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AMBIENTE: Migliora la tua casa e scarica il 55% dalle tasse

Campagna pilota e sportello informativo attivati nel Quartiere 5 a Firenze
Baronti: «Un’opportunità preziosa per l’ambiente e per creare lavoro di qualità»
di Laura Pugliesi
Firenze Si intitola “E’ ora di cambiare” ed è una campagna “pilota” con l’obiettivo di diffondere informazioni e di creare uno “sportello” di consulenza per cittadini, professionisti, amministratori di condominio sulle agevolazioni connesse agli interventi sul risparmio energetico.
Una misura che permette di “scaricare” dalle tasse, nell’arco di cinque anni, il 55% del costo sostenuto per una serie di interventi alla casa. (continua…)
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La sfida della bioedilizia parte dai borghi storici. L’impegno della toscana per la sostenibilità dell’abitare ed ecoefficenza

CASA
Oggi l’assessore Baronti a Milano al convegno sul recupero dei borghi storici.

Firenze Recuperare e rivitalizzare i centri storici minori, scongiurandone lo spopolamento e il degrado, spingendo la gente a tornare a viverci, innescando un meccanismo virtuoso fatto di risparmio del suolo, risposta ai problemi abitativi, risparmio energetico e rispetto della salute e dell’ambiente grazie all’uso di nuovi criteri di bioedilizia. Questi, in estrema sintesi, gli obiettivi che la Regione Toscana si è data e che si sta impegnando a realizzare con le sue politiche per la casa e per l’ambiente.
Lo ha ricordato nel suo intervento al convegno sul recupero di Borghi e centri storici in corso oggi alla Fiera di Milano l’assessore alla casa della Regione Toscana Eugenio Baronti. (continua…)

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La via mediterranea all’ecosostenibilità nell’abitare

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Casa

Progetto Regione-Università. Già finanziato con 3,5 milioni di euro

“Abitare mediterraneo”: sostenibilità e patrimonio culturale

Baronti: «Faremo della Toscana un centro di riferimento internazionale»

 Si chiama “Abitare Mediterraneo” ed è l’ultimo progetto della Regione Toscana, dell’Università di Firenze e della Scuola Sant’Anna di Pisa, per “l’ecosostenibilità nell’abitare e nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. Il progetto è stato illustrato stamani, durante la prima giornata dei Green days, in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, dall’assessore alla casa Eugenio Baronti e dai professori Romano Del Nord e Marco Sala dell’Università di Firenze. Il progetto è stato finanziato dalla Regione, nell’ambito dell’ultimo bando per la ricerca (Por-Fesr 2007-2013), con 3,5 milioni di euro. «L’obiettivo – come ha spiegato l’assessore Baronti – è quello di fare della Toscana un laboratorio internazionale dell’abitare mediterr aneo. Non vogliano e non dobbiamo più limitarci a trasferire competenze tecniche, impiantistica e materiali costruttivi dal Nord Europa, pensate in ambito climatico, storico e culturale completamente diverso da quello nostro mediterraneo. Vogliamo diventare a livello europeo e internazionale il laboratorio per la ricerca e la realizzazione dell’edificio e della casa ecosostenibile del futuro, pensata e progettata nell’ambito storico, culturale e climatico del bacino mediterraneo.» Per far questo la Regione intende creare un “Centro di competenza tecnologica” che serva da punto di riferimento per lo “studio, la ricerca, il trasferimento tecnologico, l’innovazione e la realizzazione di buone pratiche, per la sostenibilità ambientale, energetica, la qualità e vivibilità dell’abitare.” Naturalmente il futuro “centro” dovrà fare squadra fra le pubbliche amministrazioni, le imprese, le associazioni professionali e gli organismi di ricerca e le università e, non ultimo, rilanciare la competitività delle aziende toscane. Sia quelle edili, sia quelle di impiantistica. E’ previsto naturalmente anche un sito web regionale che servirà a mettere in rete i vari soggetti.
«La sostenibilità – ha detto Romano Del Nord, uno dei due professori dell’Università di Firenze che ha illustrato “Abitare Mediterraneo – viene oggi declinata con tre E, Economic, Environment ed Equity (economia, ambiente, sociale) noi vogliamo aggiungere ed integrare queste tre componenti con un’altra, la cultural sostenibility, ossia sfruttare il valore aggiunto del nostro patrimonio disponibile. Un patrimonio che andrà trasmesso alle future generazioni filtrato dai 3 parametri classici della sostenibilità, che devono però tener conto della ricchezza che abbiamo. E la Toscana i n questo senso è il candidato ideale.» Del Nord ha poi aggiunto un ulteriore requisito, quello della sicurezza, in particolare quella antisismica, da integrare con gli altri parametri. «In questo modo – ha concluso – potremo avere una leva per far crescere il mercato delle costruzioni e contribuire ad uscire dalla crisi puntando ad una qualità che sia mirata alla sostenibilità classica ma anche alle peculiarità del nostro clima e del nostro patrimonio culturale.»
Autore: Laura Pugliesi

