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DOCUMENTO UNITARIO PER UNA POLITICA INNOVATIVA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Di seguito il testo del documento unitario uscito dall’Assemblea regionle di Capannori del 16 novembre 2013 .

Mercoledi 4 dicembre alle ore 15,30 una delegazione del coordinamento unitario incontrerà per un’audizione la sesta Commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale della Toscana

L’ Assemblea regionale promossa dal Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti che si è tenuta sabato 16 novembre 2013, presso l’auditorium di Capannori,  ha registrato una larga partecipazione di amministratori, ambientalisti, esponenti delle forze politiche e cittadini che dopo un ampio confronto hanno condiviso questo documento centrato su 9 punti che se accolti  potranno rappresentare  quella svolta necessaria  per superare i limiti e i ritardi culturali e politici dell’attuale proposta di Piano.

1) Trasparenza e percorsi democratici reali

Un autentico processo democratico, presuppone un percorso di ascolto e di confronto reale con i cittadini che deve necessariamente prevedere anche la possibilità di apportare delle modifiche al piano. Se i piani interprovinciali (proposti o approvati) sono considerati immodificabili, se non si può cambiare niente, se, come chiede CISPEL Toscana, il Piano deve garantire la salvaguardia rispetto ai contratti e autorizzazioni già in essere  non introducendo nessuna interferenza che potrebbe rallentare o fermare i processi in corso, allora ci troviamo di fronte, non ad un processo democratico partecipativo, ma ad un’imposizione forzata da parte di una rete di interessi e rendite di posizioni economiche e politiche strutturate e consolidate che ha esautorato la politica e le istituzioni, democraticamente elette, dalla possibilità di compiere quelle scelte strategiche che le competono. Il primo cambiamento che chiediamo nella gestione dei rifiuti è quello di iniziare a rispettare le regole, la programmazione e le leggi, da anni sistematicamente disattese e, per cambiare passo ed indirizzarci nella direzione giusta, verso la strategia rifiuti zero, è indispensabile un rinnovamento profondo della classe dirigente di un sistema che ha largamente dimostrato di essere incapace di autoriformarsi, è necessario ed urgente l’immissione di forze nuove, idee e culture  fresche ed innovative, nel sistema di gestione toscano per riformarlo e renderlo moderno ed efficace. (continua…)

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Relazione introduttiva all’Assemblea regionale sul Piano dei rifiuti. Capannori 16 novembre 2013

di  Eugenio Baronti

Il Piano regionale proposto e inviato per la sua adozione in Consiglio regionale, se letto a se stante, al di fuori del contesto del sistema di gestione dei rifiuti Toscano e della cultura politica dominate che lo supporta e lo legittima, potrebbe apparire un notevole passo avanti rispetto al passato, quella svolta necessaria che tutti noi chiedevamo e auspicavamo ma che invece, concretamente, a mio avviso non c’è stata.  Come ha largamente dimostrato il Vecchio Piano regionale approvato nel 1998 o, peggio ancora,  il PRAA del 2007, non basta scrivere dentro un Piano degli obiettivi ambiziosi per poterli poi concretamente raggiungere, non bastano le parole e le buone intenzioni a rimuovere culture, comportamenti, interessi e rendite di posizioni economiche e politiche strutturate e consolidate,  ci vuole di più, molto di più, Ci sarebbe bisogno di predisporre degli specifici e dettagliati  piani di azioni in cui vengono descritte le fasi attuative, i risultati attesi e i tempi previsti, ci sarebbe bisogno di dare corpo e strutturare nuove soluzioni organizzative, rinnovare posizioni dirigenziali di stampo conservatore spesse prive del necessario coraggio e apertura mentale per rimettere in discussione una vecchia cultura politica che è responsabile dell’attuale sistema di gestione toscano inefficiente e superato, di stampo novecentesco.

Ci sarebbe bisogno di capire che fine fanno i piani interprovinciali presentati e, nel caso dell’ATO Centro, già approvati ed operativi. Il Piano regionale è sicuramente migliore e più moderno di quello dell’ATO Toscana Centro approvato nel dicembre del 2012 e con il relativo Piano d’Ambito già adottato, che diventerà operativo addirittura prima del Piano regionale. Il nostro giudizio su questo Piano è stato sostanziato in 5 osservazioni critiche e propositive presentate unitariamente, che ovviamente, non sono state prese in considerazione con la solita autosufficienza e arroganza. (continua…)

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Piano rifiuti regionale toscano: una svolta che non c’è

La montagna ha partorito il topolino. Che delusione il Piano regionale sui rifiuti, senza coraggio e senza lungimiranza, tuttoancora prigioniero di una vecchia e superata politica di gestione che resiste nonostante i grandi mutamenti intervenuti negli ultimi anni. Bene ha fatto il Sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro a prendere le distanze anche perché proprio a Capannori il Presidente Enrico Rossi e l’Assessora all’Ambiente Annarita Bramerini,  erano venuti per  annunciare una svolta nella politica regionale annunciando un Piano dei rifiuti innovativo. Il Presidente Rossi si era lasciato andare anche a qualche entusiasmo di troppo proclamando che il modello Capannori avrebbe ispirato il nuovo Piano regionale. Io, uscì un po’ scettico da quella conferenza capannorese, e chiesi subito il giorno dopo, con un intervento pubblico, che alle belle parole seguissero fatti concreti e invece nel Piano presentato non c’è traccia di una inversione di rotta che noi di SEL riteniamo necessaria e indispensabile. Come si fa a proporre un Piano con tre diversi scenari di dinamica di crescita dove il migliore ancora prevede al 2020 una produzione procapite annua di rifiuti di circa 600 Kg e addirittura il peggiore di 667%. In una conferenza stampa, di poche settimane fa, la Bramerini giustamente divulgò e valorizzò gli straordinari risultati ottenuti da Publiambiente in diversi comuni nella provincia di Firenze e Pistoia, dove si viaggia con percentuali di RD che superano il 90%, portò ad esempio positivo gli ottimi risultati delcircondario empolese- Valdelsa dove grazie al sistema di raccolta porta a porta sono riusciti a conferire in discarica nel 2012 solo 75 kg/ab/anno. (continua…)

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IL VERSO GIUSTO

Vorrei condividere con voi tutti/e questa mia riflessione politica che mi ha spinto a suggerire, come none per il laboratorio rifiuti del Forum Ambiente nazionale di SEL,  “verso rifiuti zero” non riprendendo invece lo slogan della campagna  “Rifiuti zero al 2020”. E’ un’insignificante questione puramente nominale ? No, secondo me  dietro c’è una impostazione politica simile nell’approccio alla questione ma diversa nella sua articolazione politico culturale e amministrativa. Mi spiego. Non vi nascondo i tanti dubbi e le perplessità che mi frullavano per la testa quando nel 2007, come assessore all’ambiente del comune di Capannori, dopo avere avviato un progetto graduale di transizione verso la messa a sistema della raccolta differenziata “porta a porta”, presentai in Giunta, accolta dal più totale scetticismo, al limite della  quasi ilarità di tutti gli altri assessori, sindaco compreso, la delibera di adesione, primo comune in Italia, alla strategia Rifiuti zero entro il 2020 . Ci avevo riflettuto sopra diversi mesi, condividevo l’approccio strategico complessivo ma mi sembrava azzardato dare una scadenza che già allora mi sembrava troppo vicina, adesso addirittura dietro l’angolo. Continuare a parlare di rifiuti zero entro il 2020 in un paese che ha fallito clamorosamente anche l’obiettivo del 65% al 31/12/2012, non mi sembra ne realistico ne tantomeno onesto intellettualmente. (continua…)

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assemblea pubblica regionale per cambiare il Piano di gestione dei rifiuti della regione Toscana

I limiti e i ritardi culturali del Piano regionale e le nostre proposte concrete saranno al centro  del confronto politico nell’ Assemblea pubblica di sabato prossimo 16 novembre dalle ore 9,00 in poi a Capannori LU, organizzata dal coordinamento regionale unitario per una politica innovativa nella gestione dei rifiuti che ha presentato unitariamente, nel 2012, osservazioni critiche al piano interprovinciale dell’ATO Toscana centro e all’ATO Toscana Costa, e osservazioni anche al Piano d’Ambito sempre della Toscana centro.

