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PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

Lettera contro la terza corsia sull’autostrada A11

per una mobilità sostenibile nell’area Firenze/Pistoia/Lucca/Pisa/Livorno

La scelta di realizzare la terza corsia sull’autostrada A11 poteva essere parzialmente convincente fino alla fine del secolo passato, non in questo XXI secolo in cui molte persone hanno acquisito una duplice consapevolezza: da una parte la sostenibilità ecologica (da cui dipendono i cambiamenti climatici), che non consente uno sviluppismo quantitativo dei consumi di petrolio e di altre fonti energetiche non rinnovabili che aumentano l’effetto serra e dall’altra parte, in Italia più che in altri paesi, abbiamo da decenni alcuni gravi problemi che tendono ad aggravarsi:

- una mobilità che continua a rimanere concentrata sul trasporto su gomma (particolarmente inquinante per la qualità dell’aria: anche il progetto per il raddoppio della ferrovia da Pistoia a Lucca è ben lontano dall’essere adeguatamente finanziato e rischia di non trovare le risorse finanziarie necessarie per essere portato a conclusione. Quindi, la priorità è quella di garantire le risorse finanziarie per realizzare una moderna metropolitana di superficie che consenta treni veloci per i viaggiatori e magari anche per le merci destinate all’aeroporto di Pisa e/o al porto di Livorno;

- la sicurezza del territorio da alluvioni e frane e la sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati necessitano che siano notevolmente aumentati gli investimenti pubblici in questa direzione (a partire da quelli necessari per rimediare al disastro provocato dal recente alluvione a Livorno);

- l’Italia ha un indebitamento pubblico che è arrivato a 2300 miliardi (200 miliardi in più del 2013): anche per questo è necessaria una ridefinizione delle priorità nella destinazione della spesa pubblica, per un significativo aumento delle risorse finanziarie pubbliche finalizzate ad avviare decisamente a soluzione i problemi drammatici e/o prioritari che abbiamo (questa scelta consentirebbe anche di dare lavoro a tante piccole e medie imprese in tutte le economie locali e – a parità di risorse finanziarie – verrebbero creati molti posti di lavoro in più di quelli derivanti dalle grandi opere non prioritarie. (continua…)

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MOBILITA’ NON VIABILITA’

di seguito un mio vecchio articolo nel merito del dibattito a livello regionale sulla mobilità del futuro. Nonostante siano passati alcuni anni rimane ancora del tutto attuale.

Di Eugenio Baronti

È veramente sconfortante constatare che, nel dibattito di questi ultimi mesi sulla mobilità, sia completamente sparita la  consapevolezza del passaggio delicato ed epocale in cui si trova oggi l’umanità. In questi anni ci giochiamo il nostro futurola qualità della nostra vita. Quello che dovremmo fare, in tempi ragionevolmente brevi, è costruire gradualmente un nuovo sistema di mobilità che sappia sostituire quello che abbiamo che è del tutto insostenibile e non solo per la scarsità e i costi crescenti della fonte energetica primaria, ma soprattutto per la saturazione degli spazi disponibili nelle nostre città sfigurate e congestionate, rese invivibili, assoggettate  completamente alla dittatura dei bisogni dell’auto che ha progressivamente marginalizzato e poi espulso dalla progettazione degli spazi delle nostre città, i bisogni e le esigenze degli uomini, delle donne e soprattutto dei bambini.

In tutta Europa si discute di questo e soprattutto si producono fatti concreti.

Si realizzano tranvie elettriche, metropolitane, piste ciclabili, ovunque si sperimentano soluzioni alternative di mobilità, ci si prepara e si costruisce gradualmente l’alternativa. (continua…)

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Un articolo di un anno fa ancora attuale: Siamo su questo mondo ma…

Il futuro della mobilità nella Piana non è una questione puramente tecnica ma è di grande rilevanza politico, culturale, sociale e ambientale. E’ sconfortante constatare nel dibattito di questi giorni la mancanza di consapevolezza del passaggio delicato ed epocale che l’umanità si trova di fronte. Un passaggio in cui ci giochiamo tutto, il nostro futuro e la nostra stessa civiltà, perché quello che dobbiamo fare in tempi ragionevolmente brevi è quello di inventarci un nuovo sistema energetico e di mobilità che sappia sostituire quello attuale fondato sui combustibili fossili e ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera dei gas climalteranti prima che sia troppo tardi e i cambiamenti climatici in corso producano effetti disastrosi.

