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Una crisi epocale destinata a cambiare tutto, anche le nostre vite

Sono profondamente convinto che questa è una crisi vera, profonda, di sistema, in cui si connettono ed interagiscono tra loro, diversi elementi, tra cui, quello economico finanziario,  due aspetti, di un insieme molto più complesso e preoccupante. La crisi è epocale, destinata a cambiare tutto, anche le nostre vite.

Non si esce da questa crisi  con azioni e misure ordinarie, con le solite ricette tradizionali, ne tanto meno  con piccoli aggiustamenti. Questa è una sfida per tutta la politica e per le organizzazioni sindacali. Nessuno pensi che anche sul fronte delle lotte sociali  e del lavoro tutto possa continuare come prima.
Affrontare la questione solo dal punto di vista della difesa del posto di lavoro, sempre e comunque e in ogni situazione e circostanza, rischia di portarci a collezionare una serie infinita di sconfitte, perché, quando un corpo produttivo è morto, ci si può accanire a livello terapeutico per mantenerlo ancora in vita artificialmente ma, prima o poi, saremo costretti a lasciarlo morire perché è giusto che la “natura” faccia il suo corso.
La vera sfida per una forza politica, che vuole fare del lavoro, l’orizzonte della propria ragione d’essere e del proprio agire politico, è quella di andare oltre una visione prettamente sindacale. Ad un partito politico è richiesto di essere portatore di un’idea di società, che sia credibile, e soprattutto che funzioni e sia sostenibile. (continua…)

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Stop a Marchionne. Intervista di Vendola alla Gazzetta del Mezzogiorno

31.12.2010 La Gazzetta del Mezzogiorno
Il manifesto di Nichi
di BEPI MARTELLOTTA

«Nella piazza di Santeramo in Colle c’è un portone antico con un’epigrafe fatta scolpire sulla pietra nel 1919 da Padre Serafino Germinario, fondatore del Partito Popolare. Dice: “Proletari di tutti i paesi unitevi in Cristo”. Le storie e le culture politiche del ‘900 sono tutte nate misurandosi con la questione sociale, con i diritti del lavoratore che doveva uscire dalla solitudine della servitù per entrare nella storia della democrazia moderna. Berlusconi e Marchionne stanno colpendo quella democrazia, stanno cancellando l’art. 1 della Costituzione. E il centrosinistra, anche su questo, ha la capacità di dividersi». (continua…)

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Giovani e arrabbiati

È comprensibile.
Le indicazioni della piazza, i trucchi di Marchionne, lo sciopero generale. Intervista al segretario della Fiom
da “il Manifesto” di Loris Campetti
Martedì scorso il segretario della Fiom Maurizio Landini era in piazza a Roma con gli studenti dietro lo striscione «Uniti contro la crisi» insieme a operai, precari, attivisti dei movimenti e, naturalmente, studenti. In questa intervista partiamo proprio da quella piazza e dalle indicazioni che se ne possono trarre.
Molti commenti si sono concentrati sulla violenza. Oltre l’ovvia condanna degli atti violenti che la Fiom non ha perso tempo a esprimere, non credi che la domanda dei giovani meriti qualche riflessione in più?
Mi ha colpito la straordinaria quantità di giovani in campo, determinati. Che siano arrabbiati è comprensibile: la loro è una generazione a cui viene sottratto il futuro, non ha di fronte a sé una prospettiva di lavoro e di vita sostenuta da tutele e diritti. Ai tempi miei, quando andavi a lavorare ti toccavano 12 giorni di prova e poi arrivava il contratto a tempo indeterminato. Oggi un giovane, se gli va bene, ha di fronte il precariato a vita. (continua…)

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Ribellarsi è giusto: l’intervento del segretario della FIOM Maurizio Landini

Vedere questa bellissima piazza dà davvero tanta felicità, ma allo stesso tempo indica una speranza. È anche una piazza che indica una forza; soprattutto è una piazza che unisce questo paese e che parla al paese. Dice cioè che per uscire dalla gravissima crisi che stiamo vivendo c’è bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti. E che per questa ragione è necessario contrastare la politica che il governo sta facendo ed è necessario contrastare la politica che Confindustria, in questo paese, insieme a Federmeccanica, sta facendo.
Perché il punto di fondo da cui ripartire sono le ragioni per cui si è determinata questa crisi. Noi siamo in presenza del fatto che per 20 anni ci hanno raccontato che era sufficiente «lasciare fare al mercato e tutto sarebbe andato a posto». E dopo 20 anni noi siamo di fronte al fatto che la finanza non ha alcuna regola, anzi la politica e gli stati sono al servizio della finanza. Siamo in presenza di un’evasione fiscale che non ha precedenti, tutta a danno dei lavoratori dipendenti. Siamo in presenza di una precarietà nel lavoro che non ha mai avuto una dimensione come quella che stiamo vivendo. Siamo di fronte al fatto che c’è stata una redistribuzione della ricchezza a danno di chi lavora che non ha precedenti. (continua…)