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PREFAZIONE AL LIBRO SULLE LINEE GUIDA PER L’EDILIZIA IN LEGNO IN TOSCANA

 La Toscana, di fronte a questa grave crisi finanziaria, economica, sociale, ambientale globale, ha reagito con grande determinazione e tempestività mettendo in campo tutte le energie, le competenze umane e le risorse finanziarie  di cui dispone per costruire le prospettive  strategiche per una fuoriuscita dalla crisi attraverso azioni di riconversione e riqualificazione del nostro modello di sviluppo. Uno dei pilastri per ridisegnare uno sviluppo qualitativo passa  proprio attraverso una grande azione di riqualificazione del nostro sistema edilizio tra i meno ecoefficienti d’Europa che consuma la fetta più consistente di energia, oltre il 40%, e rilascia nell’aria il 50% dell’inquinamento atmosferico. Attraverso una grande azione di riqualificazione si possono ottenere grandi benefici ambientali, economici, far crescere nuove professionalità e competenze,  incrementare l’occupazione e produrre nuova ricchezza sociale. L’edilizia ecosostenibile può rappresentare un volano importante per una ripresa che va nella direzione giusta, quella di costruire, per noi e per le future generazioni, un futuro sostenibile.Il settore edile è un settore strategico anche per perseguire gli obiettivi definiti nel Protocollo di Kyoto poiché l’energia necessaria alla realizzazione ed alla gestione climatica dell’ambiente costruito rappresenta oggi la parte principale dei costi energetici del paese.  L’obiettivo è quello di modificare l’attuale rapporto tra la qualità dell’ambiente antropizzato, le esigenze della produzione nel settore edilizio e la necessità di creare strutture abitative che garantiscano il benessere e la salute dei cittadini. Si tratta di reinterpretare in un modo innovativo il modo di progettare e realizzare la struttura urbana ed i singoli contenitori edilizi, tenendo in particolare conto il comfort e la salute di chi andrà poi a fruire quello spazio realizzato, ma anche i temi del rispetto dell’ambiente, e della economia e la necessità di affermare  una nuova cultura dell’abitare capace di ripensare spazi per favorire le relazioni umane, lo scambio solidale e mutualistico di servizi, il fare comunità per sconfiggere una condizione diffusa di solitudine. L’edilizia ecosostenibile è una metodologia per affrontare strategicamente il tema dell’adattamento ai mutamenti climatici coniugando lo sviluppo con l’ambiente nei settori della pianificazione territoriale, urbanistica ed edilizia.  La Giunta regionale toscana è stata la prima amministrazione regionale ad assumere provvedimenti legislativi per incentivare lo sviluppo di una Edilizia sostenibile nel quadro più ampio degli impegni assunti verso uno Sviluppo sostenibile del proprio territorio.  L’obiettivo è quindi quello di rendere praticabile e conveniente per tutti gli attori del processo edilizio la introduzione di tecnologie innovative e di contenuti di qualità negli edifici di nuova produzione, individuando anche sistemi per riqualificare il patrimonio edilizio esistente.L’Edilizia, nel passaggio da una attività artigianale con forti connotazioni culturali e di esperienza tramandata da una generazione all’altra, ad una attività industriale fortemente standardizzata, ha perduto quei riferimenti che consentivano la ottimizzazione delle risorse disponibili su quel particolare territorio, e che caratterizzavano le scelte di progettazione e di realizzazione che risultavano adeguate alle tradizioni del luogo di insediamento. Oggi è necessario fare tutti uno sforzo per riscoprire le tecniche ma anche i contenuti culturali e storici che hanno consentito, in Toscana, di mettere in sintonia il territorio con l’opera dell’uomo. La nostra azione deve essere guidata da quel sapere antico che ha contribuito a  plasmare nei secoli i nostri splendidi paesaggi rurali, i nostri borghi e le nostre città, realizzando uno dei paesaggi antropizzati più apprezzati al mondo e che rappresenta una delle risorse più importanti di cui disponiamo.La ricerca di questa armonia tra ambiente naturale e settore delle costruzioni è l’essenza della Edilizia Sostenibile che la Amministrazione regionale toscana ha individuato come strumento strategico per uno sviluppo qualitativo  del territorio. Le tecnologie moderne relative all’utilizzo del legno in edilizia appaiono orientate a perseguire i medesimi obiettivi, ed è quindi auspicabile che le loro caratteristiche vengano apprezzate dagli operatori del settore e dagli utilizzatori finali, in particolare la durabilità delle costruzioni, le caratteristiche bioclimatiche e l’ottimo comportamento delle strutture lignee nei confronti degli eventi sismici.  