Currently Browsing: Il cantiere delle idee

Un chiarimento necessario e doveroso sul progetto di riqualificazione dell’aeroporto di Capannori Lucca

Mi trovo costretto a scrivere questa lettera per cercare di fare un po’ di chiarezza rispetto ad alcuni commenti che ritengo infamanti nei miei confronti che sono circolati su facebook in queste ultime settimane. Mi rendo conto che molto probabilmente molti di voi non sanno nemmeno di cosa sto parlando perché magari non li hanno nemmeno letti visto che nemmeno io le avevo visti essendo un frequentatore saltuario di facebook, mi sono stati segnalati da amici. Siccome ritengo che una bugia che circola in rete, commentata e rilanciata, rischia di essere presa per verità, allora mi sono deciso a scrivere questa lettera. L’accusa della macchina del fango che spesso si alimenta di ignoranza ma anche di invidie e gelosie, scrive, più o meno: “Capannori un esempio della peggiore vecchia politica, si buttano soldi pubblici in tempo di crisi nell’aeroporto di Tassignano per garantire due poltrone a due vecchi politici” poi ce ne sono stati altri 4 di cui uno particolarmente pesante e diffamante che non merita nemmeno di essere citato, ovviamente di questi politici, uno sono io e l’altro è l’ex Presidente della provincia di Lucca Andrea Tagliasacchi nominato presidente appena qualche settimana fa, dal Sindaco di Capannori in sostituzione del precedente che aveva dato la sua disponibilità solo per un anno. Il snottoscritto, insieme ad altri collaboratori di buona volontà e di notevole intelligenza, ha a suo tempo, 2008/2009, elaborato una proposta progetto cercando di dare gambe ed idee a quella tanto auspicata innovazione vista da tutti, a parole, come l’elemento salvifico e strategico per evitare il declino del paese ma sempre sacrificata e bistrattata da tutte le scelte politiche di tutti i governi che si (continua…)

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Unire le forze per cambiare un Piano interprovinciale dei rifiuti inaccettabile

Un documento politico unitario di Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra

 Le nostre osservazioni e le nostre proposte sul PIANO INTERPROVINCIALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI dell’ATO TOSCANA COSTA

 Premessa

Il nostro modello di sviluppo, incentrato su un costante aumento dei consumi e basato su di un enorme spreco di materiali di risulta, è  sempre più incompatibile  con i limiti imposti dal Pianeta Terra. In Italia in media il 65% dei materiali che vengono estratti dall’ambiente con enormi costi energetici ed ambientali ritorna all’ambiente sotto forma di problematica ambientale in discarica e circa un 10% con impatti ambientali ancora maggiori in inceneritori.

In Italia vengono prodotti ogni anno circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani di cui 17 finiscono in discarica, 5 negli inceneritori e il restante, circa il 30 % viene riciclato. Oltre ai rifiuti urbani ci sono i  rifiuti speciali che sono stimati in 138 milioni di tonnellate anno, oltre quattro volte la quantità degli urbani.

In Toscana si producono in totale (dati relativi all’anno 2010 certificati ARRR) 2,514 milioni di tonnellate di RU (Rifiuti Urbani) di cui  936.000 tonnellate vengono differenziate. Nell’Ato Costa la produzione è di circa 942.000 tonnellate di cui 348.000 come raccolta differenziata (RD) che non significa necessariamente riutilizzo o riciclo.

La grande  montagna dei rifiuti che produciamo ci dice come viviamo, cosa e come consumiamo, qual è  il  nostro modello di sviluppo e di consumo, il nostro sistema di progettare, produrre distribuire e commercializzare i beni, quali sono i  comportamenti individuali e sociali consolidati e i  nostri stili di vita. (continua…)

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PROPOSTA PER UNA POLITICA INNOVATIVA SUI RIFIUTI

(ottobre 2011) di seguito il documento approvato dal Forum SelBeta

Sinistra Ecologia Libertà (SEL) propone un approccio moderno ed innovativo alla questione della produzione e gestione dei rifiuti urbani e speciali, una impostazione e una visione ampia capace  di interagire con il complesso rapporto lavoro-produzione-consumo, che condiziona l’insieme dei comportamenti individuali e sociali.

