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Appunti sull’ecoefficienza energetica per un’edilizia sostenibile

In Europa i consumi del settore edile sono particolarmente rilevanti e costituiscono circa il 40% del totale dell’energia consumata, la metà dei materiali estratti dalla crosta terrestre, un quarto del totale dei rifiuti; un impatto ambientale fortissimo che è prodotto, per di più, da quello che è il maggior settore industriale, infatti l’edilizia vale l’11% del Pil europeo e impiega direttamente 30 milioni di persone. In Italia il settore delle costruzioni nel suo complesso è responsabile di circa il 45% del consumo di energia primaria legato in parte ai materiali da costruzione (circa 11 Mtep in fonti primarie), in parte ai consumi finali negli edifici del terziario e del residenziale (più di 80 Mtep in fonti primarie) e ogni anno questo consumo aumenta del 2%, il doppio cioè della media nazionale, con le conseguenze facilmente immaginabili in termini di emissioni nell’atmosfera di gas che alterano il clima. La progettazione ed il risanamento di edifici e strutture urbane gioca quindi un ruolo decisivo nell’attenuazione dei fenomeni legati al mutamento climatico attualmente in atto. Sulla scorta delle suddette valutazioni il Consiglio europeo in data 9 marzo 2007 ha approvato il “Piano d’azione della Commissione europea per l’efficienza energetica” ed ha assunto l’impegno di raggiungere entro il 2020 :- 20% di consumi energetici- 20% di emissioni di CO2+ 20% di energie rinnovabiliNella medesima occasione il Commissario all’Energia, Piebalgs ha evidenziato che: “L’efficienza energetica è un elemento cruciale per l’Europa: se agiamo adesso, il costo diretto dei nostri consumi energetici potrebbe ridursi di oltre 100 miliardi di euro l’anno entro il 2020 e ogni anno eviteremo di produrre circa 780 milioni di tonnellate di CO2“. Successivamente in data 29.06.2007 la Commissione UE ha approvato il “Libro Verde per l’adattamento ai cambiamenti Climatici” COM(2007) 354 in cui si evidenzia come “gli edifici siano l’elemento chiave” per affrontare con decisione il problema dei mutamenti climatici in atto. La “Edilizia Sostenibile” è insomma un tassello nel cambiamento globale che è in atto, ed è una metodologia per affrontare strategicamente i temi dello sviluppo, dell’ambiente e della salute umana, nei settori della pianificazione territoriale, urbanistica ed edilizia. In Italia alcune Amministrazioni Regionali hanno già attivato percorsi legislativi in materia di edilizia sostenibile introducendo obblighi finalizzati a governare i fenomeni derivanti dai cambiamenti climatici :

1. Regione Friuli Venezia Giulia

Legge Regionale 18 agosto 2005, n. 23. “Disposizioni in materia di edilizia sostenibile.” 2. Regione MoliseLegge regionale 27/05/2005 n.23 “Norme quadro per la promozione dell’eco qualità nell’edilizia residenziale pubblica e privata

3. Regione Veneto

Legge regionale 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile”

4. Regione Lazio

Proposta di Legge N. 251 /2007 del Dicembre 2007 “disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia”

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 15 marzo 2007, ha approvato una proposta di “legge guida” regionale in materia di Norme per l’edilizia sostenibile redatta dal Gruppo di lavoro Interregionale costituito presso Itaca, (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale). La Toscana già da alcuni anni, nel quadro degli impegni assunti verso uno Sviluppo sostenibile, ha attivamente promosso la diffusione dell’Edilizia sostenibile sul proprio territorio. Per raggiungere tale obiettivo la Amministrazione Regionale Toscana si è attualmente dotata dei seguenti provvedimenti normativi : · Legge Regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio · Legge Regionale 24 febbraio 2005, n. 39 “Disposizioni in materia di energia.” · Decreto del Presidente della Giunta Regionale 9 febbraio 2007, n. 2/R “Regolamento di attuazione dell’articolo 37, comma 3, della legge regionale 3 gennaio 2005 n. 1 (Norme per il governo del territorio) – Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti.” · Delibera Giunta Regionale 28 febbraio 2005, n. 322 Approvazione delle istruzioni tecniche denominate “Linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana” ai sensi dell’art. 37, comma 3 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 ed in attuazione dell’azione B.13 del P.R.A.A. 2004-2006. · Delibera Giunta Regionale 3 aprile 2006, n. 218

“Linee guida per la valutazione della qualità energetica ambientale degli edifici in Toscana”. Modifica delibera G.R. 322/2005.

Questi provvedimenti legislativi hanno quindi già consentito di avviare un processo per la diffusione in sede locale dei principi della Edilizia Sostenibile. Attualmente circa 60 amministrazioni comunali hanno recepito le indicazioni della LR 1/2005 avviando il processo di modifica del proprio Regolamento Edilizio per adeguarlo ai criteri della ecoefficienza energetica e della sostenibilità ambientale, indicati come obiettivo di qualità dalla normativa regionale. Il rapido evolversi dello scenario internazionale fa ritenere che sia necessario avviare una ulteriore fase di sviluppo di tali “buone pratiche” anche in considerazione della molteplicità dei settori che sono interessati direttamente o indirettamente da una organica politica in materia di Edilizia sostenibile. Le motivazioni per impegnarsi ulteriormente, e con decisione, nel settore in oggetto derivano dalle seguenti riflessioni:1. la gestione climatica del patrimonio edilizio toscano assorbe più di un terzo di tutti i consumi energetici; 2. il costo energetico e ambientale legato alla produzione di materiali da costruzione;3. le demolizioni edili hanno un ruolo di primaria importanza nella produzione di rifiuti; 4. le risorse idriche sono fortemente impattate dalla concentrazione dei consumi in ambiente urbano;5. la qualità dell’aria in ambiente urbano è fortemente condizionata dalle emissioni derivanti dai sistemi di climatizzazione invernale;6. sono da definire completamente le interazioni sulla salute umana anche se sono già note scientificamente alcune malattie :· Sich Building Sindrome, SBS La “sindrome dell’edificio malato”· Building Related Illness, BRI Malattia correlata all’edificio· Multiple Chemical Sensitivity, MCS Sindrome da sensibilità chimica multipla;7. l’edilizia, e il suo indotto, è il settore trainante della economia nazionale con un altissimo valore economico ma è anche un settore lavorativo ad alto rischio di incidenti. Appare quindi evidente la necessità di predisporre ulteriori strumenti di coordinamento operativo delle politiche regionali relative alle varie aree di intervento coinvolte (anche se con varie gradazioni di intensità). Inoltre per raggiungere l’obiettivo di un deciso miglioramento della qualità dell’Edilizia toscana e di tutti i settori collegati, non si può prescindere dal coinvolgimento diretto degli EELL che potranno svolgere una funzione determinante per l’attuazione delle politiche coordinate definite al livello regionale. Oggi è necessario fare tutti uno sforzo per riscoprire le tecniche ma anche i contenuti culturali e storici che consentono di mettere in sintonia il territorio regionale con le opere necessarie all’uomo per utilizzarlo. La ricerca di questa armonia tra ambiente naturale e settore delle costruzioni è l’essenza della Edilizia Sostenibile che la amministrazione regionale toscana ha già individuato come strumento per lo sviluppo sostenibile del proprio territorio. L’obiettivo è oggi quello di rendere praticabile e conveniente per tutti gli attori del processo edilizio la introduzione di contenuti di qualità negli edifici di nuova produzione ed avviare un processo di risanamento del patrimonio edilizio esistente sviluppando strumenti capaci di evidenziare con semplicità il raggiungimento di tale qualità . L’impegno finale della Giunta, per tutto il territorio toscano, è comunque di rendere una pratica comune la realizzazione di interventi di progettazione, ristrutturazione e manutenzione che perseguano obiettivi di ecoefficienza energetica ed ambientale garantendo così una alta qualità di vita agli utenti nel rispetto della sostenibilità.