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INSIEME ALLA FIOM CONTRO LA CRISI

UN APPELLO PER LA GRANDE MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE A ROMA 
 
“La crisi che il mondo sta attraversando è strutturale, riguarda cioè l’intero sistema capitalistico ed è il prodotto di tante crisi: da quella dei dispositivi economici che hanno nella finanza il loro epicentro, alla precarizzazione di massa e alla redistribuzione della ricchezza dal lavoro alla rendita e al profitto; da quella ecologica, che pone sempre più drammaticamente il problema degli effetti sulla nostra vita della devastazione ambientale irreversibile, alla crisi alimentare per tanta parte del pianeta, fino alla crisi energetica e di accesso ai beni comuni come l’acqua.
La crisi attraversa e stravolge tutte le sfere, innanzitutto della democrazia e della libertà. Conseguenza più diretta è una ridefinizione continua dei valori e dell’etica che stanno alla base di ogni ipotesi di società in cui prevalgono individualismo ed egoismo. Ma che cosa significa crisi? Per noi, se le condizioni che ci hanno portato a questa situazione continuassero a essere riprodotte, come è sotto gli occhi di tutti, risulta evidente che essa segnala l’impossibilità di pensare a un mondo più giusto, possibile e vivibile per tutti. Infatti la crisi si muove, acuisce e aumenta i suoi effetti, non è un fenomeno statico, quindi la crisi è sempre il momento delle decisioni. (continua…)

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Inderogabilmente FIAT

 Dal “Il Manifesto” di  Francesco Paternò
Per Federmeccanica, il contratto nazionale del 20 gennaio del 2008 non vale più. Benché l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne avesse chiesto pubblicamente la disdetta – senza la quale sarebbe uscita dall’associazione – il presidente di Federmeccanica Pierluigi Ceccardi ha detto che «la Fiat non ha spinto per niente». E che anzi, «l’accelerazione che abbiamo imposto oggi è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse». Per non sbagliarsi, Federmeccanica fa un passo doppio: da una parte recede dall’accordo per imporre deroghe per tutti, dall’altra studia il modo di fare altre «norme specifiche per il comparto auto», cioè solo per la Fiat.
      «Quella assunta da Federmeccanica è una decisione gravissima e irresponsabile, che lede i principi democratici del nostro Paese. Si decide, infatti, di cancellare il Contratto nazionale di lavoro, in accordo con sindacati minoritari e impedendo alle lavoratrici e i lavoratori di potersi esprimere sul loro contratto», ha detto il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini. «Si tratta di una violazione delle regole e della rottura dei principi democratici alla base degli equilibri sociali. Per la Fiom, l’unico contratto in vigore rimane, sotto ogni punto di vista, quello del 2008 firmato da tutti e votato dalle lavoratrici e i lavoratori». Oggi la Fiom terrà il suo comitato centrale per decidere il che fare. (continua…)

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QUANDO COSSIGA ORDINAVA ALLA POLIZIA DI PESTARE A SANGUE STUDENTI E DOCENTI

E’ morto Francesco Cossiga. Le agenzie hanno battuto la notizia e già dieci minuti dopo i telegiornali erano colmi di “coccodrilli” lusinghieri, biografie osannanti, panegirici di celebrazione. Anch’io in questo mio blog voglio  ricordare Francesco Cossiga, ma senza retorica e senza elaborazioni a posteriori.  Voglio ricordare Cossiga come uno dei tanti che nel settembre ‘77 era a Bologna dall’altra parte dei blindati armati di mitragliatrici cariche di cui lui si è più volte vantato e voglio ricordarlo  con le sue parole, quelle di un’intervista che concesse al Giorno / Resto del Carlino / Nazione il 23 ottobre 2008, meno di due anni fa. L’occasione era l’ondata di proteste nelle scuole e nelle università seguite all’annuncio della “riforma” Gelmini. Niente tagli, niente inganni, niente falsità settarie e di parte. Solo le parole di Cossiga. Eccole qui di seguito, domande del giornalista Andrea Cangini e risposte del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.
Quali fatti dovrebbero seguire?
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno.
Ossia?
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… (continua…)