Questa assemblea, che ci auguriamo sia grande e partecipata, rappresenta un momento necessario per denunciare i limiti e i ritardi dell’attuale  sistema regionale di gestione dei rifiuti e l’inadeguatezza del Piano regionale che è stato inviato recentemente al Consiglio regionale per la discussione e l’approvazione. Noi questo piano lo giudichiamo inadeguato e vogliamo cambiarlo e sabato ne discuteremo insieme  indicando soluzioni e proposte  per renderlo un moderno strumento di indirizzo e di programmazione per attuare una svolta reale, per riformare l’attuale sistema toscano di gestione che, alla luce di un’attenta lettura dei risultati ottenuti, è del tutto inadeguato e inefficiente perchè colloca la Regione Toscana molto lontana dalle grandi regioni popolose del nord e lontana dall’Europa.

Un appuntamentopoliitico importante da non perdere perchè per la prima volta, ha raccolto tante adesioni trasversali a tutto il centro sinistra, ha allargato il confine del confronto politico facendo breccia tra tanti amministratori del campo PD. Sarà una straordinaria occasione di confronto politico che si concluderà con un documento unitario  con proposte di modifiche al Piano regionale. A seguire sotto potete leggere l’elenco delle adesioni fin qui pervenute.

Il sottoscritto avrà l’onore di introdurre i lavori e di coordinare l’Assemblea. (continua…)

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PER UN NUOVO SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI GESTIONE DEI RIFIUTI

Bozza di proposta di Eugenio Baronti

Noi di Sinistra Ecologia Libertà  crediamo che sia possibile fermare la crescita dei rifiuti e che sia altrettanto possibile iniziare a lavorare, non solo  per ridurla, ma anche per modificarne la composizione merceologica al fine di favorire strategie di raccolta differenziata, recupero, riutilizzo e riciclaggio.

Non siamo degli irresponsabili, noi non diciamo spegniamo subito tutti gli inceneritori perché farlo, senza aver creato e messo a regime sistemi alternativi, vorrebbe dire produrre un disastro ambientale senza precedenti. Noi vogliamo creare le condizioni per liberarci progressivamente dalla necessità degli inceneritori e della discarica iniziando da subito il lungo viaggio verso rifiuti zero.

Lo sviluppo di raccolte differenziate spinte possono convivere con impianti di incenerimento solo ed esclusivamente nella fase di transizione dal vecchio sistema a quello nuovo che rappresenta l’obiettivo di questa nostra proposta regionale e comunque, anche in questa fase, chiediamo la chiusura di tutti gli impianti obsoleti e di piccola taglia disseminati sul territorio regionale  che sono i più pericolosi e antieconomici. Nella fase di transizione per il trattamento dei rifiuti residui, è sufficiente un impianto per ogni area vasta, tecnologicamente avanzato con recupero energetico termico ed elettrico, con sistemi di sicurezza adeguati, un sistema di controllo in continua e con la possibilità di esercitare un controllo democratico da parte di un comitato di cittadini con libero accesso all’impianto e ai dati che devono essere sempre pubblici. (continua…)

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La relazione del tavolo di lavoro sul compostaggio istituito dall’Assemblea autoconvocata del 27 di agosto a Capannori

INDIVIDUAZIONE DELLA SOLUZIONE E DEL SITO OTTIMALE  PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO  NEL COMUNE DI CAPANNORI

RELAZIONE
L’assemblea del 27 agosto in cui si sono confrontati cittadini, forze sociali e politiche, non si è caratterizzata come un’assemblea contro l’impianto di compostaggio ma è stato un momento di confronto propositivo che ha ribadito  che l’impianto di compostaggio è irrinunciabile, necessario e urgente per la comunità capannorese e per quella della piana di Lucca.
Per noi rappresenta una scelta obbligata e di coerenza per una comunità che  ha saputo realizzare una radicale innovazione nel sistema di gestione dei rifiuti adottando su tutto il proprio territorio la raccolta differenziata “porta a porta”  e  buone pratiche virtuose per ridurre la produzione dei rifiuti, per educare e promuovere nuovi  stili di vita e nuovi modelli di consumo più responsabili e consapevoli.

Per uscire dall’attuale fase di stallo e per accelerare al massimo i tempi delle decisioni abbiamo riaperto il  confronto e attivato un percorso partecipato necessariamente breve e, a tale scopo, l’assemblea ha istituito questo  tavolo di lavoro con l’obiettivo di formulare una proposta che dovrà essere la più unitaria e condivisa possibile. (continua…)

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Il Rapporto sullo stato dell’ambiente di Capannori: in picchiata la produzione dei rifiuti dal 2005 al 2009

L’Assessore all’ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci ha reso noto il rapporto sull’ambiente del Comune di Capannori

La diminuzione della produzione di scarti scesa del 15,9% dal 2008 al 2009. Lo studio prende in esame anche aria, acqua, rumori, energia e mobilità

Una fotografia esatta della situazione relativa ai rifiuti, all’aria, all’acqua, all’inquinamento elettromagnetico, ma anche all’energia,  alla mobilità e al suolo.
E’ il ‘Rapporto sullo stato dell’ambiente di Capannori’ promosso dal Comune e realizzato da ‘Ambienteitalia’ per conoscere a fondo la situazione ambientale del territorio comunale e poter così mettere a punto politiche di salvaguardia sempre più mirate e rispondenti alle reali esigenze del territorio basandosi su dati  certi.Uno studio quasi giunto al suo compimento e del tutto nuovo finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dell’attivazione del Forum di ‘Agenda 21′.Il rapporto si compone di oltre 60 pagine e si suddivide in due grandi sezioni, una dedicata ai ‘Sistemi ambientali’,  l’altra ai ‘Fattori antropici’. La prima sezione analizza aria, acqua, suolo e sottosuolo, rumore e inquinamento elettromagnetico partendo dallo stato di fatto, parlando delle politiche portate avanti dall’amministrazione comunale e passando poi a riportare tabelle e grafici che fotografano le varie realtà ambientali secondo specifici indicatori. Nella parte dedicata ai fattori antropici si parla  poi di quegli aspetti   per i quali l’azione dell’uomo è maggiormente determinante, ovvero i rifiuti, l’energia, la mobilità e il traffico, ma anche gli insediamenti e le attività produttive.
(continua…)

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Capannori verso rifiuti zero. La relazione aggiornata al febbraio 2010

VERSO “RIFIUTI ZERO”

 

 ALESSIO CIACCI
ASSESSORE DEL COMUNE DI CAPANNORI ALLE POLITICHE AMBIENTALI, ALL’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO E ALLA PARTECIPAZIONE 

“A più riprese gli scienziati ci hanno avvertito che è in gioco la sopravvivenza della specie umana”  Don Lorenzo Milani “L’obbedienza non è più una virtù” (continua…)

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Intervento al convegno sulla gestione integrata dei rifiuti a Firenze organizzata dalla Commissione ambiente del consiglio regionale