Sul piano della sostenibilità, il legno appare, tra i materiali da costruzione, di particolare interesse poiché è rinnovabile e riciclabile; consuma pochissima energia nelle fasi di produzione e posa in opera; non rilascia emissioni, polveri o fibre nocive durante l’impiego; inoltre a fine utilizzo si smaltisce senza inquinare e può restituire l’energia accumulata se viene impiegato per la termovalorizzazione.Il consumo di energia primaria necessaria per la produzione dei componenti in legno è enormemente inferiore (si calcola del 75% in meno) dei componenti ordinariamente utilizzati in edilizia. Questa enorme differenza deriva dall’esigenza per i materiali tradizionali di cicli produttivi ad alto assorbimento di combustibili fossili che per il legno non sono necessari.Inoltre come evidenziato dall’Unione Europea nel Sesto Programma di Azione Ambientale a ogni metro cubo di legno impiegato in edilizia corrisponde quasi 1 tonnellata di CO2 che viene stoccata, per tutta la durata di vita dell’edificio e quindi svolge un ulteriore importante ruolo nell’attenuazione dei mutamenti climatici in atto.L’uso di questa tecnologia innovativa con un materiale che è indiscutibilmente tradizionale, appare come una reale novità nello scenario dei processi produttivi edilizi e per la sicurezza degli edifici, la certezza dei tempi di realizzazione e conseguentemente dei costi degli interventi, ha tutte le condizioni per diventare la tecnologia di riferimento per la realizzazione di edifici di ad uso pubblico o ad uso residenziale pubblico. Questo particolare settore del mercato immobiliare deve oggi rispondere a criteri di basso impatto ambientale ed alta efficienza energetica ma deve anche essere sufficientemente flessibile per consentire la sperimentazione di materiali, tecniche e sistemi costruttivi innovativi che rispondano a nuove esigenze come ad esempio l’ autocostruzione. Infine queste tecnologie consentono di sperimentare una nuova offerta edilizia, che potrebbe favorire la costituzione di una industria del legno strutturale toscano, oltre ad offrire nuove opportunità imprenditoriali locali e consentire di sviluppare servizi professionali innovativi e nuove opportunità per maestranze qualificate.Una richiesta di mercato stabilizzata, ed un ciclo produttivo definito, consentirebbe una corretta programmazione della offerta di materie prime, con la conseguente tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo delle montagne della Toscana. Grande apertura mentale, creatività, curiosità e disponibilità all’innovazione, con questo approccio possiamo vincere la sfida dell’ecoefficenza energetica del nostro sistema edilizio, cercando di mettere  in rete in un progetto multidisciplinare coordinato ed integrato tutte le conoscenze, le competenze di cui disponiamo per promuovere ricerca, trasferimento tecnologico, innovazione, per realizzare la casa ecosostenibile del futuro per una regione che si colloca nel bacino del  mediterraneo, evitando il semplice trasferimento nella nostra regione di tecniche, tecnologie e materiali pensate e realizzate in  Europa soprattutto del Nord in condizioni metereologiche e culturali completamente diverse. Dobbiamo accelerare il passo per recuperare il tempo perduto e dunque promuovere,  facilitare la realizzazione di interventi innovativi di progettazione, ristrutturazione e manutenzione del patrimonio edilizio pubblico e privato, che perseguano obiettivi di ecoefficienza energetica ed ambientale consentendo così una sempre migliore qualità di vita dei toscani sempre nel rispetto della sostenibilità.  Eugenio BarontiAssessore alle Politiche per l’ Edilizia Residenziale SostenibileRegione Toscana