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«Tetti solari sulle case popolari: fate tanti progetti»

 L’assessore Baronti ha rivolto l’invito a tutti i Lode e le società di gestione

«La Regione rinnoverà nel 2009 il contributo  cumulabile con il conto energia»

 di Laura Pugliesi

“Tetti solari sulle case popolari”. E’ questo l’invuto che l’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti ha rivolto a tutti i coordinatori delle Lode Toscane e ai presidenti e direttori delle società di gestione dell’edilizia residenziale pubblica.

Baronti ha preso carta e penna e scritto a tutti, ricordando l’impegno assunto dalla Regione e particolarmente   dall’assessorato:  «raggiungere  obiettivi di ecoefficenza  nel produrre, nel consumare e nell’abitare».

«Vi chiedo – prosegue perciò l’assessore regionale  -  di generalizzare il più possibile e dare concretezza nei vostri territori, al progetto ” tetti solari sulle case  popolari”  per produrre  energia elettrica pulita e rinnovabile, utilizzando le opportunità offerte dalla legge sul conto energia fotovoltaico che è un sistema di incentivazione  vincolato e garantito per la durata di 20 anni, al riparo di qualsiasi colpo di mano di qualsiasi governo presente e futuro. Tutto questo – ribadisce Baronti  – può essere fatto a costo zero, utilizzando tutti i sistemi incentivanti disponibili in questo momento: i 350.000 euro che come settore casa-edilizia sostenibile  abbiamo messo a disposizione per contribuire ad individuare tutti gli edifici  e la fattibilità dei progetti ,  il contributo regionale del 20% a fondo perduto fino ad un massimo di 20.000 euro che può essere cumulabile con il contributo “conto energia” e che sarà rinnovato dalla Regione nel 2009. Vi chiedo di mettere al più presto in cantiere centinai di progetti, piccoli e grandi, in ogni provincia, in ogni comune,  ovunque è tecnicamente possibile, realizzate tetti solari per recuperare, attraverso la cessione di energia,  risorse finanziarie da reinvestire in progetti per  finanziarie la sostituzione e la bonifica dei tetti in eternit, l’abbattimento delle barriere architettoniche,  lavori di manutenzione degli spazi comuni per migliorare la qualità dell’abitare dentro le case popolari,  per abbattere la bolletta energetica delle famiglie, per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 causa dell’effetto sera e dei cambiamenti climatici in atto. Tanti piccoli progetti messi insieme – conclude l’assessore regionale -  possono fare un grande risultato, possiamo produrre milioni di KWh ogni anno e risparmiare decine di migliaia di barili di petrolio ma, soprattutto, possiamo dare il buon esempio perché è attraverso la realizzazione delle buone pratiche virtuose che possiamo innescare processi culturali educativi di responsabilizzazione e di maggiore consapevolezza. »

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La Regione stanzia un contributo di 350.000 euro per promuovere nuovi progetti per impianti fotovoltaici sui tetti delle case popolari

La Regione approva un contributo destinato ai soggetti gestori per nuovi progetti

*Pannelli fotovoltaici sui tetti delle case popolari*

/Sono già 130 gli edifici idonei. Ora sarà possibile individuarne altri/

di Laura Pugliesi

*Firenze* Impianti fotovoltaici per la produzione di elettricità grazie all’energia solare sui tetti delle case popolari. L’assessore regionale alla casa, Eugenio Baronti, è determinato ad incentivare la produzione di energia in termini sostenibili ed ha aggiunto un contributo regionale alle facilitazioni già previste dal decreto ministeriale (D.M. 10.02.2007 e Dlgs 387/29.12.2003) di attuazione della direttiva Ue sulla “promozione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità” il cosidetto “conto energia fotovoltaico.” La giunta regionale ha pertanto approvato una delibera presentata dall’assessore con la quale si stanziano 350 mila euro destinati ai Soggetti Gestori degli edifici di edilizia popolare affinchè possano finanziare studi di fattibilità per l’istallazione degli impianti sugli edifici. Si tratta in particolare di bonificare i vecchi tetti che ancora presentano lastre di amianto e contemporaneamente installare i nuovi impianti di produzione di energia elettrica. «L’intervento di bonifica dei tetti – sottolinea Baronti – è un intervento dovuto, che i gestori degli alloggi sono tenuti ad effettuare con opere di manutenzione straordinaria. Approfittando delle facilitazioni introdotte dai decreti ministeriali sul risparmio energetico e dalla direttiva europea, il rifacimento dei tetti può essere completato, praticamente a costo zero, dall’istallazione di pannelli fotovoltaici, che consentiranno di produrre energia senza inquinare. Sono stati già individuati circa 130 edifici che i tecnici hanno stimato come idonei a questo tipo di intervento, e dai nuovi pannelli istallati si potranno produrre circa 5,5 milioni di kilowattora annue e risparmiare ben 3500 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Grazie alla nuova somma stanziata – conclude Baronti – i Soggetti gestori potranno finanziare nuovi studi di fattibilità, in modo da aumentare il numero degli edifici sui quali è possibile istallare pannelli fotovoltaici al posto dell’eternit. »