 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA. IL CASO DI CAPANNORI Buongiorno, io dividerò questo mio intervento in due parti: la prima parlerò dell’esperienza vissuta come Assessore all’Ambiente a Capannori, la seconda invece in relazione alle nuove deleghe come Assessore Regionale alla  ricerca e alle politiche dei consumatori che non sono ovviamente estranei alle buone politiche e pratiche  di riduzione e di gestione  dei rifiuti, strettamente connesse ai nostri stili di vita, ai nostri comportamenti individuali e sociali al nostro modello di sviluppo e di consumo.Quando fui nominato Assessore nel Comune di Capannori , considerai l’arco di tempo di un mandato amministrativo più che sufficiente  per avviare e portare a conclusione  un percorso di transizione dal sistema ordinario tradizionale fondato sulla raccolta tradizionale filo strada con i cassonetti verso un nuovo sistema di raccolta differenziata spinta attraverso la modalità della raccolta domiciliare porta a porta, togliendo qualsiasi tipo di cassonetto sulle strade per  una raccolta differenziata integrale di tutte le tipologie di rifiuti. Una transizione che non poteva non essere graduale perché l’azienda, l’ASCIT spa, che gestisce il servizio nei sei comuni della piana di Lucca,  era, come tutte le aziende regionali,  sbilanciata a livello di organizzazione aziendale tutta sul  sistema ordinario tradizionale, con grandi investimenti fatti per dotarsi di una  strutturazione e di  un’organizzazione aziendale completamente automatizzata con i grandi mezzi monoperatore per svuotare  i cassonetti filo strada.Questo è il sistema che è vigente in tutta la Toscana ed  è chiaro che passare ad un altro sistema presuppone un’altra organizzazione aziendale, altri  mezzi con caratteristiche e dimensioni completamente diversi. Abbiamo  cominciamo con le due più grandi frazioni del nostro Comune: 10 mila abitanti e circa 700 utenze non domestiche, aziende commerciali, artigianali, industriali e di servizi.La raccolta porta a porta comporta profondi cambiamenti radicali nei comportamenti quotidiani delle famiglie e, quando si fanno questi cambiamenti che vanno ad incidere su comportamenti consolidati, è chiaro che non è mai un percorso semplice e scontato privo di ostacoli e resistenze.     Abbiamo avuto anche noi le nostre difficoltà iniziali che sempre si incontrano quando si fanno questi cambiamenti: opposizione organizzata di una parte dei cittadini,  inevitabili strumentalizzazioni politiche, la pigrizia e le paure della politica per un cambiamento che richiede grandi sforzi, energie umane e finanziarie, i dubbi e le perplessità delle aziende e delle diverse categorie, la naturale resistenza dei cittadini di fronte a cambiamenti di abitudini e comportamenti consolidati. Consapevoli delle difficoltà,  abbiamo messo in piedi un percorso capace di coinvolgere i cittadini, perché è chiaro che la raccolta porta a porta si fonda esclusivamente sul consenso e sulla partecipazione, se non si realizzano queste precondizioni essenziali non c’è possibilità di raggiungere buoni risultati. La questione del consenso e di un percorso partecipato e democratico per costruirlo credo che sia la base fondamentale del successo o meno di un’impresa come questa, quindi, abbiamo dato vita ad un percorso molto interessante che ci ha permesso di parlare e d’incontrare moltissimi cittadini, andando noi a cercarli nei loro luoghi naturali di incontro, nelle botteghe, nei bar, nei circoli parrocchiali, ovunque,  non abbiamo fatto solo assemblee pubbliche perché sappiamo che fasce consistenti di popolazione  non le coinvolgeremo mai con questi strumenti, noi ci siamo posti il problema di come riuscire a parlare e informare  quella parte maggioritaria della popolazione, gli invisibili,  coloro che non leggono  giornali, che non frequentano assemblee, che sono diffidenti e ostili nei confronti della politica, le casalinghe, i pensionati, quelli che poi dovranno essere i protagonisti, il punto di partenza di questo nuovo sistema. E’ stato  un lungo percorso che ci ha permesso di confrontarci con persone che non avevamo mai incontrato e con cui non avevamo mai parlato ed è stata una esperienza  importante soprattutto perché ha contribuito a creare un forte consenso popolare. Quando si sono rimossi  i cassonetti dalle piazze, davanti alle scuole, davanti alle chiese, dai parcheggi e si sono bonificate e pulite le aree liberate dai rifiuti dispersi nelle zone circostanti, le frazioni hanno assunto una nuova immagine, più pulita e  il cambiamento è apparso chiaro a tutti, evidente. Svegliarsi un bel mattino e non vedere più quella presenza tanto ingombrante quanto degradante, quella lunga fila di cassonetti e trovare spazi liberi e puliti, fa a tutti un bell’effetto, è l’elemento che fa la differenza produce quel salto di qualità che porta consenso e fa cambiare idea a tanti, contribuisce a far vincere e superare dubbi, perplessità, paure e diffidenze.       Un aspetto originale della nostra esperienza è quello di non avere ridotto la raccolta porta a porta ad una pura e semplice  modalità organizzativa della raccolta dei rifiuti ma ad una buona pratica inserita dentro un percorso e dentro una strategia complessiva di eco-efficienza, di educazione ambientale e ad un  consumo critico e consapevole,  perché, è chiaro, sarebbe un’azione monca e del tutto insufficiente focalizzare l’attenzione solo sull’aspetto della raccolta dei rifiuti senza  rimettere in discussione un modello di sviluppo e di consumo insostenibile, stili di vita profondamente sbagliati indotti da una campagna pubblicitaria del sistema mediatico aggressiva e forsennata che istiga allo spreco, ci riduce a macchine inconsapevoli e irresponsabili di consumo per il consumo che sono la ragione prima del costante aumento della montagna di rifiuti che quotidianamente produciamo.Quindi, il porta a porta va inserito in questo contesto e in questo quadro di buone pratiche virtuose per la riduzione dei rifiuti perché questo è l’obiettivo prioritario, anche le direttive europee e le politiche della  Regione Toscana vanno in questa direzione.  Siamo riusciti a costruire un forte consenso popolare, grazie anche ad un’ottima qualità del servizio e delle prestazioni offerte, gli atteggiamenti dubbiosi e diffidenti della prima ora  sono stati superati e il risultato consolidato è stato superiore ad ogni nostro desiderio e previsione: l’82% di raccolta differenziata. Dopo questa partenza tutto è stato più semplice, il percorso successivo è stato in discesa e anche se, qualche scettico continuava a dirci  che il successo era dovuto solo alla limitatezza del numero delle frazioni e degli abitanti coinvolti. Abbiamo esteso il servizio ad altre frazioni con livelli e tipologie di urbanizzazione completamente diverse ed anche lì abbiamo consolidato la percentuale dell’82%. L’estensione prosegue anche oggi e si completerà entro il 2008. Oggi siamo a circa 29 mila abitanti coinvolti sui 45 mila del Comune e più di 2.500 aziende, la più grande zona industriale di Capannori che è anche la zona industriale di Lucca con oltre 2 milioni e mezzo di superficie di capannoni industriali e artigianali tutti serviti con un servizio di porta a porta calibrato sulle specifiche esigenze di ogni singola azienda I risultati sono straordinari, prima le vie con i cassonetti si trasformavano in discariche a cielo aperto e costringeva l’ azienda ASCIT  ad intervenire anche 2 – 3 volte al giorno, oggi i conferimenti impropri sono finiti con un beneficio anche da un punto di vista ambientale non indifferente.     