La politica ambientale non può essere spacchetta in tanti specifici settori di intervento: l’ambiente è per sua natura questione complessa e trasversale, coinvolge e interseca tutti gli ambiti della vita dell’uomo, si inserisce in tutti i diversi settori della politica amministrativa. L’enorme montagna dei rifiuti prodotti dalle innumerevoli attività umane dice tutto sul nostro modello di sviluppo e di consumi, sul nostro sistema di progettare, produrre distribuire e commercializzare i beni, sui comportamenti individuali e sociali consolidati, sui nostri stili di vita. Il settorialismo rende sterile ogni politica di sostenibilità. Noi proponiamo di adottare pratiche politiche capaci di coinvolgere e valorizzare al massimo le competenze specialistiche e  le diverse professionalità settoriali dentro un’impostazione unitaria. Dopo una fase istruttoria interna, il Forum nazionale SEL  “beni comuni e territorio” (Forum Sel Beta) avvia una consultazione per una politica innovativa nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti volta a raccogliere e precisare i dati conoscitivi, a coinvolgere esperienze e competenze delle diverse realtà territoriali.
1 – La questione dei rifiuti non può essere assolutamente affrontata solo concentrandoci sulla ricerca della migliore soluzione  tecnico organizzativa di raccolta e della migliore tecnologia di trattamento e smaltimento disponibile. Questo è un approccio vecchio che noi riteniamo sbagliato. (continua…)

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Bugie d’alta quota

di M. Revelli 
La montagna fa da sfondo al racconto del nostro collaboratore Marco Revelli, i sentieri e i dirupi tra i boschi e i picchi sono nel dna della sua famiglia. Quasi per mano Marco mi accompagna su per la Valle di Susa dove si dipana il suo racconto di una domenica particolare, fatta di chilometri percorsi con il passo duro con gli abitanti determinati di un territorio occupato e militarizzato. La prima considerazione serve a fugare dubbi, imbrogli e false narrazioni finalizzate a scrivere la parola fine su una lotta che invece non si ferma: la Valsusa non si piega. «Anche lì, domenica, fossero arrivati i khmer rossi di Pol Pot, questo non sposterebbe di un millimetro le ragioni della popolazione contro la Tav. Che resta – ribadisce Marco – un’opera inutile, devastante per il territorio e insostenibilmente costosa. Lo dico per rispondere a chi nei giornali trionfalmente scrive che i fatti di domenica avrebbero cancellato le ragioni del popolo No-Tav».
Quel che è successo domenica era nell’aria, almeno da quando, il 27 giugno, era partito l’ordine militare di assaltare il presidio della Maddalena e «ripulirlo» da ogni critica e resistenza. Anche quella notte Marco era lì, dove le forze dell’ordine per sfregio hanno spaccato tutto, tagliato le tende, urinato e defecato sui sacchi a pelo: «Con don Ciotti, Petrini, Mercalli e tanti altri avevamo rivolto un accorato appello a non intervenire manu militari, consapevoli che lo sgombero violento di un presidio pacifico avrebbe aperto uno scenario pericoloso. Se pianti al centro di una valle che non l’accetta un fortino militare non fai che attirare un’onda di tensione e anche di violenza e ci sarà sempre chi è disposto a partire da lontano, attirato dall’odor di polvere. In una valle pacifica ma militarizzata. Per fortuna domenica non ci sono stati effetti ancor più pesanti». (continua…)

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Un travolgente successo che ci carica di grandi responsabilità politiche

di seguito un articolo di Rodotà

Tutto è cominciato poco più di un anno fa, quando la raccolta delle sottoscrizioni per i referendum sull´acqua come bene comune s´impennò fino a raggiungere il picco di un milione e quattrocentomila firme, record nella storia referendaria. Pochi si accorsero di quel che stava accadendo. Molti liquidarono quel fatto come una bizzarria di qualche professore e di uno di quei gruppi di “agitatori” che periodicamente compaiono sulla scena pubblica. O lo considerarono come un inciampo, un fastidio di cui bisognava liberarsi. Basta dare un´occhiata ai giornali di quei mesi.
E invece stava succedendo qualcosa di nuovo. Il travolgente successo nella raccolta delle firme era certamente il frutto di un lavoro da tempo cominciato da alcuni gruppi. In quel momento, però, incontrava una società che cambiava nel profondo, dove l´antipolitica cominciava a rovesciarsi in una rinnovata attenzione per la politica, per un´altra politica. Ai referendum sull´acqua si affiancarono quelli sul nucleare e sul legittimo impedimento. Nasceva così un´altra agenda politica, alla quale, di nuovo, non veniva riservata l´attenzione necessaria. (continua…)

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Il ministro Matteoli, sempre presente a Lucca per le campagne elettorali, anche questa volta è venuto a presentare il suo personale “libro dei sogni”

A Lucca tutto è rimasto fermo e immobile per più di trent’anni nella messianica attesa di una nuova grande viabilità.
Occorre iniziare a pensare e a costruire un’alternativa possibile, una mobilità integrata a rete socialmente e  ambientalmente Sostenibile

di Eugenio Baronti *

Anche quest’anno, alla vigilia delle elezioni amministrative, è andata in scena la consueta rappresentazione della peggiore politica, che considera i cittadini come degli ingenui fessacchiotti a cui si può dare ad intendere e promettere di tutto. (continua…)

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Dalla Locride un esempio di civiltà

Dalla  Locride ,: dalla terra considerata  “della ‘ndrangheta” un esempio di civiltà .