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Un sistema edilizio ecoefficiente è un obiettivo strategico per aiutarci a fuoriuscire dalla crisi

La Toscana, di fronte a questa grave crisi finanziaria, economica, sociale, ambientale globale, ha reagito con grande determinazione e tempestività mettendo in campo tutte le energie, le competenze umane e le risorse finanziarie  di cui dispone per costruire le prospettive  strategiche per una fuoriuscita dalla crisi attraverso azioni di riconversione e riqualificazione del nostro modello di sviluppo. Uno dei pilastri per ridisegnare uno sviluppo qualitativo passa  proprio attraverso una grande azione di riqualificazione del nostro sistema edilizio tra i meno ecoefficienti d’Europa che consuma la fetta più consistente di energia, oltre il 40%, e rilascia nell’aria il 50% dell’inquinamento atmosferico. Attraverso una grande azione di riqualificazione si possono ottenere grandi benefici ambientali, economici, far crescere nuove professionalità e competenze,  incrementare l’occupazione e produrre nuova ricchezza sociale. L’edilizia ecosostenibile può rappresentare un volano importante per una ripresa che va nella direzione giusta, quella di costruire, per noi e per le future generazioni, un futuro sostenibile.Il settore edile è un settore strategico anche per perseguire gli obiettivi definiti nel Protocollo di Kyoto poiché l’energia necessaria alla realizzazione ed alla gestione climatica dell’ambiente costruito rappresenta oggi la parte principale dei costi energetici del paese.  L’obiettivo è quello di modificare l’attuale rapporto tra la qualità dell’ambiente antropizzato, le esigenze della produzione nel settore edilizio e la necessità di creare strutture abitative che garantiscano il benessere e la salute dei cittadini. Si tratta di reinterpretare in un modo innovativo il modo di progettare e realizzare la struttura urbana ed i singoli contenitori edilizi, tenendo in particolare conto il comfort e la salute di chi andrà poi a fruire quello spazio realizzato, ma anche i temi del rispetto dell’ambiente, e della economia e la necessità di affermare  una nuova cultura dell’abitare capace di ripensare spazi per favorire le relazioni umane, lo scambio solidale e mutualistico di servizi, il fare comunità per sconfiggere una condizione diffusa di solitudine. L’edilizia ecosostenibile è una metodologia per affrontare strategicamente il tema dell’adattamento ai mutamenti climatici coniugando lo sviluppo con l’ambiente nei settori della pianificazione territoriale, urbanistica ed edilizia.  La Giunta regionale toscana è stata la prima amministrazione regionale ad assumere provvedimenti legislativi per incentivare lo sviluppo di una Edilizia sostenibile nel quadro più ampio degli impegni assunti verso uno Sviluppo sostenibile del proprio territorio.  L’obiettivo è quindi quello di rendere praticabile e conveniente per tutti gli attori del processo edilizio la introduzione di tecnologie innovative e di contenuti di qualità negli edifici di nuova produzione, individuando anche sistemi per riqualificare il patrimonio edilizio esistente.L’Edilizia, nel passaggio da una attività artigianale con forti connotazioni culturali e di esperienza tramandata da una generazione all’altra, ad una attività industriale fortemente standardizzata, ha perduto quei riferimenti che consentivano la ottimizzazione delle risorse disponibili su quel particolare territorio, e che caratterizzavano le scelte di progettazione e di realizzazione che risultavano adeguate alle tradizioni del luogo di insediamento. Oggi è necessario fare tutti uno sforzo per riscoprire le tecniche ma anche i contenuti culturali e storici che hanno consentito, in Toscana, di mettere in sintonia il territorio con l’opera dell’uomo. La nostra azione deve essere guidata da quel sapere antico che ha contribuito a  plasmare nei secoli i nostri splendidi paesaggi rurali, i nostri borghi e le nostre città, realizzando uno dei paesaggi antropizzati più apprezzati al mondo e che rappresenta una delle risorse più importanti di cui disponiamo.La ricerca di questa armonia tra ambiente naturale e settore delle costruzioni è l’essenza della Edilizia Sostenibile che la Amministrazione regionale toscana ha individuato come strumento strategico per uno sviluppo qualitativo  del territorio. Le tecnologie moderne relative all’utilizzo del legno in edilizia appaiono orientate a perseguire i medesimi obiettivi, ed è quindi auspicabile che le loro caratteristiche vengano apprezzate dagli operatori del settore e dagli utilizzatori finali, in particolare la durabilità delle costruzioni, le caratteristiche bioclimatiche e l’ottimo comportamento delle strutture lignee nei confronti degli eventi sismici.  