Non ci fermeremo qui, ovviamente, il progetto è quello di completare la fase di transizione per arrivare a completare l’intero Comune di Capannori con 45 mila abitanti e passare poi nel 2009, alla tariffazione puntuale, per cui ogni cittadino non pagherà più in base ad una produzione presunta di rifiuti, al  numero dei componenti il nucleo familiare e ai metri quadri della casa in cui abita, ma pagherà  in base ai rifiuti che conferirà, in questo modo potremo attivare una tariffa che premia i cittadini responsabili e virtuosi e punisce invece e disincentiva i comportamenti  irresponsabili. Credo, inoltre che vada sottolineato la grossa forza e potenzialità educativa della RD porta a porta. Nel sistema tradizionale del sacco nero dove si butta tutto c’è insita una totale deresponsabilizzazione del cittadino perchè la gestione dei rifiuti è un problema delegato ad altri che non lo riguarda, il cittadino si limita a buttare tutto dentro un unico contenitore con movimenti  quasi meccanici, automatici, istintivi, non vede e quindi non è consapevole nemmeno di quello che gli passa per le mani, prende un prodotto lo scarta e lo butta,  quando invece si è costretti a soffermarsi, anche solo per un attimo, per vedere e capire in quale contenitore gettare il rifiuto se in quello bianco, in quello blu o in quello marrone, quando si deve decidere dove metterlo, in quel momento  si è nella condizione di vedere  e di riconoscere quello che ci passa tra le mani e allora si può anche cominciare a pensare che di alcuni prodotti, confezionati con materiali accoppiati non separabili e riciclabili, se ne può fare anche a meno, si può anche smettere di comprali e sostituirli con un altri  equivalente e, in questo modo, si possono innescare meccanismi virtuosi, favorire cambiamenti nei comportamenti e nei consumi dei cittadini.L’aspetto più importante che io metto al primo posto della raccolta differenziata è quello della sua grande forza educativa, rappresenta una grande opportunità per  produrre un maggior senso civico ed una maggiore responsabilizzazione dei cittadini.Guardate che se noi non si ricostruisce senso di responsabilità e senso civico nel cittadino non si va da nessuna parte, non c’è possibilità alcuna che le tecnologie da sole possano bastare a salvarci. L’uomo nasce ancora oggi con una testa e con le braccia, il porta a porta costringe il cittadino ad usare la propria testa e le proprie braccia, si fonda sulla sua collaborazione, sulla sua partecipazione perché il nuovo sistema comincia  proprio con l’uso delle braccia e delle mani degli uomini e delle donne.      Altra questione che voglio affrontare è quello dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo delle migliori tecnologie disponibili per la valorizzazione delle materie seconde differenziate per promuovere,  sviluppare e potenziare la filiera industriale del riciclaggio, del recupero e del riutilizzo. Già oggi sono tante le aziende che operano  in Toscana in questa direzione, alcune le abbiamo viste qui stamani, ce ne sono altre e  su tante tipologie dei rifiuti e credo che questo debba essere ulteriormente potenziato, rappresenta un elemento fondamentale strategico per lo sviluppo delle raccolte differenziate.Guardate che il nuovo  sistema non porta solo un maggior senso civico e responsabilizzazione dei cittadini ma tende a responsabilizzare maggiormente le aziende stesse perché è chiaro che un consumo consapevole condiziona la domanda e di conseguenza riesce ad influenzare e condizionare anche l’offerta, può responsabilizzare  la distribuzione e il consumo perché con la RD domiciliare generalizzata si ha il controllo su tutte le tipologie d’imballaggio, si possono individuare facilmente quelli  che creano problemi nella differenziazione e nel recupero, mentre nella raccolta  tradizionale indifferenziata finalizzata alla  discarica o all’inceneritore questo aspetto non emerge rimane nascosto ed è indifferente tanto tutto va alla distruzione. Un esempio concreto: quando è stato commercializzato, da una azienda, una confezione per la distribuzione del latte in tetrapak con  il tappo e la calotta in plastica  questa pessima idea ha messo in crisi un sistema di selezione automatica che esisteva alla Revet di Pontedera,  perché i sensori che rilevavano il tetrapak non riuscivano più a separare correttamente, bastano piccoli interventi che possano apparire insignificanti per  mettere in crisi un sistema e di contro basta una  piccola modifica o accorgimento per  favorire enormemente la differenziazione ed il recupero.E’ necessaria una maggiore attenzione e maggiore senso di responsabilità sociale ed ambientale delle imprese e del mondo della distribuzione e commercializzazione, la si può raggiungere con un efficace sistema di incentivi e disincentivi, di premialità e sanzioni, con  campagne di educazione al consumo critico e consapevole.         Se questi comportamenti responsabili sono limitati a pochi cittadini  non succede niente, nessuno se ne accorge, se invece sono milioni a praticarlo, esercitando autonomia di scelta e senso critico quando scelgono i loro  prodotti sugli scaffali del supermercato, allora si possono innescare processi virtuosi di responsabilizzazione indotta costringendo i produttori ad  adeguarsi ad una domanda più qualificata e responsabile se non vogliono rischiare di  perdere il mercato.Quindi questi processi virtuosi nascono in questo quadro il cui perno è la raccolta differenziata e se questa esperienza è stata possibile a  Capannori vi posso garantire che è possibile dappertutto. Capannori è sempre stato considerato da tutti  un Comune conservatore, chiuso, con un’atavica  paura ai cambiamenti. Non è facile ma è possibile se si vuole lo si può fare e se non lo si fa è perché non lo si vuole fare. E’ necessario non lasciare niente al caso ed organizzare la transizione al nuovo sistema con la massima attenzione e accuratezza perché  ogni problema sia  affrontato e gli sia  data una risoluzione. Importante è la formazione degli operatori, perché una cosa è guidare il camion automatizzato, una cosa è andare col piccolo mezzo a fare la raccolta differenziata ed essere capaci di relazionarsi direttamente con i cittadini, essere in grado di rispondere alle loro domande, c’è necessità di avere un gruppo di operatori motivato, quindi niente va lasciato al caso.Chiudo dicendo che un’altra questione importante da non sottovalutare soprattutto  in questo momento è la ricaduta positiva da un punto di vista occupazionale del sistema di raccolta differenziata domiciliare. In soli due anni sono aumentati nella sola azienda ASCIT, 24 posti di lavoro e questa esperienza ha avuto un effetto benefico contagioso, oltre  Capannori altri comuni della Piana lucchese, quello di  Porcari, Altopascio, Montecarlo, Villa Basilica, passeranno entro la primavera e l’estate al porta a porta, quindi un contagio positivo con potenzialità occupazionali importanti. La forza dell’esempio è propulsiva è nettamente superiore alle  belle parole, appelli  o nobili intenzioni, questo  contagiato ha trascinato tutti, sia amministrazioni di Centro Sinistra sia di Centro Destra, quindi il consenso conquistato sul campo ha fatto superare anche quelle divisioni e strumentalizzazioni politiche iniziali..Chiudo dicendo che quest’esperienza viene portata avanti in perfetta sintonia e continuità dall’Assessore Alessio Ciacci che mi ha sostituito  da quando sono in Regione.      Ovviamente non è che adesso ho abbandonato una battaglia politica culturale che dura da anni e mi ha visto sempre presente, oggi seguo tutto l’aspetto delle politiche dei consumatori e stiamo approntando iniziative, campagne e buone pratiche  per favorire ed affermare un consumo critico, consapevole e sostenibile. Vorrei portare un esempio di come una piccola buona pratica possa produrre profondi cambiamenti nei comportamenti dei cittadini:  nel mio paese proprio da 20 giorni funziona un distributore del latte fresco, davanti alla scuola elementare a 300 metri dalla stalla, un allevatore che stava chiudendo perché oggi  i  produttori di latte sono in profonda crisi per il latte proveniente dall’estero a pochi centesimi il litro che non sono più sufficienti a fare sopravvivere una azienda. Questo allevatore ha creduto  in una nostra  proposta di sperimentare la filiera corta nella distribuzione del latte, ha investito 80.000 euro per mettersi nelle condizioni igenico autorizzative per poter vendere il latte crudo direttamente al consumatore, il Comune ha messo a disposizione un distributore automatico dentro una piacevole struttura in legno , la risposta dei cittadini è stata a dir poco straordinaria 600 litri il girono di latte venduto con tanti cittadini che ogni giorno se ne vanno con la bottiglia vuota perché esaurito, l’allevatore ha acquistato altre 15  mucche da latte. Il cittadino acquista il latte ad 1 euro al litro  risparmiando  32 centesimi ed acquista un prodotto di qualità che arriva direttamente dalla stalla vicina, riscoprendo un sapore e un profumo antico.Nel contempo si contribuisce a ridurre la produzione di rifiuti di 600 confezioni di tetrapak al giorno. Guardate che i cittadini sono più maturi di quello che si pensa, se gli si offre la possibilità di scegliere sanno scegliere con intelligenza molto di più di quello che noi pensiamo; chiudo dicendo un’ultima cosa:  dovremmo affrontare tutta questa grande sfida della riqualificazione del nostro modello di sviluppo, di un modello di consumo e stili di vita sostenibile potenziando la  ricerca e non solo per nuovi processi industriali di valorizzazione delle materie seconde ma anche per soluzioni che tendono a ridurre la produzione dei rifiuti, migliorare l’organizzazione e la sostenibilità economica della gestione e della raccolta domiciliare dei rifiuti, perché tutto questo ci permetterà non solo di consolidare ed estendere questi risultati ma addirittura di migliorali per il prossimo futuro. Grazie          