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Pannelli solari al posto dell’eternit sui tetti delle case popolari

Baronti presenta progetto innovativo. Interessa 130 edifici condominiali

Pannelli solari al posto dell’eternit sui tetti delle case popolari

Via l’amianto a costo zero e produzione di energia. Esempio per i privati

Pannelli

 

Impianti fotovoltaici
Pannelli fotovoltaici al posto dell’eternit sui tetti delle case popolari. La Regione Toscana sostiene e coordina un programma innovativo che permetterà di rimuovere l’eternit, che contiene amianto, e di istallare pannelli fotovoltaici. Il progetto permette anche di ricavare energia elettrica “pulita” e di generare un ritorno economico, che copre i costi. L’iniziativa, che è già stata attuata su 26 edifici (24 nell’area fiorentina e 2 in quella di Massa e Carrara) coinvolgerà ora un altro centinaio di stabili appartenenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica della Toscana. «Si tratta di un progetto assolutamente innovativo – spiega l’assessore alla casa della Regione Toscana, Eugenio Baronti – che consente di fare tre cose utili a costo zero. La prima è quella di bonificare i tetti delle case popolari della Toscana, molti dei quali, a suo tempo erano stati costruiti in eternit. E l’eternit, come tutti sanno, è fatto con l’amianto. La seconda – fa notare l’assessore – è che una sostanza pericolosa, come l’amianto, viene sostituita con pannelli fotovoltaici, che producono energia elettrica pulita e fanno risparmiare emissioni nell’atmosfera. La terza cosa è che, grazie a questa energia, non solo si risparmia l’inquinamento, ma si ottengono risorse economiche che servono a ripagare il costo dell’impianto. In Toscana i primi esperimenti sono stati attivati, ora vogliamo allargare il raggio d’azione e vogliamo che l’esempio virtuoso delle case popolari possa servire da modello anche per i condomini privati.» Ma quanti sono gli edifici interessati in questa fase? «Affinché il quantitativo di energia prodotto sia congruo per ammortizzare i costi – spiega l’assessore – ci vuole che il tetto dell’edificio abbia una dimensione sufficiente e che l’irraggiamento solare sia adeguato. Circa 130 edifici per una copertura complessiva di 130 mila mq, sono stati giudicati idonei. Tenuto conto che su 26 edifici gli interventi sono già partiti, l’intervento in questa fase, verrà attuato su 90 mila mq di coperture, con l’istallazione di pannelli solari per 60 mila metri quadri. L’arco temporale è di tre anni.» Ed ecco i risparmi in termini ambientali ed energetici. «L’intervento permetterà di produrre – spiega l’assessore – 5,5 milioni di kilowattora annui, pari al consumo di 1800 famiglie. E’ l’equivalente della popolazione di Barberino Val D’elsa, o di Montalcino. Si risparmierà l’emissione di 3500 tonnellate di Co2 all’anno e di 1375 tonnellate di petrolio, pari a 8650 barili all’anno. » I protagonisti del progetto saranno i gestori di edilizia residenziale pubblica sul territorio. La Regione dal canto suo promuove e coordina gli interventi e contribuisce a sostenere le attività di verifica e progettazione, da un punto di vista tecnico e finanziario. Si stima che i costi di questo programma ammontino complessivamente a 55 milioni di euro. La resa economica, in un arco di 20 anni, della vendita di energia e degli incentivi previsti dal Governo (Decreto Ministeriale 10-2-2007 per l’istallazione di pannelli fotovoltaci) sarà di circa 64 milioni di euro. Ne risulta un utile di 9 milioni di euro che va a coprire i costi di rimozione e smaltimento dell’amianto delle coperture eternit.
In Toscana, attualmente, esistono 11 LODE, a cui afferisce un patrimonio complessivo di circa 50 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica.

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Autore: Laura Pugliesi

 

 

Sostituzione delle coperture in cemento – amianto con impianti fotovoltaici nel patrimonio E.R.P. dei Comuni della Toscana