Sul piano della sostenibilità, il legno appare, tra i materiali da costruzione, di particolare interesse poiché è rinnovabile e riciclabile; consuma pochissima energia nelle fasi di produzione e posa in opera; non rilascia emissioni, polveri o fibre nocive durante l’impiego; inoltre a fine utilizzo si smaltisce senza inquinare e può restituire l’energia accumulata se viene impiegato per la termovalorizzazione.Il consumo di energia primaria necessaria per la produzione dei componenti in legno è enormemente inferiore (si calcola del 75% in meno) dei componenti ordinariamente utilizzati in edilizia. Questa enorme differenza deriva dall’esigenza per i materiali tradizionali di cicli produttivi ad alto assorbimento di combustibili fossili che per il legno non sono necessari.Inoltre come evidenziato dall’Unione Europea nel Sesto Programma di Azione Ambientale a ogni metro cubo di legno impiegato in edilizia corrisponde quasi 1 tonnellata di CO2 che viene stoccata, per tutta la durata di vita dell’edificio e quindi svolge un ulteriore importante ruolo nell’attenuazione dei mutamenti climatici in atto.L’uso di questa tecnologia innovativa con un materiale che è indiscutibilmente tradizionale, appare come una reale novità nello scenario dei processi produttivi edilizi e per la sicurezza degli edifici, la certezza dei tempi di realizzazione e conseguentemente dei costi degli interventi, ha tutte le condizioni per diventare la tecnologia di riferimento per la realizzazione di edifici di ad uso pubblico o ad uso residenziale pubblico. Questo particolare settore del mercato immobiliare deve oggi rispondere a criteri di basso impatto ambientale ed alta efficienza energetica ma deve anche essere sufficientemente flessibile per consentire la sperimentazione di materiali, tecniche e sistemi costruttivi innovativi che rispondano a nuove esigenze come ad esempio l’ autocostruzione. Infine queste tecnologie consentono di sperimentare una nuova offerta edilizia, che potrebbe favorire la costituzione di una industria del legno strutturale toscano, oltre ad offrire nuove opportunità imprenditoriali locali e consentire di sviluppare servizi professionali innovativi e nuove opportunità per maestranze qualificate.Una richiesta di mercato stabilizzata, ed un ciclo produttivo definito, consentirebbe una corretta programmazione della offerta di materie prime, con la conseguente tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo delle montagne della Toscana. Grande apertura mentale, creatività, curiosità e disponibilità all’innovazione, con questo approccio possiamo vincere la sfida dell’ecoefficenza energetica del nostro sistema edilizio, cercando di mettere  in rete in un progetto multidisciplinare coordinato ed integrato tutte le conoscenze, le competenze di cui disponiamo per promuovere ricerca, trasferimento tecnologico, innovazione, per realizzare la casa ecosostenibile del futuro per una regione che si colloca nel bacino del  mediterraneo, evitando il semplice trasferimento nella nostra regione di tecniche, tecnologie e materiali pensate e realizzate in  Europa soprattutto del Nord in condizioni metereologiche e culturali completamente diverse. Dobbiamo accelerare il passo per recuperare il tempo perduto e dunque promuovere,  facilitare la realizzazione di interventi innovativi di progettazione, ristrutturazione e manutenzione del patrimonio edilizio pubblico e privato, che perseguano obiettivi di ecoefficienza energetica ed ambientale consentendo così una sempre migliore qualità di vita dei toscani sempre nel rispetto della sostenibilità.  Eugenio BarontiAssessore alle Politiche per l’ Edilizia Residenziale SostenibileRegione Toscana