 Associazione dei 42 Comuni della Locride

Comitato direttivo.

Siamo italiani. Ci sentiamo europei ma nello stesso tempo siamo consapevoli dei nostri legami indissolubili con tutti i popoli del Mediterraneo.

Il razzismo non fa parte della nostra civiltà che ha visto nei secoli un continuo e proficuo scambio con i popoli che si affacciano su questo nostro mare.

Quanto avviene a Lampedusa ci umilia e ci imbarazza .

Non è questa l’Europa che vogliamo, non è questa la nostra Italia.

La zona Jonica reggina è conosciuta perché, da tanto tempo, comuni come Riace e Caulonia, sono diventati modelli di accoglienza.

Una accoglienza che tende non solo a porgere la mano ai disperati che bussano alle nostre porte ma che ha, come obbiettivo di fondo, l’idea- certamente di non facile attuazione- di  far rinascere le campagne abbandonate ed i borghi disabitati grazie agli immigrati ed ai rifugiati.

Dinanzi a quanto sta succedendo a Lampedusa e sulle coste dell’Africa non restiamo indifferenti. Non ci giriamo dall’altra parte. (continua…)

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E’ iniziato a Capannori il percorso per promuovere una nuova civiltà dell’abitare socialmente ed ecologicamente sostenibile

Carta dei Valori 

cooperativa Borgo del Sole
Villaggio ecosolidale-cohousing di Capannori (LU)

Vogliamo costruire un Villaggio ecologicamente e socialmente sostenibile,  progettato e realizzato secondo i principi della bioarchitettura, utilizzando materiali ecologici e tecnologie dolci  e non energivore secondo le  tecniche innovative della bioedilizia, un villaggio energeticamente autosufficiente che utilizza solo fonti energetiche rinnovabili e pulite.
Vogliamo costruire una comunità aperta e solidale, accogliente e includente  che educa alla pace e alla non violenza, al rispetto degli altri, che preferisce la curiosità alla paura, che  promuove  una nuova cultura del vivere e dell’abitare improntata alla sostenibilità e a nuovi stili di vita più sobri, responsabili e consapevoli.
Vogliamo costruire una comunità di abitanti che vivono in alloggi privati ma che  hanno a disposizione  strutture, spazi e servizi comuni che favoriscono le relazioni e i rapporti umani e sociali, una comunità che ci libera dalla solitudine costruendo un forte legame intergenerazionale, uno scambio solidale e mutualistico di servizi,  un livello di vita comunitaria liberamente autodeterminato dalle diverse esigenze e sensibilità individuali.

Vogliamo costruire un Villaggio di cittadini che credono nel bene comune, nella cosa pubblica, nell’impegno civile, nella bellezza che da senso, gioia e qualità alla vita, che praticano e sperimentano forme di democrazia partecipata, che realizzano buone pratiche concrete che prefigurano nella organizzazione e nella gestione degli spazi e dei servizi, nei rapporti e nelle relazioni, un umanesimo nuovo e un altro mondo possibile. (continua…)

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La carta di Teano 150 anni dopo. L’italia che sognamo e che vogliamo costruire

1) E’ Italia che garantisce a tutti suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l’ambiente, a partire dai valori e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

2) E’ l’Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all’emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un’economia globale escludente e punitiva con i più deboli. Un paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale.

3) E’ l’Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. E’ il paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. E’ L’Italia della Co-Creazione , tra l’attività umana e questa Terra che ci è stata prestata.

4) E’ l’Italia che riduce i consumi, lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione, mentre combatte il riciclaggio del denaro “sporco”. E ‘ il paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare.