FABIO ROGGIOLANI – PRESIDENTE COMMISSIONE SANITÀ

…nell’economia di questa discussione io ti faccio una domanda solo su questo perché in uno dei passaggi stamattina Sbandati ha fatto un riferimento ai  maggiori costi del porta a porta. Questa è una questione non irrilevante rispetto anche alla vicenda generale delle decisioni che dobbiamo assumere, è bene capire in linea di massima quante risorse ci vogliono, Sbandati ha detto se si vuole fare il porta a porta in Toscana occorrono ogni anno 100 milioni di euro in più; ecco allora dal momento che questa è stata un’affermazione precisa, chiara e che ovviamente è stata anche riutilizzata, io ti domando, dal momento che tu ne hai un’esperienza diretta, quindi conosci esattamente la vicenda, ti domando, ci puoi dare da questo punto di vista un elemento che penso sia utile a tutti quanti per chiarire, se è un maggiore investimento solo iniziale, dopo  a regime quanto costa il sistema , insomma, voi a Capannori avete piena cognizione di quello che è avvenuto, prego. EUGENIO BARONTI, ASSESSORE REGIONALE     Il sistema di raccolta porta a porta ovviamente costa di più del sistema tradizionale, questo non significa  assolutamente che  allora è insostenibile da un punto di vista economico. Il sistema si auto-finanzia col risparmio del conferimento, è chiaro che per  quei Comuni che hanno un impianto sul loro territorio ed hanno costi di conferimento molto bassi, per loro il passaggio al porta a porta, nell’immediato,  comporta un aumento dei costi, però, anche in questi casi, e non sono tanti in Toscana, se non si è miopi e si pensa anche al futuro prossimo e all’ inevitabile esaurimento delle discariche la diminuizione del conferimento di fatto allunga di tanti anni la vita stessa dell’impianto e questo è indubbiamente un fattore importante da tenere presente nella valutazione. Nella provincia di Lucca, ma non è ovviamente la sola, il costo di conferimento è molto alto e in continuo e costante aumento, già oggi ha superato le 155 euro a tonnellata, allora si può dimostrare, conti alla mano, che la transizione al nuovo sistema si autofinanzia per conto proprio senza nessuna risorsa aggiuntiva. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che tutto il multi-materiale: lattine, vetro, plastiche, tetrapak e ecc. invece di pagare 155 euro a tonnellata per conferirlo all’impianto di smaltimento differenziandolo abbiamo azzerato  questi costi e addirittura in certi periodi abbiamo ottenuto  ricavi;     sulla carta ovviamente il ricavo e i benefici sono più evidenti per tutti. Il nostro punto debole è l’organico perché ancora dobbiamo costruire l’impianto di compostaggio, in questo momento lo conferiamo ad altri impianti ad un prezzo che tende ad aumentare e che attualmente si aggira attorno alle  75 euro a tonnellata, comunque la metà di quello che avremmo dovuto pagare conferendolo in maniera indifferenziata in discarica. Qui ovviamente ci sono margini di miglioramento per abbattere i costi.Nel 2007 , con il porta a porta a regime in solo due frazioni (10.000abitanti) abbiamo risparmiato circa 750.000 euro di conferimento.Questi soldi  sono stati investiti per acquistare i piccoli mezzi a metano per fare la raccolta porta a porta, l’assunzione e quindi gli stipendi in più degli operai necessari, i costi della campagna informativa. Ora siamo al terzo lotto di estensione, il primo e secondo lotto abbiamo fatto tutto senza che Comune e azienda ci mettessero un centesimo di risorse aggiuntive, tutto è stato  auto-finanziato col risparmio di conferimento. Abbiamo successivamente partecipato al bando Regionale  per il sostegno alla raccolta porta a porta e abbiamo ottenuto  un finanziamento per far partire il terzo ed il quarto lotto, il terzo è già partito, il quarto partirà in autunno per l’estensione che completerà tutto il territorio comunale. E’ chiaro che chi ha un costo di conferimento basso, perché ha la discarica o l’impianto in casa, la situazione è diversa, però la situazione di gran parte dell’Italia, di gran parte della Toscana ha costi di conferimento alti e quando si supera le 120 – 130 euro a tonnellata, ma anche 110, il porta a porta è sostenibile da un punto di vista economico, quando si supera i 150 euro a tonnellata addirittura diventa il sistema di gran lunga più economico.Bisogna anche tenere conto dei costi iniziali, di avviamento del nuovo sistema, altra cosa sono i costi a regime. Comunque a Capannori con il primo e secondo lotto  abbiamo risparmiato, rispetto all’anno precedent,e 33.000 euro, sono pochi è vero, però abbiamo creato posti di lavoro ed abbiamo iniziato a cambiare in maniera radicale il sistema di gestione dei rifiuti, abbiamo restituito spazi e luoghi più puliti ai cittadini..Un’avvertenza a questo punto si rende necessaria,  prima io, adesso il nuovo Assessore Ciacci, abbiamo ricevuto tanti amministratori di diversi comuni toscani e non, e abbiamo potuto constatare che in certi casi, purtroppo non isolati, sono stati proposti progetti che qualcuno li ha definiti      progetti killer, cioè fatti apposta per dimostrare che il porta a porta non è fattibile perché non  sostenibile economicamente.Oggi, sono  talmente tante le esperienze consolidate in un migliaio di comuni italiani che per fare progetti fattibili e sostenibili non occorrono più nemmeno grandi e qualificati esperti, basta rivolgersi a chi ha esperienza di gestione in merito acquisita sul campo come ad esempio l’ASCIT.Con il  primo lotto anche noi abbiamo fatto ricorso a un  contributo e  competenze esterne, ma il secondo, il terzo, il quarto lotto sono stati realizzati in casa, mettendo a frutto l’esperienza tecnica acquisita.

 Un’avvertenza importante: non esiste un progetto valido per tutte le situazioni, generalizzabile, il  porta a porta è come un vestito che va cucito addosso rispettando le caratteristiche urbanistiche, le diverse tipologie e specificità dei luoghi. Una cosa è se si tratta di una zona rurale, collinare o montana, altra cosa è una  periferia o un centro storico medioevale, il  progetto deve essere mirato e cucito sulle diverse specificità territoriali  Se si guarda oggi al panorama italiano dei comuni in cui si pratica la metodologia di raccolta domiciliare porta a porta ci sono esperienze consolidate ovunque, dai paesi di montagna a  quelli collinari, nelle periferie di grandi città, nei centri storici, c’è ormai  un’esperienza e una conoscenza consolidata ed anche competenze diffuse per  permettere a tutti di avere elementi di comparazione e di raffronto per evitare di essere presi in giro da presunti esperti.

 

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Rifiuti Zero

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MEETING INTERNAZIONALE: Rifiuti zero a Capannori entro il 2020: I primi atti del convegno

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sono state due giornate storiche per Capannori, una grande partecipazione e soprattutto un convegno di grande qualità con interventi concreti e qualificati.
hanno partecipato al Convegno:
GIORGIO DEL GHINGARO Sindaco di Capannori
PAUL CONNET professore emerito della Saint Lawrence Univerity (NY)
ERIC LOMBARDI direttore rivista ECO-CYCLE (USA)
ENZO FAVOINO Scuola Agraria del Parco di Monza
EUGENIO BARONTI Assessore Regione Toscana
ROSSANO ERCOLINI Coordinatore Rete Nazionale Rifiuti Zero
JEFFRY MORRIS Economista USA
RICK ANTONY Consulente “ZERO WASTE” San Diego California
ALESSIO CIACCI Assessore Ambiente Comune di Capannori
MAURA CAVALLARO Assessore Ambiente Provincia di Lucca
TIZIANO BIANCONCINI Presidente ASCIT SpA
SANDRO INTOTARO Delegato sindacale ASCIT
BEPPE BANCHI Commissione Campi Bisenzio per la verifica sulle alternative agli inceneritori
JOAN MARC SIMON Global Alleance Ingnerator Alternatives Bruxelles
HIVAYLO HLEBAROV BankWatch Bulgaria
GIANLUCA FIORETTI Presidente Associazione Comuni Virtuosi
CARLA POLI Centro riciclo Vedelago
ROBERTO CAVALLO Presidente cooperativa ERIKA
ATTILIO TORNAVACCA Ente Studio Pianificazione Ecosostenibile rifiuti                   ROBERTO MUSACCHIO parlamentare europeo Sinistra Europea
STEFANO MONTANARI Ricercatore
PATRIZIA GENTILINI Oncologa
JOAN MARC SIMON Ass. GAIA Europa
Collegato in video conferenza un intervento di BEPPE GRILLO

sotto potete scaricare i documenti dei relastori, presto quando saranno trascritti verranno pubblicati anche tutti gli interventi compreso quello di Eugenio Baronti svolto a braccio.