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Appunti sull’ecoefficienza energetica per una edilizia sostenibile

In Europa i consumi del settore edile sono particolarmente rilevanti e costituiscono circa il 40% del totale dell’energia consumata, la metà dei materiali estratti dalla crosta terrestre, un quarto del totale dei rifiuti; un impatto ambientale fortissimo che è prodotto, per di più, da quello che è il maggior settore industriale, infatti l’edilizia vale l’11% del Pil europeo e impiega direttamente 30 milioni di persone.  In Italia il settore delle costruzioni nel suo complesso è responsabile di circa il 45% del consumo di energia primaria legato in parte ai materiali da costruzione (circa 11 Mtep in fonti primarie), in parte ai consumi finali negli edifici del terziario e del residenziale (più di 80 Mtep in fonti primarie) e ogni anno questo consumo aumenta del 2%, il doppio cioè della media nazionale, con le conseguenze facilmente immaginabili in termini di emissioni nell’atmosfera di gas che alterano il clima. La progettazione ed il risanamento di edifici e strutture urbane gioca quindi un ruolo decisivo nell’attenuazione dei fenomeni legati al mutamento climatico attualmente in atto. Sulla scorta delle suddette valutazioni il Consiglio europeo in data 9 marzo 2007 ha approvato il “Piano d’azione della Commissione europea per l’efficienza energetica” ed ha assunto l’impegno di raggiungere entro il 2020 :- 20% di consumi energetici- 20% di emissioni di CO2+ 20% di energie rinnovabiliNella medesima occasione il Commissario all’Energia, Piebalgs ha evidenziato che: “L’efficienza energetica è un elemento cruciale per l’Europa: se agiamo adesso, il costo diretto dei nostri consumi energetici potrebbe ridursi di oltre 100 miliardi di euro l’anno entro il 2020 e ogni anno eviteremo di produrre circa 780 milioni di tonnellate di CO2“.  Successivamente in data 29.06.2007 la Commissione UE ha approvato il “Libro Verde per l’adattamento ai cambiamenti Climatici” COM(2007) 354 in cui si evidenzia come “gli edifici siano l’elemento chiave” per affrontare con decisione il problema dei mutamenti climatici in atto. La “Edilizia Sostenibile” è insomma un tassello nel cambiamento globale che è in atto, ed è una metodologia per affrontare strategicamente i temi dello sviluppo, dell’ambiente e della salute umana, nei settori della pianificazione territoriale, urbanistica ed edilizia.  In Italia alcune Amministrazioni Regionali hanno già attivato percorsi legislativi in materia di edilizia sostenibile introducendo obblighi finalizzati a governare i fenomeni derivanti dai cambiamenti climatici :   