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In Toscana sono presenti 11 società di gestione, costitute dai Comuni associati in ciascun Livello Ottimale di Esercizio ( LODE) e subentrate alle disciolte A.T.E.R., che svolgono tutto il complesso delle funzioni di amministrazione e gestione del patrimonio di ERP , di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stesso, nonché della progettazione e realizzazione degli interventi di manutenzione, recupero, ristrutturazione edilizia e nuova edificazione.Tali società gestiscono circa 50.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei 287 Comuni, cui è stato trasferito l’intero patrimonio immobiliare con la legge regionale 3 novembre 1998, n. 77 che ha ridisegnato il quadro istituzionale, modificando il ruolo e le funzioni degli enti e delle strutture coinvolte nonché la natura giuridica dei soggetti attuatori.Alcuni dei fabbricati esistenti sono stati costruiti a suo tempo con coperture costituite da canaloni in fibro-cemento, più conosciuto con il nome commerciale di “eternit”, che è necessario monitorare attentamente e costantemente relativamente al suo stato di manutenzione e che sono da inserire in programmi a breve-medio termine di sostituzione integrale.E’ necessario quindi porsi il problema di come poter affrontare il problema della sostituzione delle coperture in “eternit” a fronte di una sistematica carenza di risorse finanziarie sufficienti a sostenere i costi dello smontaggio delle coperture, dello smaltimento del cemento-amianto, del rimontaggio della copertura, completa di adeguata coibentazione.La recente normativa di attuazione e incentivazione introdotta dal D.M. 10.02.2007 del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio, ha stabilito i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, in attuazione del D.Lgs n. 387/29.12.2003 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità.”La succitata normativa fornisce la opportunità di realizzare interventi di sostituzione delle coperture in “eternit” con installazione di campi fotovoltaici sulle nuove coperture, in equilibrio economico di costi-ricavi, dove cioè, i costi della sostituzione dei tetti in “eternit” e dell’impianto dei campi fotovoltaici sono coperti dai ricavi derivanti dagli incentivi ex D.M. 10.02.2007 per l’installazione di impianti fotovoltaici e dalla vendita dell’energia elettrica così prodotta.<!–[if !vml]–>
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In sostanza si rende possibile attivare un programma di manutenzione straordinaria per lo smantellamento, smaltimento e quindi sostituzione delle coperture in cemento-amianto di alcuni degli immobili del patrimonio e.r.p. , attraverso la trasformazione delle vecchie coperture in impianti solari fotovoltaici partendo dai seguenti assunti:<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Progettazione in sinergia di quelle che sono le opere civili sulle coperture al fine di rendere il più semplice possibile l’inserimento dei pannelli fotovoltaici con il massimo sfruttamento delle tariffe incentivanti;<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Possibilità di accesso al conto energia di cui al Decreto del 19.02.2007 come produttore di energia elettrica da inserire totalmente in rete;<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Verificare quale soluzione economica viene a crearsi in relazione alla spesa complessiva dell’intervento ed i ricavi derivanti dagli incentivi del conto energia e dalla vendita dell’energia immessa in rete.Gli interventi sono realizzabili a condizione che siano soddisfatti alcune condizioni:<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>dimensione, morfologia e soleggiamento delle coperture interessate dall’installazione del campo fotovoltaico, e di conseguenza il rendimento ottimale dell’impianto fotovoltaico installato<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>modalità della provvista finanziaria necessaria a far fronte all’investimento sul mercato creditizio, puntando al mutuo a tasso fisso per 15-20 anni: gli introiti derivanti dalla sommatoria del conto energia per la produzione elettrica così realizzata e dalla vendita dell’energia elettrica prodotta devono essere allineati con gli oneri finanziari necessari per coprire le spese dell’intera operazione.E’ stato così attivato a livello regionale un programma di intervento per la sostituzione delle coperture in cemento-amianto e la contemporanea installazione di pannelli fotovoltaici, usufruendo dei benefici di legge e delle possibilità offerte dal conto energia per la copertura delle spese.In una prima ricognizione sono stati individuati circa 130 edifici suscettibili di tale intervento, per una superficie complessiva di copertura di circa 130.000 mq.Da sottolineare come alcuni interventi, in particolare nel LODE Fiorentino su 24 edifici e in quello di Massa Carrara su due edifici, sono già stati attivati dai Soggetti Gestori.Non è possibile però realizzare l’operazione su quelle coperture o di dimensioni troppo limitate per garantire l’installazione di un campo fotovoltaico di potenzialità produttiva adeguata a far fronte ai costi ( superiore a 30 Kw), oppure nelle coperture la cui morfologia e irraggiamento solare non è compatibile con il livello di produttività di energia elettrica stabilito.Pertanto si è ipotizzato di intervenire in tre anni su circa 90.000 mq di coperture, installando pannelli fotovoltaici per circa 60.000 mq.Tale intervento permetterà di produrre complessivamente 5,5 milioni di kilowattora annui; per esemplificare l’entità del programma tutto ciò equivale al consumo annuo di circa 1800 famiglie (ad esempio la popolazione di un comune come Barberino V.E. o Montalcino), e permetterà di evitare l’emissione di circa 3500 tonnellate di CO2 all’anno, e di bruciare 1375 tonnellate di petrolio (pari a 8.650 barili di petrolio) in meno ogni anno.Su tale iniziativa, che dovrà essere attuata in ciascun territorio dai soggetti gestori di edilizia residenziale pubblica, la Regione è impegnata a promuovere e coordinare gli interventi, contribuendo a sostenere le attività di verifica di fattibilità e progettazione sia da un punto di vista tecnico che finanziario.Ciò è in linea con l’impegno della Regione Toscana per la sostenibilità e la introduzione della ecoefficienza nell’abitare , nonché con l’impegno del Consiglio europeo di raggiungere entro il 2020 :<!–[if !supportLists]–>Ø <!–[endif]–>meno 20% di consumi energetici<!–[if !supportLists]–>Ø <!–[endif]–>meno 20% di emissioni di CO2<!–[if !supportLists]–>Ø <!–[endif]–>più 20% di energie rinnovabili

Per quanto riguarda i costi di realizzazione del programma, si stima che questi fra oneri diretti e finanziari ammontino a circa 55 milioni di euro, mentre la resa economica in venti anni derivante dagli incentivi e dalla vendita dell’energia sia pari a 64 milioni di euro, ciò che comporta un utile di circa 9 milioni di euro che va a coprire sostanzialmente i costi di rimozione e smaltimento delle lastre di cemento-amianto.

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Come si installa un impianto fotovoltaico. Che cosa è il conto energia, chi può utilizzarlo, quali sono i costi, quali i ricavi dalla vendita di energia prodotta