Breve cronistoria di un’utopia che si trasforma in realtà brevecronistoria1.pdf
Zero Waste millionaires a new business approach to buiding ZW communities di Enric Lombardi microsoft-powerpoint-italy-zw-millionaires.pdf
Municipal waste generated per capita wastelegislation1.pdf
EU legislation for 21st. Century Waste framework directive eulegislation1.pdf
Analisi delle iniziative di riduzione e riciclo in Europa ed in Italia di Dott. A. Tornavacca iniziative-di-riduzione-e-rd-dei-rifiuti-esper.pdf
facilities1.pdf
Lettera inviata dall’ASCIT alle famiglie capannoresi letterafamiglie01-20081.pdf 
Purtroppo la presentazione in Power point dell’ASCIT SpA non riesco a scaricarla per problemi tecnici in seguito riproveremo e comunque è possibile scaricarla dal sito del comune di Capannori.
Una relazione aggiornata di Eugenio Baronti
 relazione-capannori-verso-rifiuti-zero-2020.doc

 

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Relazione: Capannori rifiuti zero nel 2020

rifiuti1.jpgQuesta relazione fa il punto sullo stato di attuazione del processo di transizione dal sistema ordinario tradizionale di gestione dei rifiuti al nuovo sistema domiciliare “porta a porta” l’ho scritta poco prima di lasciare il Comune di Capannori per assumere l’incarico di Assessore Regionale alla Casa, all’edilizia sostenibile, alla Ricerca, Università e tutela dei consumatori e utenti.

L’ultima parte, la scheda riepilogativa della situazione è stata aggiornata a fine febbraio 2008. L’aggiornamento è stato curato dall’attuale Assessore all’ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci che mi ha sostituito e, con grande competenza, determinazione e passione, sta portando avanti il progetto “Capannori Verso Rifiuti Zero”

Un ringraziamento particolare al Sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro per avere sempre creduto e appoggiato il progetto, all’ azienda ASCIT SpA Servizi Ambientali, a tutti i suoi operatori, impiegati e dirigenti, all’instancabile e prezioso Alessandro Bianchi responsabile del servizio PaP, all’ing. Lorenzo Matteucci, a tutti grazie per il grande spirito di collaborazione dimostrato nei 3 anni in cui sono stato Assessore all’Ambiente al Comune di Capannori,

Un grazie particolare e sincero all’ex Presidente ASCIT Carlo Pierotti per l’ottimo lavoro svolto e per gli straordinari risultati raggiunti. Lo ringrazio perché abbiamo vissuto una bella esperienza lunga tre anni, in cui abbiamo creduto e realizzato insieme, con identica passione, un ambizioso progetto. Abbiamo condiviso fin dall’inizio angosce, dubbi e paure di non riuscirci e, insieme, abbiamo assaporato la gioia e la grande soddisfazione di avercela fatta, di aver raggiunto obiettivi straordinari ben oltre le nostre più rosee ottimistiche previsioni.

Abbiamo contribuito con fatti concreti a dimostrare che un’altra politica di gestione dei rifiuti è possibile e realizzabile in tempi brevi.
Un augurio altrettanto sincero di buon lavoro al nuovo Presidente ASCIT Tiziano Bianconcini

Eugenio Baronti

RELAZIONE: CAPANNORI VERSO RIFIUTI ZERO

Capannori 28/06/2007

A Capannori è iniziato il percorso verso i rifiuti zero entro il 2020 che rivoluzionerà non solo la modalità della raccolta dei rifiuti ma cercherà di modificare comportamenti e stili di vita, per affermare una nuova cultura fondata sulla partecipazione responsabile e consapevole dei cittadini, per costruire un nuovo e più forte senso civico con l’obiettivo
di realizzare le condizioni per soddisfare i bisogni umani e sociali impiegando meno risorse, consumando meno energia, riducendo le emissioni in atmosfera e producendo meno rifiuti.

L’obiettivo rifiuti zero oggi rappresenta una positiva provocazione, una utopia, che ci costringe a muoverci, a vincere la pigrizia, a non accontentarci dell’ordinaria amministrazione dell’esistente, ci sprona ad andare avanti anche a piccoli passi, dritti, verso questo ambizioso traguardo fissato davanti a noi, oggi così lontano, da sembrare irraggiungibile, ma che passo dopo passo, consolidando i risultati già raggiunti e raggiungendone di nuovi, potremmo vederlo tra qualche anno molto più vicino, a portata di mano.

A livello internazionale molte città hanno scelto di marciare verso l’obiettivo “rifiuti zero” al 2020, dotandosi di concreti strumenti operativi per scoraggiare l’incremento dei rifiuti e la messa a discarica, per promuovere, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” per spingerlo ad adottare produzioni sempre più pulite in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;

Molte sono le città coinvolte in questo percorso in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), della Nuova Zelanda, del Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito;

Con il Convegno del 24 Febbraio 2007 Il Comune di Capannori, primo Comune italiano, ha aderito ufficialmente alla rete internazionale “Rifiuti zero”.

Il futuro che vogliamo costruire dovrà essere improntato ad una maggiore sobrietà, quindi, dobbiamo porci fin da subito l’obiettivo strategico di modificare il modo di progettare, di produrre, di distribuire e commercializzare prodotti e servizi, rimettere in discussione comportamenti individuali e sociali consolidati, i nostri stili di vita, il nostro sistema di consumare, riqualificare e riconvertire un modello di sviluppo incompatibile con i cicli naturali che assicurano stabilità e vita al nostro pianeta.

Una delle barriere e delle difficoltà più difficili da rimuovere per uno sviluppo sostenibile riguarda proprio il cambiamento degli stili di vita e delle abitudini della famiglie. A Capannori abbiamo iniziato un percorso estremamente interessante e sperimentale, un progetto europeo denominato ECHO ACTION che mira al coinvolgimento volontario di oltre 100 famiglie residenti sul nostro territorio per formare, informare e promuovere azioni concrete e buone pratiche quotidiane per perseguire il risparmio e l’efficienza energetica. Forniremo alle famiglie anche un’offerta di soluzioni tecniche economiche per risparmiare energia e produrla anche in proprio, organizzeremo corsi per educare ad un consumo critico che metta al bando i prodotti “usa e getta” privilegiando prodotti durevoli con imballi facilmente separabili e riciclabili in una ottica di risparmio di risorse e di energia, per una minore produzione dei rifiuti. Sosteniamo e valorizziamo le esperienze concrete dei gruppi di acquisto solidali, la filiera corta dei prodotti per mettere in comunicazione diretta produttori e consumatori locali.

Già dal 27 maggio 2005 la Giunta ha deliberato di adottare, primi in toscana, il metodo “GREEN PUBLIC PROCUREMENT” (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi, per indirizzare la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno inquinanti, meno dannosi per la salute rispetto a prodotti tradizionali, in modo da ridurre l’impatto delle diverse attività sull’ambiente e nel contempo incrementare la domanda dei prodotti verdi per spingere le imprese a produrre beni con migliori prestazioni ambientali.

Non è iscritto nell’ordine naturale delle cose che la gigantesca montagna di rifiuti che produciamo ogni anno debba continuare a crescere all’infinito, così come è stato nella nostra regione negli ultimi 10 anni. Penso che sia possibile lavorare per fermare questa crescita e che sia possibile anche iniziare a lavorare, non solo per ridurla, ma anche per modificarne la composizione merceologica al fine di favorire strategie di raccolta differenziata, recupero, riutilizzo e riciclaggio.
Come possiamo fare? Costruire tante buone pratiche che prese singolarmente possono apparire anche limitate e ininfluenti ma insieme invece danno risultati sorprendenti e positivi. Dobbiamo incominciare a togliere qualcosa dalla montagna.

Il compostaggio domestico per esempio rappresenta una di queste buone pratiche, oltre 2000 famiglie capannoresi lo praticano e per questo, già, usufruiscono di una riduzione del 10% della TIA. Abbiamo iniziato un percorso graduale per eliminare l’acqua minerale nelle mense scolastiche sostituendola con l’acqua più sicura e controllata, dell’acquedotto pubblico (85.000 bottiglie di plastica in un anno scolastico), la valorizzazione delle fonti attraverso la realizzazione della via dell’acqua e del parco dell’acqua per promuove l’uso delle acque delle fonti pubbliche storiche del capannorese. E’ entrato in funzione, con una straordinaria accoglienza dei cittadini, il primo distributore di latte fresco di alta qualità che, saltando ogni intermediazione, viene fornito direttamente appena munto, dall’allevatore al consumatore attraverso un distributore automatico situato davanti alla scuola elementare di Lammari a poche centinaia di metri dalla stalla.

