamento, individuando la previdenza integrativa quale fattore di sviluppo economico. Non posso però non rilevare come l’accoglienza dei fondi pensione tra i lavoratori toscani sia stata molto tiepida, anzi è prevalsa nettamente la scelta di non affidare il proprio TFR  ad un fondo legato all’andamento del mercato finanziario inaffidabile che non da nessuna garanzia per il futuro. D’altronde le perdite dei fondi pensioni sono pesantissime, chi oggi a lasciato in azienda il proprio TFR ha avuto ragione in termini di convenienza economica.

La logica dei fondi pensione si propone di ottenere il massimo del rendimento  dai propri investimenti e questo significa in definitiva ricercare le vie speculative più rischiose che sono anche quelle più redditizie, sottraendo risorse essenziali alla sfera produttiva a vantaggio di quella finanziaria, rompe il rapporto di solidarietà tra le generazioni, favorisce il conflitto e produce contraddizioni profonde nel mondo del lavoro, perché quando crescono i profitti delle aziende crescono i titoli ad esse collegati e se crescono i titoli cresce il rendimento a vantaggio di chi lo possiede ma tutto questo può  avvenire anche a scapito dei lavoratori e delle loro condizioni di vita, di lavoro e di reddito. Posso affermare  tranquillamente che i lavoratori toscani hanno sonoramente bocciato i fondi pensione, perlomeno in questa fase  storica e in presenza di un modello finanziario globale impazzito, essenzialmente speculativo  che si è quasi completamente scollegato dall’economia materiale reale.

2)  II tema dei rendimenti: maggiore vantaggi con gli Investimenti etici ?

La finanza oggi è una zona franca sotto il profilo etico dove regna sovrana l’avidità, l’imperativo è ricercare il massimo rendimento nel minor tempo possibile senza guardare tanto per il sottile, va bene tutto e tutto è legittimo. La finanza etica deve offrire al risparmiatore una alternativa radicalmente diversa, deve essere un’altra cosa, prima di tutto non deve chiedersi solo quanto  rende il denaro investito ma deve necessariamente chiedersi come questo denaro viene usato e perché cosa. Deve porsi l’obiettivo di riagganciare l’uso del denaro alla realtà e riportare le relazioni sociali al centro dello scambio. Per la finanza etica il punto di riferimento deve essere la persona non il capitale e la rendita, altrimenti tradisce e disattende completamente le sue prerogative. E’ sotto gli occhi di tutti il disastro procurato dal sistema finanziario  globale, un disastro senza precedenti che sta dilapidando una quantità gigantesca di risorse  e rovinando  milioni di persone che avevano creduto nelle magnifiche e progressive sorti di una economia globale finanziarizzata e immateriale che invece ha prodotto una bolla speculativa di dimensioni gigantesche che esplodendo sta riducendo in cenere i risparmi di milioni di famiglie aggiungendo miseria a miseria, povertà a povertà. Questo terremoto  non ha risparmiato niente e nessuno, neanche i fondi etici, rispetto ai fondi tradizionali, quelli cosiddetti “etici” hanno registrato perdite più contenute, e lo vediamo bene nel settore dei bilanciati: nell’ultimo anno gli etici hanno perso il 6,29% mentre gli altri una media dell’11,04% ma questo alla fine di settembre prima del terremoto finanziario.

3)  Quali i costi per gli investimenti etici: più costosi di quello normale?