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE

Vi segnalo di seguito la Lettera della FIOM ai direttori dei giornali e due altri articoli importanti. Il primo di Marco Revelli dal titolo la legge del più forte  e a seguire La globalizzazione in casa di Luciano Gallino

LETTERA DELLA FIOM AI  GIORNALI
Cari direttori dite la verità: la Fiat ci vuole licenziare

In questi giorni grande rilevanza viene data su tutti gli organi di informazione alla vicenda di Pomigliano. Abbiamo purtroppo verificato che i contenuti reali dell’intesa, quelli che hanno indotto la Fiom a ritenerla inaccettabile perché lesiva dei più elementari diritti dei lavoratori, fino a quelli costituzionali, non sono stati sufficientemente messi a conoscenza dell’opinione pubblica. Vi chiediamo quindi un particolare sforzo per dare adeguato spazio alla piena informazione sui contenuti dell’intesa. In particolare riterremmo di grande utilità che venisse resa pubblica la clausola contenuta al punto 15 dell’accordo separato: «Clausole integrative del contratto individuale di lavoro-Le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell’efficacia nei suoi confronti delle altre clausole».
Siamo all’introduzione di un principio di libera licenziabilità del lavoratore considerato inadempiente dall’azienda, principio che viola lo Statuto dei lavoratori e la Costituzione. La gravità di questa clausola non è stata messa a sufficiente conoscenza di un’opinione pubblica che pure è percorsa da un grande dibattito su altri temi nei quali si individuano lesioni alla Costituzione. (continua…)

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A GARANZIA DEI DIRITTI

Vi propongo questo intervento di Luigi Ferrajoli
Dobbiamo dare atto al presidente Napolitano del rigore con cui, rinviando alle Camere per una nuova deliberazione la recente legge sul lavoro, ha esercitato le sue funzioni di garanzia. Questa legge, dice il messaggio che accompagna il rinvio, oltre ad occuparsi, in un labirinto intricato di 50 articoli e 140 commi, di un’enorme quantità di materie eterogenee, presenta vistosi profili di incostituzionalità. In particolare, il comma 9 dell’articolo 31 travolge, ben al di là dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sul diritto alla reintegrazione del lavoratore ingiustamente licenziato, le garanzie giurisdizionali di tutti i diritti dei lavoratori. (continua…)

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Diritto al lavoro, diritto al futuro

Appello del Gruppo Economia E. Balducci

Nell’epoca del liberismo trionfante i governi si sono trasformati in “commissari politici del potere economico” (José Saramago) e la politica ha accettato il neo-darwinismo competitivo globale (Toni Maraini). Proprio perché molti sono stati i responsabili del processo che ha determinato il primato dell’economia sulla politica, temi come la vastità di bisogni elementari inevasi e di diritti materiali da riconquistare potranno imporsi solo se nascerà una conflittualità sociale collettiva (continua…)

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Articolo 18: Il colpo di grazia

Di seguito vi segnalo questo interessante articolo di Luigi Ferrajoli

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La sola regola che questa maggioranza sembra capace di rispettare è la sistematica violazione di ogni altra regola, soprattutto se costituzionale. L’aggressione al lavoro compiuta dalla legge approvata al Senato mercoledì scorso va ben al di là dell’aggiramento dell’art.18 dello Statuto che stabilisce il diritto del lavoratore ingiustamente licenziato alla reintegrazione da parte del giudice nel posto di lavoro. Essa equivale a una deregolazione e, di fatto, a una vanificazione delle garanzie giurisdizionali di tutti i diritti dei lavoratori. (continua…)

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Una politica sul lavoro nel tempo della crisi

Il lavoro dopo decenni di politiche liberiste più o meno selvagge è stato destrutturato, frantumato e precarizzato ridotto ad una  variabile dipendente da tutto, il potere di acquisto di salari stipendi e pensioni è precipitato trascinando nella povertà milioni di lavoratori. Oggi queste politiche sono profondamente in crisi e ci lasciano una eredità pesante, dobbiamo cogliere questa opportunità per riportare il lavoro al centro dell’attenzione e dell’azione politica restituendogli visibilità, dignità, stabilità, sicurezza e diritti (continua…)

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