Che cos’è il conto energia
Il Conto Energia è il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici. Gli incentivi vengono erogati in “conto energia” cioè sulla base dell’energia elettrica prodotta e venduta a tariffa agevolata al gestore nazionale. Attraverso il “conto energia” la produzione di elettricità di un impianto fotovoltaico è remunerata per 20 anni.
Chi può utilizzarlo
Possono utilizzare il Conto Energia :
 le persone fisiche
 le persone giuridiche
 i soggetti pubblici
 i condomini di unità abitative e/o di edifici che siano proprietari degli immobili o in possesso della autorizzazione scritta del proprietario o siano soggetti responsabili di impianti fotovoltaici realizzati in conformità ai requisiti del DM 19 febbraio 2007 .
Gli attori del Conto Energia
• Soggetto responsabile e’ la persona fisica o giuridica responsabile dell’esercizio dell’impianto e che ha diritto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, a richiedere e ottenere le tariffe incentivanti
• Soggetto attuatore e’ il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE Spa . Effettua l’erogazione dell’incentivo
• Gestore di rete locale è il soggetto a cui è affidata la gestione della rete elettrica relativa alla località dove è installato l’impianto fotovoltaico. Al Gestore della rete vanno inviate le richieste relative alla connessione alla rete dell’impianto ed all’ installazione dei contatori di misura dell’energia elettrica.
• Distributore locale è il soggetto che si occupa della fornitura di energia elettrica, può coincidere con il gestore di rete se ha anche la proprietà della rete di distribuzione a cui è allacciata l’utenza. Il distributore locale è anche Gestore contraente in quanto sottoscrittore del contratto per il servizio di “scambio sul posto ”
Requisiti degli impianti che possono beneficiare del Conto Energia
I requisiti di base previsti da Decreto per gli impianti solari fotovoltaici sono :
• potenza nominale non inferiore a 1 kW
• essere collegati alla rete elettrica
• essere realizzati con componenti di nuova costruzione o comunque non già impiegati in altri impianti
• non beneficiare o non aver beneficiato delle tariffe incentivanti introdotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.
Nel decreto vengono definite 3 tipologie di impianto a seconda del grado di integrazione architettonica o funzionale in strutture edilizie o elementi di arredo urbano :
1. •Impianti fotovoltaici “parzialmente integrati”
I moduli non sostituiscono i materiali che costituiscono le superfici di appoggio ma sono posizionati sopra gli elementi di arredo urbano, superfici esterne di edifici, strutture edilizie.
Sono installati:
o su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati
o in modo complanare alle superfici degli edifici su cui sono fissati (tetti a falda, coperture, facciate) o agli elementi di arredo urbano e viario
2. •Impianti fotovoltaici “con integrazione architettonica”
o I moduli sostituiscono i materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati, mantenendo la stessa inclinazione e funzionalità architettonica
o I moduli e i relativi sistemi di supporto costituiscono la struttura di copertura di pensiline, pergole e tettoie
o I moduli sostituiscono la parte trasparente o semi trasparente di facciate o lucernari, garantendo l’illuminamento naturale degli ambienti interni all’edificio
o I moduli costituiscono la parte esposta al sole delle parti riflettenti inserite in elementi d’illuminazione (lampioni stradali con fari esposti verso superfici riflettenti)
o I moduli e i relativi sistemi di supporto costituiscono dei frangisole o pannelli fonoassorbenti di barriere acustiche
o I moduli sostituiscono gli elementi di rivestimento e copertura di balaustre e parapetti
o I moduli sostituiscono o integrano i vetri di finestre
o I moduli costituiscono gli elementi strutturali di persiane
o I moduli costituiscono rivestimento o copertura aderente alle superfici descritte nelle tipologie precedenti
3. •Impianti fotovoltaici “non integrati”
Sono gli impianti con moduli ubicati al suolo o in modo non complanare alle superfici su cui sono posizionati o comunque installati con modalità diverse da quelle indicate sopra.
Come funziona
L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici ha diritto ad una tariffa incentivante , diversa in relazione alla tipologia e potenza nominale dell’impianto.
La tariffa incentivante è riconosciuta per un periodo di 20 anni e rimane costante in moneta corrente per tutto il periodo.
Per impianti con potenza nominale fino a 20 kW sono possibili due opzioni :
• La cessione in rete
Questa opzione prevede la vendita dell’energia prodotta e non immediatamente utilizzata. In questo caso si ha:
- un ricavo derivante dalla remunerazione dell’energia totale prodotta, fino a 0,46 €/kWh
- un risparmio pari al valore dell’energia elettrica autoconsumata ( circa 0,18 €/kWh)
- un ricavo derivante dalla vendita dell’energia elettrica prodotta e non autoconsumata
• Lo scambio sul posto o net metering
l’impianto opera in un regime misto di interscambio con la rete elettrica. Durante le ore diurne l’utenza consuma l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico e versa in rete il surplus di produzione, mentre di notte o con luce insufficiente è la rete elettrica a fornire energia all’utenza.
In questo caso si ha:
o un ricavo derivante dalla remunerazione dell’energia totale prodotta, fino a 0,46 €/kWh
o un risparmio pari al valore dell’energia elettrica autoconsumata (circa 0,18 €/kWh)
o un credito valido entro 3 anni derivante dalla quantità di energia elettrica immessa in rete ( differenza tra prodotta e autoconsumata )
Altro fattore importante è che in questo caso alla scadenza dei 20 anni cessa la tariffa incentivante ma rimangono per tutta la vita dell’impianto i vantaggi dello “scambio sul posto”.
Per impianti con potenza nominale oltre i 20 kW :
La parte di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico che non viene consumata dalle utenze viene ceduta alla rete elettrica di distribuzione. Tale quota di energia può essere venduta alla società elettrica ad un prezzo stabilito dall’Autorità dell’Energia Elettrica.
Per vendere energia elettrica è necessario:
• avere una Partita IVA;
• stipulare ogni anno una convenzione con la società elettrica che ha un costo variabile in funzione dell’energia venduta;
• espletare le pratiche per l’officina elettrica (solo per impianti >20kWp).
La vendita dell’energia elettrica esclude la possibilità di beneficiare del servizio di “Net Metering”
Il pagamento dell’incentivo viene effettuato a cadenza mensile: il GSE eroga un corrispettivo pari al prodotto tra l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico e la tariffa incentivante riconosciuta.
La misura dell’energia elettrica prodotta viene trasmessa a cadenza mensile al GSE dai Soggetti Responsabili o dai gestori di rete locali, nel caso in cui i Soggetti Responsabili si siano rivolti ad essi per il servizio di trasmissione delle misure.
Nella seconda ipotesi, nel caso in cui i gestori di rete tardino nel comunicare le misure, il GSE provvede ad erogare, salvo le verifiche di competenza, corrispettivi mensili a titolo di acconto, calcolati in base alla producibilità presunta, mentre i relativi conguagli sono emessi non appena i gestori di rete comunicano le misure mensili dell’energia realmente prodotta.
Il pagamento avviene accreditando gli importi sul conto corrente bancario indicato dal Soggetto Responsabile, con valuta l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento delle misure.
In ogni caso il soggetto responsabile è tenuto a trasmettere al GSE, su base annua e riferita all’anno solare precedente, copia della dichiarazione di produzione di energia elettrica presentata all’Ufficio Tecnico di Finanza.
Come si attiva
Il soggetto responsabile inoltra al gestore della rete elettrica locale ( ENEL, ACEA, AEM o altri a seconda dell’ubicazione dell’ impianto ) il progetto preliminare dell’impianto fotovoltaico che intende realizzare richiedendo la connessione alla rete. Una volta realizzato l’impianto il soggetto responsabile trasmette al gestore di rete la comunicazione di fine lavori.
Il soggetto responsabile, entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico, deve far pervenire al GSE la richiesta dell’incentivo, corredata da tutti i documenti previsti dalla delibera AEEG 90/07. Il mancato rispetto di tale termine comporta la non ammissibilità all’incentivazione.
La data di entrata in esercizio di un impianto fotovoltaico è la prima data utile a decorrere dalla quale sono verificate tutte le seguenti condizioni:
• l’impianto è collegato in parallelo alla rete elettrica;
• risultano installati tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia prodotta e ceduta o scambiata con la rete;
• risultano attivi i contratti di scambio o cessione dell’energia elettrica;
• risultano assolti tutti gli eventuali obblighi relativi alla regolazione dell’accesso alle reti.