Da un punto di vista finanziario, il significato di “investimento socialmente responsabile” (“sociaify r^sponsibfe investing”, o SRI, come viene spesso chiamato) è quello di utilizzare strumenti di investimento che siano coerenti con principi etici, che tengano conto dell’idea di sviluppo sostenibile ma che rispettino la redditività dell’investimento. Una finanza che si definisce etica deve necessariamente escludere ogni finanziamento ad aziende che non soddisfano i criteri di selezione, perché operanti in settori come quello militare, del nucleare, del traffico dei rifiuti, del gioco d’azzardo, di aziende implicate In pratiche monopolistiche, o che non tutelano I diritti dei dipendenti, non rispettano l’ambiente e l’inclusione di società attive nel sociale e rispettose dei principi umani. L’investimento etico deve sottoporre il gestore a molti vincoli nelle decisioni di investimento. Le restrizioni non danneggiano necessariamente la redditività dei prodotti etici, che deriva dall’abilità del team di gestori e che può essere garantita da una corretta diversificazione all’interno del paniere di società rispettose dei principi suddetti.         Se il finanziamento etico si pone l’obiettivo di fornire le risorse finanziarie necessarie per promuovere e sviluppare un nuovo sistema di imprese che lavorano e producono nella direzione di una riqualificazione e riconversione ecologica del nostro sistema produttivo, del nostro modello di consumi e dei nostri stili di vita, allora riuscirà a fornire al risparmiatore maggiori garanzie di sicurezza e di redditività perché, comunque la redditività rimane un punto cruciale, l’investimento socialmente responsabile non significa  fare forzatamente beneficenza . La finanza etica ha comunque come scopo quello di garantire al risparmiatore  un giusto ed equo rendimento. 4)     Come assicurare la partecipazione /II controllo a livello di scelta del fondi, a livello di governance aziendale? 

Prima di tutto io penso che i fondi etici debbano legarsi maggiormente al territorio per garantire risorse finanziarie destinate alla creazione di distretti di economia solidale locale autocentranti sulle specificità del proprio territorio e che puntino alla riqualificazione e riconversione ecocompatibile del modello di sviluppo. In questo caso la vicinanza stessa tra finanziatore e finanziato assicura possibilità, strumenti  e capacità di controllo. Per quanto riguarda invece la dimensione più ampia, le nuove tecnologie informatiche offrono possibilità di monitoraggio dell’andamento dei fondi etici on line accessibile a tutti, con la massima trasparenza. Resta comunque di fondamentale importanza il controllo imparziale sulla presenza dei requisiti e dei criteri stabiliti e condivisi da esercitare con rigorosa attenzione nei confronti delle aziende per verificare il rispetto dei  principi “etici” per i quali gli investitori li hanno scelti. In questo senso servono strumenti efficaci che garantiscano l’imparzialità del controllo e anche la partecipazione diretta di rappresentanti dei risparmiatori , questi strumenti potrebbero essere dei comitati etici di controllo sia di carattere regionale che a livello nazionale ed internazionale formato da personalità di indubbie e riconosciute valore, capacità e imparzialità.

5) Quali I fattori di interesse negli investimenti Etici per I prossimi anni?

La finanza etica deve saper guardare al futuro anzi, di più, deve essere in grado di divenire essa stessa un fattore di importanza strategica per garantire all’umanità un futuro su questo pianeta. Questo modello di sviluppo ci sta portando tutti alla rovina, in pochi decenni ha dilapidato risorse naturali che la natura ha impiegato per produrle milioni e milioni di anni. Dobbiamo cambiare strada, in tempo utile e prima di superare il punto di non ritorno. La finanza etica deve essere in grado di riagganciare l’uso del denaro alla realtà, all’economia reale materiale, indirizzandola verso un nuovo modello di sviluppo qualitativo ecosostenibile che riesca a  soddisfare i bisogni umani e sociali nella sobrietà di nuovi stili di vita, per sprecare e consumare meno risorse naturali in modo di consegnare ai nostri nipoti un pianeta su cui sia ancora possibile vivere.

 

EUGENIO BARONTI

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Toscana all’avanguardia nella tutela dei consumatori

Eugenio Baronti all’incontro di Saint Vincent tra il CNCU (Comitato Nazionale Consumatori Utenti) e le Regioni