5) E’ l’Italia dei mille prodotti tipici, della biodiversità agricola, gastronomica, culturale. E’ il paese dalle mille reti solidali tra produttori e consumatori , che costruiscono ogni giorno un altro mercato, equo e solidale, con il lavoro e l’ambiente. (continua…)

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Una recensione del libro “la società dei Beni Comuni” di Carla Ravaioli pubblicata su Liberazione

di Carla Ravaioli

Non molti decenni fa l’acqua era un bene abbondante, un bene gratuito, un bene di tutti. Oggi quasi un milione e mezzo di italiani hanno votato il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, e la sua immissione
sul mercato come un manufatto o un materiale raro; in tal modo peraltro inserendosi in una vastissima e complessa battaglia su questa materia, in cui molti popoli dei paesi più diversi sono impegnati.
Che cosa è accaduto negli ultimi trenta-quarant’anni a determinare questa situazione? Molte cose sono accadute. Gli umani si sono moltiplicati: ai primi del ’900 erano circa un miliardo e mezzo, oggi sono quasi sette miliardi, e si parla di 9,2 miliardi per il 2050. Ciò nonostante secondo gli esperti l’acqua del mondo sarebbe ancora sufficiente a soddisfare i bisogni di tutti, se per buona parte non fosse inquinata dall’attività industriale, anch’essa vertiginosamente aumentata e diffusa su tutto il globo; e se l’agricoltura, ancora non molto tempo fa praticata secondo saperi quasi immutati da millenni, non fosse stata anch’essa industrializzata, con una crescita esponenziale
del fabbisogno d’acqua e insieme un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi; cioè con un progressivo inquinamento dell’intero sistema idrico, e conseguentemente del pianeta Terra. Che il mercato abbia colto in questi fatti un’occasione d’oro, e si sia affrettato a imbottigliare questo elemento indispensabile, ma non più così abbondante né
incontaminato, rilanciandolo come elisir di lunga vita e perfino garanzia di bellezza, non può stupire: la vicenda si iscrive, in modo del tutto omogeneo e funzionale, nel progressivo imporsi del mercato quale indiscussa priorità e referente dell’intero agire sociale. (continua…)

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Vendola, i cantieri e le carriole. Un documento politico di rete@sinistra

14 agosto 2010 il manifesto

Non c’è bisogno di argomentare più di tanto il disastro della situazione politica italiana: il centrodestra attraversa una crisi che si sarebbe tentati di definire morale se i personaggi non fossero aldilà della categoria stessa dell’etica. È in crisi casomai la loro serena immoralità, così “moderna”. La privatizzazione della politica e dello stato. Il ritorno diffuso al vincolo di fedeltà personale al signore. E nelle fabbriche l’imprenditore “illuminato” ripropone il lavoro servile, privo di diritti e di cittadinanza. Possibilmente privo anche di salario. La democrazia non c’entra con il lavoro, il sindacato moderno è l’ufficio personale esternalizzato dell’azienda, il conflitto è con gli altri produttori sul mercato, non nella fabbrica – grande famiglia nella quale qualcuno comanda e qualcun altro obbedisce. Sempre la figura servo-padrone. Armoniosa. (continua…)

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Ci vediamo a Teano senza teste coronate nè garibaldini.

Questa volta, né teste coronate né garibaldini. A Teano, dal 24 al 26 ottobre, si ritroveranno storici ed economisti, ma soprattutto sindaci, amministratori locali e rappresentanti dell’associazionismo. Convocati da Paul Ginsborg, don Ciotti e Tonino Perna, punteranno a stringere un nuovo patto per l’Italia. A 150 anni dall’incontro tra l’Eroe dei due mondi e Vittorio Emanuele II, un convegno tenterà il punto sull’Unità d’Italia, poi toccherà all’altra economia per lanciare una piattaforma Sud-Nord fondata sulla finanza etica e il commercio solidale. Tra le adesioni: Libera, Avviso pubblico, Fondazione Banca Etica e Fa’ la cosa giusta. In tempi di federalismo fiscale c’è di che discutere.

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Non solo un massacro sociale, la manovra del governo uccide il nostro paesaggio e devasta l’ambiente

Insostenibile e inaccettabile sia dal punto di vista sociale che ambientale, questa manovra  va battuta, bisogna mobilitarci per sconfiggerla prima che sia troppo tardi e produca guasti sociali e ambientali irreparabili.  Vi segnalo e riporto qui di seguito un articolo di Salvatore Settis che ritengo utile  e importante. buona lettura

La manovra uccide il nostro paesaggio     SALVATORE SETTIS

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La “manovra” del governo che in nome del federalismo mette in ginocchio le Regioni, e senza affrontare i nodi della corruzione e dell´evasione fiscale taglia selvaggiamente sanità, ricerca, scuola sta facendo un´altra vittima: il nostro paesaggio

Un´ecatombe annunciata già nel decreto-legge, che prevedeva (come ho scritto il 31 maggio in queste pagine) una forma aggressiva di silenzio-assenso sulle autorizzazioni paesaggistiche, annullando di fatto le garanzie del Codice dei Beni Culturali (varato nel 2004 da un governo Berlusconi).

(continua…)

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