Il GSE esamina la documentazione e, qualora essa sia completa di tutti gli allegati necessari, comunica al soggetto responsabile la tariffa incentivante assegnata all’impianto entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta.
Per preparare la richiesta della tariffa incentivante e dell’eventuale premio abbinato all’uso efficiente dell’energia, il soggetto responsabile deve utilizzare l’apposito portale informativo del GSE (https://fotovoltaico.gsel.it), attraverso il quale possono essere preparati direttamente la domanda d’incentivo insieme ad alcuni allegati.
Successivamente il soggetto responsabile può effettuare una richiesta d’incentivo ai sensi del nuovo DM 19/02/2007.
Per preparare la domanda, il soggetto responsabile deve accedere alla sezione dedicata alla richiesta d’incentivazione per un nuovo impianto. E’ necessario utilizzare gli appositi moduli funzionali del portale :
1. modulo scheda tecnica: inserire i dati caratteristici dell’impianto fotovoltaico (caratteristiche generali dell’impianto fotovoltaico e della struttura di fissaggio del generatore fotovoltaico, costo dell’impianto, tipologia del sito/impianto, caratteristiche di connessione alla rete di distribuzione, tipologia di installazione, caratteristiche dei moduli e dei convertitori, ecc. );
2. modulo corrispondenza: inserire i dati relativi alla corrispondenza del soggetto responsabile dell’impianto ed eventualmente del referente tecnico prescelto per seguire lo sviluppo del progetto e della richiesta di incentivazione (indirizzo, numero di telefono, e-mail, ecc. );
3. modulo allegati elettronici: inserire nel portale cinque distinte fotografie dell’impianto realizzato, l’elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori installati. Questa operazione deve essere effettuata tramite il caricamento di un file Excel il cui modello è scaricabile dal portale nella medesima sezione “allegati elettronici”;
4. modulo stampa allegati: procedere alla stampa dei seguenti allegati:
a. richiesta di concessione della tariffa incentivante (Allegato A1 della Delibera AEEG n. 90/07);
b. scheda tecnica finale d’impianto (Allegato A2 della Delibera AEEG n. 90/07);
c. dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (Allegato A4 della Delibera AEEG n. 90/07).
5. conferma operazione: controllare il contenuto degli elaborati stampati (nel caso di errori evidenziati dalla stampa, si possono effettuare le correzioni e ripetere la stampa) e convalidare i dati inseriti: una volta confermati, i dati caricati non potranno essere più variati.
Documenti da allegare alla richiesta di concessione della tariffa incentivante
Per richiedere l’incentivo il soggetto responsabile dell’impianto deve inviare o presentare direttamente al GSE tutta la documentazione prevista dal DM 19/02/2007 e dalla Delibera AEEG n. 90/07.
La documentazione, in originale, da trasmettere al GSE è la seguente:
1. richiesta di concessione della tariffa incentivante stampata dal portale e comprensiva di data e firma del soggetto responsabile (allegato A1 della Delibera AEEG n. 90/07);
2. scheda tecnica finale d’impianto stampata dal portale e comprensiva di data, firma e timbro del professionista o tecnico iscritto all’albo professionale (allegato A2 della Delibera AEEG n. 90/07);
3. dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà stampata dal portale, sottoscritta dal soggetto responsabile e corredata da copia fotostatica, non autenticata, di un documento di identità del sottoscrittore in corso di validità (allegato A4 della Delibera AEEG n. 90/07);
4. documentazione finale di progetto, realizzata in conformità alla norma CEI-02, firmata da professionista o tecnico iscritto all’albo professionale, corredata da almeno 5 distinte fotografie e da elaborati grafici di dettaglio dell’impianto (tale documentazione dovrà essere fornita anche su CD in formato “pdf”);
5. elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori, da fornire su supporto cartaceo oppure magnetico indicante modello, marca e numero di matricola (preferibilmente inseriti nello stesso CD contenente la documentazione finale di progetto e le fotografie; l’elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori deve essere comunque caricato nel portale);
6. certificato di collaudo contenente le seguenti prove: continuità elettrica e connessioni tra i moduli, messa a terra di masse scaricatori, isolamento dei circuiti elettrici delle masse, corretto funzionamento dell’impianto, verifiche prestazionali dell’impianto previste dal DM 19/02/2007 (dal sito del GSE è possibile scaricare un fac-simile del certificato di collaudo richiesto);
7. dichiarazione di proprietà dell’immobile destinato all’installazione dell’impianto, ovvero autorizzazione all’installazione dell’impianto sottoscritta dal/i proprietario/i dell’immobile;
8. copia del permesso di costruire ottenuto per l’installazione dell’impianto ovvero copia della denuncia di inizio attività; qualora non sia necessario né il permesso di costruire né la denuncia di inizio attività, il soggetto responsabile dell’impianto deve esplicitare tale situazione con un’apposita dichiarazione;
9. copia della comunicazione con la quale il gestore della rete locale ha notificato al soggetto responsabile dell’impianto il codice identificativo del punto di connessione alla rete dell’impianto fotovoltaico (cosiddetto “POD” definito all’articolo 37, comma 37.1, della deliberazione n. 111/06).
10. copia della denuncia di apertura di officina elettrica presentata all’UTF (soltanto per impianti superiori a 20 kWp o superiori a 30 kWp se ricadenti in territori montani); oppure, se l’impianto immette tutta l’energia prodotta nella rete, copia della comunicazione fatta all’UTF sulle caratteristiche dell’impianto (circolare 17/D del 28 maggio 2007 dell’Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del Dlgs 2 febbraio 2007, n. 26).
Le richieste di incentivazione, complete di tutta la documentazione, devono essere inviate a:
Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A.
Viale Maresciallo Pilsudski 92, 00197 – Roma
riportando sul plico esterno la seguente dicitura:
“GSE – Incentivazione impianti fotovoltaici ai sensi del DM 19/02/2007 – Richiesta di Concessione della tariffa incentivante. Numero identificativo impianto ( n. ……)
Le tariffe incentivanti del Nuovo Conto Energia
Per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2008 si applicano le seguenti tariffe differenziate per tipologia di impianto e potenza nominale installata :
Potenza Nominale Impianto Impianto non integrato Impianto parzialmente integrato Impianto integrato
da 1 fino a 3 kW 0,40 €/kWh 0,44 €/kWh 0,49 €/kWh
da 3 fino a 20 kW 0,38 €/kWh 0,42 €/kWh 0,46 €/kWh
maggiore di 20 kW 0,36 €/kWh 0,40 €/kWh 0,44 €/kWh
L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, entrati in esercizio in ciascuno degli anni del periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, ha diritto, in relazione alla potenza nominale e alla tipologia dell’impianto, alla tariffa incentivante sopra riportata decurtata del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008.
Successivamente le tariffe verranno aggiornate con nuovi decreti emanati ogni 2 anni .
Nel caso di impianti superiori a 3 kW di potenza è possibile usufruire di una maggiorazione del 5% delle tariffe incentivanti
- quando la maggior parte dell’energia elettrica prodotta è consumata dall’utenza a cui è intestato l’impianto
- su alcuni edifici pubblici (scuole o strutture sanitarie pubbliche)
- per impianti integrati installati in edifici in caso di sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto
- per impianti il cui soggetto responsabile è un comune con meno di 5000 abitanti
Premio per impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell’energia
Gli impianti fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto e destinati ad alimentare, anche parzialmente, utenze ubicate all’interno possono beneficiare di un premio aggiuntivo quando si realizzino interventi atti a ridurre i consumi energetici di almeno il 10%
Per poter usufruire del premio aggiuntivo occorre:
- redigere un attestato di certificazione energetica per l’edificio su cui è già installato o s’intende installare l’impianto fotovoltaico, specificando gli interventi in grado di ridurre i consumi dell’edificio
- effettuare gli interventi previsti riducendo i consumi energetici di almeno il 10%. ed attestare i risultati con una seconda certificazione energetica
- inviare al GSE entrambe le certificazioni chiedendo il premio, che verrà conteggiato a partire dall’anno solare successivo alla data di ricevimento della domanda
Il premio aggiuntivo consiste nella maggiorazione della tariffa incentivante pari a una percentuale equivalente alla metà del risparmio energetico percentuale ottenuto grazie agli interventi eseguiti. Il premio non può superare il 30% della tariffa incentivante.
Cumulabilità dell’incentivo in conto energia ed il premio con altre forme di incentivazione
Non è possibile usufruire dell’incentivo e del premio