Filiera corta, mercatali, gas: le ‘buone pratiche’ che la Regione sostiene

di Mario Hagge
Firenze «All’incontro di Saint Vincent la Toscana ha portato la sua esperienza di regione all’avanguardia nella difesa e nella tutela del consumatore, a sostegno di un consumo critico e consapevole. Oggi, di fronte a un mercato particolarmente aggressivo, la Regione intende incentivare tutte quelle azioni di ‘difesa’ che possano aiutare il consumatore nella scelta di un nuovo modello di consumo sostenibile».
Così l’assessore regionale per la tutela ai diritti dei consumatori, Eugenio Baronti, da Saint Vincent, dove, ieri e oggi, ha partecipato all’incontro tra le associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) e le Regioni per verificare l’attuazione delle normative regionali a tutela dei consumatori.
«E’ importante educare al consumo critico e incentivare le ‘buone pratiche’ – ha sottolineato l’assessore regionale – perché danno la misura che una strada diversa si può percorrere. Filiera corta, mercatali, gruppi di acquisto solidale: sono questi gli esempi virtuosi che la Regione sostiene e valorizza per far sì che i cittadini non subiscano il consumo, ma ne siano i protagonisti».

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BUONE PRATICHE PER RISCOPRIRE LA SAGGEZZA ALIMENTARE

 oggi in piazza San Iacopo ad Arezzo la piramide alimentare

di Laura Pugliesi
Arezzo “Siamo martellati dalla pubblicità, indotti a comportamenti sbagliati, che influiscono sulla nostra salute e fanno sprecare risorse preziose. Dobbiamo cambiare, e possiamo farlo perché quando cambia la domanda anche l’offerta si modifica. ” Cosi l’assessore regionale alla tutela dei consumatori, Eugenio Baronti , ha introdotto il convegno sul tema “Una geometria salutare, la piramide alimentare in Toscana” tenuto nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo quale momento culminante della ” Toscana del consumatore” ciclo di iniziative per un consumo più consapevole organizzato dal Centro Tecnico del Consumo e dalla Regione. “Per fortuna – ha continuato Baronti – a questo sistema aggressivo si sta cominciando a reagire ed anche in Toscana stanno fiorendo numerosi gli esempi di buone pratiche volte a riscoprire un modo di consumare più consapevole ed al tempo stesso più gustoso e salutare. Dobbiamo incentivare le buone pratiche- ha sottolineato l’assessore regionale – perche queste sono la risposta del “fare” e perché danno la misura che una strada diversa si può percorrere.” Fra gli esempi di buone pratiche Baronti ha elencato la “filiera corta” i vari “mercatali” che si stanno affermando, i distributori di latte fresco, e ancora i gruppi di acquisto solidali, i negozi che vendono prodotti sfusi. “Dobbiamo trasmettere ai giovani – ha concluso – il valore morale di un consumo consapevole e far riscoprire loro il guisto dei prodotti, come il latte fresco, di cui si rischiava la perdita”. Sulla stessa linea il presidente della Provincia di Arezzo, Vincenzo Ceccarelli, che ha ricordato come la Provincia sia da tempo impegnata per favorire una coscienza criticva nei colnsumatori e sostenga numerose iniziative volte alla valorizzazione dei prodotti del territorio.
Sono stati poi gli interventi dei rappresentanti dell’Arsia e dell’Asl ha sottolineare, presentando la piramide alimentare, come i prodotti tradizionali del territorio Toscano siano in grado di coniugare al meglio le esigenze nutrizionistiche con quelle di igiene e di salubrità alimentare. Ben 65 dei prodotti tradizionali toscani, dalla verdura alla fruta, ai cereali, passando per i legumi, al latte, al pollame e al pesce, per salire ancora con le uova e i forfmaggi e infine con la carne rossa e i salumi, il tgutto condito da una modica quantità di vino rosso, integrano la perfetta “piramide alimentare” che è composta da 70 elementi. Il convegno, che ha visto la presenza dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori riunite nel Centro Tecnico del Consumo, presieduto da Adriano Amedei, si è concluso con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Micaela Barillari e con la presentazione di un video sulle tendenze dei consumatori realizzato dal quotidiano on line www,prontoconsumatore.it
Oggi, dalle 10 alle 20, in Piazza San Iacopo ad Arezzo, fa bella mostra di sè la “piramide alimentare” mentre si terranno degustazioni di prodotti tipici e tradizionali ad opera di produttori
locali.

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