1.      Regione Friuli Venezia Giulia

Legge Regionale 18 agosto 2005, n. 23. “Disposizioni in materia di edilizia sostenibile.” 2.      Regione MoliseLegge regionale 27/05/2005 n.23 “Norme quadro per la promozione dell’eco qualità nell’edilizia residenziale pubblica e privata 

3.      Regione Veneto

Legge regionale 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile” 

4.      Regione Lazio

Proposta di Legge N. 251 /2007 del Dicembre 2007 “disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia”

 La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 15 marzo 2007, ha approvato una proposta di “legge guida” regionale in materia di Norme per l’edilizia sostenibile redatta dal Gruppo di lavoro Interregionale costituito presso Itaca, (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale). La Toscana già da alcuni anni, nel quadro degli impegni assunti verso uno Sviluppo sostenibile, ha attivamente promosso la diffusione dell’Edilizia sostenibile sul proprio territorio. Per raggiungere tale obiettivo la Amministrazione Regionale Toscana si è attualmente dotata dei seguenti provvedimenti normativi : ·        Legge Regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio ·        Legge Regionale 24 febbraio 2005, n. 39 “Disposizioni in materia di energia.”  ·        Decreto del Presidente della Giunta Regionale 9 febbraio 2007, n. 2/R “Regolamento di attuazione dell’articolo 37, comma 3, della legge regionale 3 gennaio 2005 n. 1 (Norme per il governo del territorio) – Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti.” ·        Delibera Giunta Regionale 28 febbraio 2005, n. 322 Approvazione delle istruzioni tecniche denominate “Linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana” ai sensi dell’art. 37, comma 3 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 ed in attuazione dell’azione B.13 del P.R.A.A. 2004-2006. ·        Delibera Giunta Regionale 3 aprile 2006, n. 218

“Linee guida per la valutazione della qualità energetica ambientale degli edifici in Toscana”. Modifica delibera G.R. 322/2005.

 Questi provvedimenti legislativi hanno quindi già consentito di avviare un processo per la diffusione in sede locale dei principi della Edilizia Sostenibile. Attualmente circa 60 amministrazioni comunali hanno recepito le indicazioni della LR 1/2005 avviando il processo di modifica del proprio Regolamento Edilizio per adeguarlo ai criteri della ecoefficienza energetica e della sostenibilità ambientale, indicati come obiettivo di qualità dalla normativa regionale. Il rapido evolversi dello scenario internazionale fa ritenere che sia necessario avviare una ulteriore fase di sviluppo di tali “buone pratiche” anche in considerazione della molteplicità dei settori che sono interessati direttamente o indirettamente da una organica politica in materia di Edilizia sostenibile. Le motivazioni per impegnarsi ulteriormente, e con decisione, nel settore in oggetto derivano dalle seguenti riflessioni:1.      la gestione climatica del patrimonio edilizio toscano assorbe più di un terzo di tutti i consumi energetici; 2.      il costo energetico e ambientale legato alla produzione di materiali da costruzione;3.      le demolizioni edili hanno un ruolo di primaria importanza nella produzione di rifiuti;  4.      le risorse idriche sono fortemente impattate dalla concentrazione dei consumi in ambiente urbano;5.      la qualità dell’aria in ambiente urbano è fortemente condizionata dalle emissioni derivanti dai sistemi di climatizzazione invernale;6.      sono da definire completamente le interazioni sulla salute umana anche se sono già note scientificamente alcune malattie :·        Sich Building Sindrome, SBS           La “sindrome dell’edificio malato”·        Building Related Illness, BRI            Malattia correlata all’edificio·        Multiple Chemical Sensitivity, MCS  Sindrome da sensibilità chimica multipla;7.      l’edilizia, e il suo indotto, è il settore trainante della economia nazionale con un altissimo valore economico ma è anche un settore lavorativo ad alto rischio di incidenti. Appare quindi evidente la necessità di predisporre ulteriori strumenti di coordinamento operativo delle politiche regionali relative alle varie aree di intervento coinvolte (anche se con varie gradazioni di intensità). Inoltre per raggiungere l’obiettivo di un deciso miglioramento della qualità dell’Edilizia toscana e di tutti i settori collegati, non si può prescindere dal coinvolgimento diretto degli EELL che potranno svolgere una funzione determinante per l’attuazione delle politiche coordinate definite al livello regionale. Oggi è necessario fare tutti uno sforzo per riscoprire le tecniche ma anche i contenuti culturali e storici che consentono di mettere in sintonia il territorio regionale con le opere necessarie all’uomo per utilizzarlo. La ricerca di questa armonia tra ambiente naturale e settore delle costruzioni è l’essenza della Edilizia Sostenibile che la amministrazione regionale toscana ha già individuato come strumento per lo sviluppo sostenibile del proprio territorio. L’obiettivo è oggi quello di rendere praticabile e conveniente per tutti gli attori del processo edilizio la introduzione di contenuti di qualità negli edifici di nuova produzione ed avviare un processo di risanamento del patrimonio edilizio esistente sviluppando strumenti capaci di evidenziare con semplicità il raggiungimento di tale qualità . L’impegno finale della Giunta, per tutto il territorio toscano, è comunque di rendere una pratica comune la realizzazione di interventi di progettazione, ristrutturazione e manutenzione che perseguano obiettivi di ecoefficienza energetica ed ambientale garantendo così una alta qualità di vita agli utenti nel rispetto della sostenibilità. 