• nel caso in cui siano stati concessi incentivi pubblici in conto capitale e/o in conto interessi eccedenti il 20% del costo dell’investimento.
• gli impianti realizzati ai fini del rilascio della certificazione energetica ed entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2010
• gli impianti per i quali è stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio
Inoltre non è possibile cumulare la tariffa incentivante ed il premio con:
o i certificati verdi
o i titoli di efficienza energetica
Fondo di garanzia per l’energia
La Regione Toscana ha predisposto un Fondo di garanzia per incentivare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile.
Il Fondo dispone di 2.300.000 euro e attraverso un accordo stipulato con le maggiori banche presenti in Toscana, consente di garantire gli interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili fino all’80% dei costi di investimento
I tassi di interesse che verranno applicati saranno i migliori presenti sul mercato e potranno essere variabili a seconda del soggetto richiedente, del tipo di progetto presentato e del rating dell’impresa presso le banche. I singoli cittadini potranno ottenere mutui da 5.000 fino a 40mila euro distribuiti in 60 mesi, per le aziende e le istituzioni le cifre ottenibili arrivano fino a 500mila euro su 120 mesi.
Ai soggetti che richiedono i prestiti non verrà richiesta alcuna garanzia, una volta approvato il progetto.
Gli Istituti di Credito
Gli istituti di credito associati alla Fidi che si sono impegnati ad applicare tassi particolarmente convenienti sugli investimenti energetici sono:
• Monte dei Paschi di Siena;
• Cassa di Risparmio Firenze;
• Cassa di Risparmio di Carrara;
• Banca di Credito Cooperativo di Cambiano;
• Cassa di Risparmio di Prato;
• Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno;
• Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio;
• Banca Nazionale del Lavoro;
• Banca del Monte di Lucca;
• Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo;
• Cassa di Risparmio di Volterra),.
Gli Interventi
Gli interventi che possono essere incentivati tramite la FIDI Toscana SpA sono:
• impianti solari termici destinati all’autoconsumo,
• impianti solari fotovoltaici connessi alla rete di trasmissione con potenza fino a 100 kw,
• impianti micro-eolici e mini-eolici fino a 250 kw,
• impianti di riscaldamento e cogenerazione a biomasse di potenza non superiore a 500 kw termici e a 200 kw elettrici,
• impianti micro-idroelettrici fino a 400 kW, pompe fotovoltaiche per il sollevamento e il trasporto dell’acqua,
• impianti per l’utilizzo diretto del calore geotermico.
• impianti per il risparmio energetico nell’illuminazione pubblica,
• impianti a gas naturale centralizzati anche con sistemi di cogenerazione fino a 250 kw
• interventi destinati all’adeguamento, potenziamento o sostituzione di macchinari e impianti già esistenti
Condizioni di accesso.
I finanziamenti verranno concessi dopo una valutazione effettuata dalla Regione delle caratteristiche tecniche dell’intervento, della quantità di energia risparmiata in termini di tonnellate di petrolio equivalenti, oltre che dei benefici per l’ambiente, calcolati in base alle tonnellate di anidride carbonica evitate.
Per quanto riguarda l’istruttoria le domande dovranno essere approvate da Fidi Toscana.
Ulteriori informazioni su www.fiditoscana.it
Procedura autorizzativa
Gli impianti fotovoltaici sono soggetti ad autorizzazione unica di cui al D.Lgs. 387/2003, rilasciata dalla Provincia ai sensi della LR 39/2005.
L’autorizzazione unica non si applica:
a) Agli impianti di potenza nominale inferiore a 20 kW, comunque non ricompresi alla successiva lettera b). L’installazione di tale tipo di impianti è consentita, nel rispetto della L 244/2007, con la presentazione di una DIA al Comune di competenza. Alla DIA si applicano le norme di cui alla L.1/2005. Data la singolarità dell’impianto, la relazione di cui all’art. 84 della LR 1/2005 assevererà la conformità dello stesso anche al PIER e ai suoi provvedimenti attuativi (a partire dalla loro emanazione). Qualora sia necessario acquisire autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, le stesse, come abitualmente avviene per le DIA edilizie, saranno acquisite e allegate alla stessa, “salvo che il comune provveda direttamente” (art. 84 della LR 1/2005 “Norme per il governo del territorio”). Il Comune potrà individuare, nei propri strumenti ex articolo 52 LR 1/2005 e nei propri regolamenti edilizi, condizioni sulle modalità di realizzazione, al fine di assicurare maggiore tutela al patrimonio immobiliare e paesaggistico, e rispettando, comunque, l’esigenza di ridurre gli oneri amministrativi a carico del cittadino
b) Alle fattispecie di dimensione talmente ridotta che già la normativa attuale esonera sia da titoli abilitativi edilizi che da autorizzazioni “ambientali, paesaggistiche, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità”. In particolare le tipologie individuate dal Piano di Indirizzo Energetico Regionale in applicazione dell’articolo 17 della LR 39/2005.
Va infine ricordato che, in applicazione della disciplina statale per alcuni impianti fotovoltaici è necessaria la preventiva verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale. La verifica è prescritta per gli impianti industriali; laddove gli stessi impianti industriali ricadano anche parzialmente in aree protette si procede automaticamente a VIA.
Tali procedure vengono svolte dalla struttura operativa regionale per la VIA.
Per quel che concerne tale aspetto, a seguito dell’entrata in vigore del DM 19.2.2007 sul Conto Energia:
• Non sono da qualificarsi come impianti industriali e, quindi, non sono assoggettabili a verifica ai fini della VIA, a meno che non ricadano, anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette, sia gli impianti fotovoltaici con integrazione architettonica o parzialmente integrati, sia gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kw.
• Allorquando i progetti relativi ad impianti fotovoltaici, di qualsiasi potenza, ricadano, anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette come definite dalla L. 394/91, si deve sempre procedere a VIA.
• Negli altri casi, per i progetti relativi ad impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kw, non totalmente o parzialmente integrati, si deve procedere alla cosiddetta verifica o screening al fine di verificare se non sia necessario lo svolgimento della procedura di VIA.
La normativa di riferimento
Di seguito sono sinteticamente elencati i principali provvedimenti legislativi e regolatori attinenti all’incentivazione degli impianti fotovoltaici.
Decreti legislativi e Decreti ministeriali:
• Decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003 “Attuazione della Direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”
• Decreto ministeriale 28 luglio 2005 “Criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”
• Decreto ministeriale 6 febbraio 2006 “Criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare” recante modifiche e integrazioni al DM 28 luglio 2005
• Decreto legislativo n. 26 del 2 febbraio 2007 “Attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità”
• Decreto ministeriale 19 febbraio 2007 “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387″
Delibere dell’AEEG in attuazione dei Decreti ministeriali:
• Delibera n. 188/05 “Definizione del soggetto attuatore e delle modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici, in attuazione dell’articolo 9 del Decreto del Ministro delle Attività produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio, 28 luglio2005″
• Delibera n. 40/06 “Modificazione e integrazione alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 14 settembre 2005, n.188/05, in materia di modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici”
• Delibera n. 90/07 – Attuazione del Decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 19 febbraio 2007, ai fini dell’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici.
Ulteriori delibere e documenti dell’Autorità relativi al conto energia:
• Delibera n. 34/05 (e successive revisioni) “Modalità e condizioni economiche per il ritiro dell’energia elettrica di cui all’articolo 13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e al comma 41 della legge 23 agosto 2004, n. 239″
• Delibera n. 28/06 – Condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 kW, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387
• Manuale operativo del servizio di scambio sul posto, 31 marzo 2006
• Delibera n. 260/06 “Modificazione e integrazione della delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 14 settembre 2005,188/05 in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici (in parte modificata dalla Delibera n. 88/07);
• Delibera n. 88/07 “Disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di generazione”
• Delibera n. 89/07 “Condizioni tecnico economico per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica alle reti
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La politica del fare: un progetto per ridurre i consumi e migliorare la vita