Nell’ambito di questo percorso “Verso Rifiuti Zero”, abbiamo tracciato con la necessaria gradualità, gli obiettivi, le tappe intermedie, le modalità e stabilito i tempi della transizione dal sistema ordinario e tradizionale di gestione dei rifiuti al nuovo sistema che si fonda sulla raccolta porta a porta, sulla differenziazione spinta e sul recupero e riciclaggio di quanta più materia possibile.

Un percorso che è iniziato Il primo febbraio del 2005 con il progetto pilota di raccolta differenziata “porta a porta” nella frazione di Guamo.

Il “porta a porta” non rappresenta per noi una modalità integrativa al sistema tradizionale di gestione dei rifiuti ma un passaggio, progressivo , da un sistema consolidato e dominante su quasi tutto il territorio nazionale ad un sistema altro, alternativo, radicalmente diverso che scommette sul senso civico, e sulle braccia degli uomini e delle donne, sulla loro intelligenza, sul loro senso di responsabilità e su alti livelli di partecipazione. In definitiva questo sistema sarà per noi IL SISTEMA, sarà il futuro di Capannori.

Dopo un anno di sperimentazione con un progetto pilota nella frazione di Guamo, abbiamo deciso di imprimere alla nostra azione una grande accelerazione, il 1 febbraio 2006, siamo partiti estendendo il sistema nelle due frazioni più popolose del Comune: Marlia e Lammari, circa 10.000 abitanti, 610 utenze non domestiche, industriali, artigianali, commerciali, servizi, il 23% della popolazione complessiva del Comune.

Una scommessa difficile, una scommessa vinta alla grande perché abbiamo consolidato l’82,20% di raccolta differenziata nelle due frazioni interessate, un record inaspettato che dimostra l’elevato livello di gradimento e di consenso raggiunto dal sistema adottato.
I dati più significativi sono che in 11 mesi, dal 1 febbraio al 31 dicembre 2006, a livello complessivo dell’intero territorio comunale, abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di 4.363.000 kg (23% del totale) e sono stati avviati al riciclaggio con grandi benefici economici, ambientali ed energetici che vanno ampiamente a compensare i maggiori costi della raccolta porta a porta.
Altro dato importante è che da sempre, anche nel nostro comune, la montagna dei rifiuti prodotti è sempre cresciuta, nel 2006 per la prima volta abbiamo ottenuto al 31 dicembre una flessione complessiva del 2,8%.

Infine, altro dato significativo: sono bastati 11 mesi di porta a porta con il 23% della popolazione complessiva del nostro comune coinvolta, per far schizzare in alto la percentuale di raccolta differenziata dal 37% del 31 dicembre 2005 al 48% al 31 dicembre 2006 (+11%). Aggiungendo a questi gli altri 4 mila abitanti che si sono aggiunti a partire dal 6 novembre 2006 nelle frazioni interessate dall’estensione, in un solo mese abbiamo fatto un ulteriore salto del 4%.

A gennaio 2007 abbiamo raggiunto il 52,5% di RD sull’intero comune, al 31 marzo 2007 siamo al 54% , l’82% dato consolidato in un anno nelle frazioni di Lammari e Marlia e 83% nelle nuove zone di estensione. Questi risultati sono stati raggiunti in solo 12 mesi. La nostra esperienza dimostra che il porta a porta si può fare dappertutto, nelle zone più urbanizzate come Marlia, nelle zone rurali a grande dispersione abitativa, nelle zone collinari come ad esempio Vorno.

LA NUOVA ESTENSIONE

Il terzo lotto ha esteso dal 5 febbraio 2008, il sistema ad altre 11 frazioni: Capannori, Lunata, S. Margherita, Carraia, Tassignano, Pieve S. Paolo, Paganico, Toringo, Parezzana, Massa Macinaia, Colognora. Anche con questo lotto sono state coinvolte le associazioni di volontariato nella campagna di comunicazione e informazione dei cittadini, sono state fatte decine di assemblee popolari in ogni frazione. A settembre i giovani indicati dalle diverse associazioni di volontariato, dopo un corso di formazione, hanno distribuito porta a porta i contenitori necessari per la raccolta, consegnando il calendario dei ritiri e spiegando la nuova modalità organizzativa del sistema. Questa è stata l’estensione più grande nell’area centrale del Comune che ci ha permesso di creare una vastissima area omogenea interessata dal nuovo sistema porta a porta, raddoppiando il numero complessivo degli abitanti coinvolti.

ALCUNE CONSIDERAZIONI DI NATURA CULTURALE

Cambiare il sistema di gestione dei rifiuti va bene ed è necessario e, il sistema domiciliare del “porta a porta” (PaP), rappresenta di sicuro l’unico modo efficace per raggiungere percentuali di raccolta differenziata estremamente elevate. Ma sono sempre stato convinto che questo sistema non può essere ridotto ad una semplice modalità organizzativa della raccolta dei rifiuti, deve e può essere molto di più, può rappresentare una grande opportunità educativa, uno strumento straordinario per costruire senso civico, responsabilità e consapevolezza, raggiungendo categorie sociali altrimenti irraggiungibili, invisibili, fuori da ogni circuito di partecipazione. Ci ha permesso di portare in questi luoghi abbandonati dalla politica ufficiale, le complesse problematiche che stanno dietro a questa grande produzione dei rifiuti di questo nostro modello di sviluppo e di consumi insostenibile e sprecone. Abbiamo iniziato a parlare di un futuro che vogliamo più sobrio e di un presente in cui, per senso di responsabilità nei confronti delle future generazioni, dobbiamo cominciare a ripensare il nostro modo di consumare e i nostri comportamenti individuali e sociali.

Una delle barriere e delle difficoltà più difficili da rimuovere per uno sviluppo sostenibile riguarda proprio il cambiamento degli stili di vita e delle abitudini della famiglie, la raccolta porta a porta si è dimostrata uno strumento di educazione, di responsabilizzazione straordinario, perché entra in ogni casa, meglio in ogni cucina, chiede a tutti di cambiare qualcosa nel proprio atteggiamento nei confronti dei rifiuti domestici, chiede di modificare abitudini individuali e familiari consolidate da anni, necessita insomma, di una piccola rivoluzione culturale.
Nel sistema ordinario tradizionale, quando ognuno di noi, con fare quasi meccanico, prende in mano un qualsiasi prodotto, lo scarta e con gesti altrettanto automatici e indotti dall’abitudine, lo accartoccia e lo butta dentro il sacco nero dell’immondizia indifferenziata. E’ talmente tanto scontato, istintivo e immediato il gesto del buttare via che nemmeno abbiamo il tempo di renderci conto di che cosa buttiamo.
Quando viene meno la possibilità di buttare tutto dentro il sacco nero e si passa al sistema della raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti, si verifica un cambiamento profondo nei comportamenti individuali, si costringe il cittadino a fermarsi per un attimo a guardare e soprattutto a pensare in quale dei diversi contenitori colorati si deve buttare il rifiuto, in quel momento si prende coscienza di quello che si ha in mano, perlomeno lo si vede perché c’è da scegliere dove metterlo. Una semplice banale, elementare azione che cambia però il modo di rapportarsi con i rifiuti, in questo modo la gestione del rifiuto inizia da casa nostra.
Quando ci si trova di fronte ad un qualche cosa che non si riesce a dargli una corretta destinazione in uno dei contenitori a disposizione, perché magari è un materiale accoppiato, non è carta, né plastica, non si sa cosa è, la si butta certo nell’indifferenziato, però magari di fronte allo scaffale di un Supermercato ci può indurre anche a fare una scelta diversa più responsabile, a incominciare a dire NO. questo prodotto non lo compro più perché non so come differenziarlo, perché non è riciclabile, né compostabile, né riutilizzabile, posso farne a meno e acquistarne un altro equivalente ma con un imballo differenziabile e riciclabile. Vi sembra poco? Non è una favola, diventa realtà se appunto la raccolta porta a porta è inserita all’interno di un percorso di educazione ad un consumo critico e consapevole, se magari quando nelle tante assemblee popolari che si fanno per spiegare le nuove modalità organizzative del nuovo sistema si parla anche di questi argomenti.
Cosa da in cambio al cittadino questo sistema? Tanto. Libera finalmente spazi pubblici, vie e piazze dal degrado dei cassonetti spesso sommersi da rifiuti abbandonati e sparpagliati dappertutto dal vento e dall’incuria, ci restituisce un po’ di decoro urbano, costruisce nuovi posti di lavoro, ci rende un po’ più consapevoli, pone fine alla deresponsabilizzazione insita nel sistema usa e getta, costruisce senso civico responsabilizza e ci rende tutti un po’ più civili.
Non è facile tutto questo, soprattutto non è scontato, ma ci abbiamo provato, abbiamo avuto risultati importanti e, soprattutto, continuiamo a provarci.