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Alcuni chiarimenti utili per i cittadini per utilizzare gli incentivi per la produzione di energia elettrica con il solare fotovoltaico

DECRETO MINISTERIALE 19 FEBBRAIO 2007
Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387ALCUNI CHIARIMENTI PER IL CITTADINO SU ALCUNI PUNTI SOSTANZIALI
ARTICOLO 6, COMMA 4, LETTERA c)
per gli impianti integrati, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera b3), in superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di destinazione agricola, in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto

l’articolo del Dm 19 febbraio 2007 è da interpretarsi nella maniera seguente: edifici tutti, fabbricati tutti, strutture edilizie di destinazione agricola.
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ARTICOLO 2, COMMA 1, LETTERA r)
servizio di scambio sul posto è il servizio di cui all’art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, come disciplinato dalla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 10 febbraio 2006, n. 28/06 ed eventuali successivi aggiornamenti

ARTICOLO 8, COMMA 1
L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW può beneficiare della disciplina dello scambio sul posto…

la Delibera AEEG n. 40/06 integra la Delibera 188/05 e non la 28/06 (che tratta solo delle condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto). Come indicato chiaramente all’articolo 6, comma 1 del DM 19 febbraio 2007, l’energia incentivata è tutta quella prodotta dall’impianto, a prescindere dall’utilizzo che si farà di tale energia.
ARTICOLO 6, COMMA 1
L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, realizzati in conformità al presente decreto ed entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra la data di emanazione del provvedimento di cui all’art. 10, comma 1, e il 31 dicembre 2008, ha diritto a una tariffa incentivante che, in relazione alla potenza nominale e alla tipologia dell’impianto, di cui all’art. 2, comma 1, lettere b1), b2) e b3), assume il valore di cui alla successiva tabella (valori in euro/kWh prodotto dall’impianto fotovoltaico).

La tariffa individuata sulla base della medesima tabella è riconosciuta per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell’impianto ed è costante in moneta corrente in tutto il periodo di venti anni.
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ARTICOLO 9, COMMA 1
Le tariffe incentivanti di cui all’art. 6 e il premio di cui all’art. 7 non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento. Le tariffe incentivanti di cui all’art. 6 e il premio di cui all’art. 7 sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici di natura locale, regionale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, nel solo caso in cui il soggetto responsabile sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura sanitaria pubblica

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di seguito puoi scaricare  il decreto le disposizioni generali e le condizioni per la connessione in reteper ulteriori informazioni

decreto-ministeriale-19-febbraio-2007.doc

disposizioni-generali.pdf

condizioni-per-la-connessione.pdf

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