ENERGIA IN CASA E NEI TRASPORTI
RIDUCI I CONSUMI MIGLIORA LA VITA
Il progetto ECHO ACTION coinvolge 2.000 famiglie europee (120 famiglie di Capannori) che, volontariamente, sono diventate protagoniste di scelte e azioni finalizzate a ridurre i consumi energetici sia nelle loro abitazioni che nell’uso dei trasporti.

Il progetto prevede tre livelli di azione:
1. Sensibilizzare al risparmio energetico introducendo nuovi comportamenti e stili di vita
2. Attuare soluzioni domestiche a basso costo e di facile esecuzione
3. Realizzare interventi strutturali per coloro che intendono migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione o la qualità dei loro trasporti

Il progetto offre a tutti gli aderenti:
1. Analisi dei consumi energetici della propria abitazione
2. Formazione specifica al risparmio con incontri periodici
3. Supporto tecnico per soluzioni di risparmio energetico e ricorso alle fonti rinnovabili di energia
4. Contatti con una rete di fornitori locali di tecnologie e servizi energetici
5. Soluzioni di mobilità sostenibile, pubblica e privata
6. Sostegno finanziario per gli interventi più onerosi con il supporto di istituti di finanza etica e gruppi di acquisto solidali

Il progetto si avvarrà dei seguenti strumenti:
1. Sportello informativo presso URP del Comune di Capannori
2. Manuale per le famiglie
3. Sito web
4. Laboratori pratici
5. Incontri con esperti per la consulenza, progettazione e realizzazione degli interventi

ENTRA ANCHE TU A FAR PARTE DEL PROGETTO

Per informazioni ed iscrizioni:

COMUNE DI CAPANNORI – Ufficio Ecologia
Capannori Tel.0583 428284 – Fax 0583 428209 info@comune.capannori.lu.it
ALERR – Agenzia Energetica
Lunata via dell’Isola 22 Tel.0583 962853 – Fax 0583 436270 solare@alerr.it

di seguito potete scaricare il volantino illustrativo del progetto, la presentazione power point in lingua inglese del progetto illustrato a Berlino e il modello di questionario che ogni famiglia ha dovuto riempire per l’adesione.

volantino-echo-action.doc

070510_status_capannori.pdf

alerr_cap_questionario_adesione.pdf

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