SCHEDA TECNICA
Questa scheda è stata aggiornata e curata dall’attuale Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci.

COMUNE DI CAPANNORI

Popolazione: 45000 abitanti in 40 Frazioni

Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali, completamente pubblica
Presidente: Tiziano Bianconcini
Direttore: Ing. Lorenzo Matteucci
Reposnsabile Raccolta Differenziata: Alessandro Bianchi

Frazioni coinvolte dal “Porta a porta”:

- Guamo dal 1 Febbraio 2005 (600 abitanti)

- Lammari e Marlia dal 1 Febbraio 2006 (9.920 abitanti e 610 utenze non domestiche)

- Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Verciano dal 6 Novembre 2006 (3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche)

- Capannori, Lunata, Santa Margherita, Carraia, Pieve San Paolo, Toringo, Paganico, Tassignano, dal 4 Febbraio 2008 (12.330 abitanti e 800 utenze non domestiche)

Totale numero abitanti coinvolti: 26.150
Numero Famiglie: 10.100
Numero utenze non domestiche: 1.770

Percentuale popolazione servita: 58,45%

Utenze che attuano l’autocompostaggio domestico: 2.023

SISTEMA DI RACCOLTA
Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.

ORGANICO:
1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi
1 contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei sacchetti in mater-bi.

CARTA:
1 cestone in plastica bianco

MUTIMATERIALE
1 contenitore di colore blu abbinato ad un Sacco in polietilene di colore blu da inserire nel contenitore
1 contenitore per gli olii esausti di cucina.

INDIFFERENZIATO

Sacco in polietilene di colore grigio neutro trasparente per la raccolta del rifiuto indifferenziato.

Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini.
Contenitore “SANGENIC” dotato internamente di una ricarica di sacchetti, consente una volta inserito il pannolino di sigillarlo, viene consegnato a tutte le famiglie che hanno un bambino di età inferiore agli 8 mesi.

Tutti i contenitori e i sacchetti sono distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.

Calendario settimanale ritiri:
• 3 ritiri per l’organico,
• 2 ritiri per il multimateriale
• 1 ritiro per carta e cartone
• 1 ritiro per indifferenziato

inoltre:
• ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti
• ritiro mensile per olii esausti
• ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini
• ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.

RISULTATO CONSOLIDATO nelle frazioni servite dal “Porta a porta” 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Raccolta differenziata 2005: 37,37% (dato complessivo intero territorio comunale prima della partenza del porta a porta).

Raccolta differenziata 2006: 53,66% (dato complessivo raccolta differenziata intero comune con il 32% della popolazione coinvolta dal porta a porta)

Dal 4 Febbraio 2008 la popolazione servita è passata al 58,45% e la raccolta differenziata in previsione (i primi dati non sono ancora consolidati) sul 2008 sarà attorno al 70%.

Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

Nel 2007 a livello comunale sono raccolte sia con il sistema tradizionale sia con il porta a porta:

15.782 tonnellate di materiale differenziato
14.349 tonnellate di indifferenziato

Il costo medio di conferimento dell’indifferenziato nella nostra provincia è di 160 euro alla tonnellata di RSU

Grazie alla raccolta differenziata abbiamo avuto nel 2007 questi risultati economici:

ORGANICO
Costo di conferimento impianto di Compostaggio: euro 79,00 ton. 3.931 ton. Euro 310.549,00
POTATURE E SFALCI Costo conferimento: 41,00 1.535 ton Euro 62.935,00
MULTIMATERIALE Costo conferimento: 7,74 euro ton. 2.053 ton. Euro 15.890,22
INGOMBRANTI costo conferimento: 67,14 euro ton 411 ton Euro 27.594,54
ASSIMILATI Costo conferimento: 120 euro ton 756 ton Euro 90.720,00

Costo conferimento totale Euro 507.688,76
FERRO Ricavo dalla raccolta (23 euro/ton.) 598 ton. Euro 13.754,00
CARTA SELETTIVA Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98 ton) 2.687 ton Euro 244.463,26
CARTA CONGIUNTA Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80 ton) 3.752 ton Euro 81.793,60
TOTALE RACCOLTA DIFFERENZ. 15.723 ton.

Nella provincia di Lucca per conferire 15.723 tonnellate di RSU sono necessari 2.515.680 euro (le 59 tonnellate di differenza tra il totale del differenziato della tabella e il totale generale riportato sopra, sono dovuti a tutta una serie di tipologie diverse di rifiuto che non abbiamo conteggiato per ragioni di semplificazione)

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio del materiale differenziato di 15.723 tonnellate è di euro 507.688, se si considera i 340.010 euro di ricavo dalla carta, cartone e ferro si ha un costo complessivo di conferimento del materiale differenziato di 167.678 euro.

Il risparmio di conferimento è stato per l’anno 2007 di 2.348.000 euro

Con queste risorse abbiamo potuto autofinanziare il passaggio al nuovo sistema

Occorre sottolineare che per quanto riguarda la frazione organica è in previsione la realizzazione di un impianto di compostaggio di qualità a Capannori e questo porterà ad un ulteriore abbattimento dei costi. Oggi il nostro materiale organico viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli. Per il multimateriale grazie ad una richiesta cresciuta e diversificata potremmo addirittura in futuro avere non più costo zero di conferimento ma addirittura un ricavo anche da questa tipologia di rifiuto.
CON IL PORTA A PORTA SI CREA LAVORO

Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state 40 nuove assunzioni i cui maggiori costi sono stati compensati dai 2.348.000 euro di risparmio di mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche per ridurre la tariffa ai cittadini coinvolti dal nuovo sistema riconoscendo loro un abbattimento della parte variabile della tariffa del 20%. Obiettivo per il prossimo anno sarà il passaggio, secondo il programma stabilito, ad una tariffa puntuale calcolata sull’effettiva quantità di rifiuti che ogni utenza produce, quindi non più una quota di produzione presunta e calcolata sulla base di una media nazionale ma una tariffa calibrata e specifica per ogni singola utenza . In questo modo possiamo realmente premiare il cittadino responsabile e virtuoso che produce meno rifiuti e punire i non virtuosi.

L’esperienza del Comune di Capannori ci dice che un altro modo di gestire i rifiuti è possibile, si fonda sulla partecipazione consapevole e responsabile dei cittadini, ci dice che gli obiettivi posti dalla Regione Toscana del 55% di RD entro il 2010 e il 65% entro il 2012 sono possibili, credibili e raggiungibili, basta volerlo, bisogna crederci per raggiungerli, ci vuole una forte volontà politica e un po’ di coraggio per vincere la pigrizia di chi, per quieto vivere, preferisce il tran tran quotidiano dell’ordinaria amministrazione.
L’esempio di Capannori ha contagiato positivamente tutta la Piana dove nel corso di questo anno partiranno con il PaP diversi altri comuni, ha influito sulle scelte di altri comuni toscani, è divenuto un modello positivo e virtuoso per tutti coloro che da anni lottano per affermare una raccolta differenziata e una gestione dei rifiuti finalizzata alla riduzione, recupero riciclaggio di quanta più materia possibile. per affermare un nuovo modo, ecologicamente sostenibile, di progettare, produrre, e consumare, beni e prodotti di consumo.

Eugenio Baronti

Scarica la relazione:
relazione-capannori-verso-rifiuti-zero-2020.doc
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