Il dibattito di questi giorni sulla stampa locale sembra fuori dal mondo e fuori dal tempo. In tutta Europa si discute di questo, e, soprattutto, si producono fatti concreti. Tante città sono sotto sopra, ovunque grandi lavori in corso, si realizzano tranvie elettriche, metropolitane, piste ciclabili, ovunque si sperimentano soluzioni alternative di mobilità, ci si prepara e si costruisce gradualmente l’alternativa. I pessimisti dicono che abbiamo a disposizione pochissimo tempo, 5 anni, i più ottimisti 10, massimo 15 anni. La Merkel in Germania, Sarkozy in Francia, Zapatero in Spagna decidono che non costruiranno più nemmeno un metro di nuova viabilità ed ogni risorsa finanziaria disponibile andrà a coprire l’enorme spesa necessaria per realizzare il passaggio epocale ad un nuovo sistema di mobilità del futuro. La competitività del paese dipenderà tutta dagli esiti di questa sfida giocata in campo europeo e, chi prima arriva meglio alloggia, chi arriverà con ritardo sarà condannato ad un inevitabile declino.

Eppure nella Piana di Lucca ci comportiamo come dei marziani piovuti su di un pianeta sconosciuto, discutiamo oggi della fattibilità di nuovi progetti di grande viabilità che, bene che vada, ad essere ottimisti, andranno a regime nel 2017/2020, pensando, unici in Europa, che anche tra 10 o 15 anni tutto sarà uguale ad oggi, e potrà ancora esistere un modello di mobilità ereditata dal secolo scorso.

Un paese civile e moderno intanto smette di parlare di viabilità ed incomincia a parlare di mobilità e poi non accetta più soluzioni peggiorative di un esistente già largamente compromesso, né promuove progetti che nel migliore dei casi lasciano invariato il carico inquinante o tendono a redistribuirlo in modo diverso sul territorio..

Io non dico che bisogna lasciare le cose così come stanno, anzi, c’è necessità assoluta di interventi immediatamente realizzabili per progettare, con una cultura nuova, la mobilità delle merci e delle persone in questa grande città diffusa che è la nostra Piana, che è, anche, una grande conca naturale dove si registrano livelli di inquinamento atmosferico estremamente preoccupanti. Ritengo del tutto realistico l’obiettivo di una riduzione del 25/30% del volume del traffico autoveicolare e pesante se si comincia da subito a lavorare ad un piano di mobilità integrato sostenibile che preveda: la realizzazione di due scali merci strategici, quello del Frizzone, già finanziato, e quello, ancora strategicamente più importante, di Decimo per intercettare il traffico di attraversamento Nord/Sud della Piana, il raddoppio della ferrovia per Pisa per facilitare l’accesso alla grande via del Mare che parte dal Porto di Livorno, il raddoppio della linea per Pistoia per realizzare una metropolitana leggera di superficie per collegamenti veloci tra le frazioni della Piana e la città di Lucca, e le altre città limitrofe, con fermate veloci nelle frazioni principali attrezzate con parcheggi scambiatori.
E’ necessario inoltre iniziare a lavorare per modificare la domanda e ridurre il bisogno di una mobilità oggi così irrazionale e individualistica, attraverso la promozione di tutte le forme possibili di mobilità, dal trasporto pubblico, ai taxi collettivi a prenotazione, al carsharing, ai velocipedi elettrici, alla classica vecchia bicicletta, creando una rete di piste ciclabili per collegare i centri delle frazioni con gli edifici pubblici come le scuole, restituendo ai nostri ragazzi la libertà di muoversi autonomamente in sicurezza. E’ necessario, infine, promuovere un grande progetto finalizzato alla sicurezza, alla salute e alla qualità della vita delle popolazioni che vivono in situazioni di disagio nelle zone a più alta intensità di traffico, per mettere in sicurezza le strade, con una manutenzione più attenta e costante, realizzando marciapiedi protetti per restituire ai cittadini residenti lungo vie di grande comunicazione, il diritto ad uscire di casa senza essere travolti, installando la dove è possibile barriere antirumore artificiali e naturali, mettendo particolare attenzione nella cura degli arredi urbani che possono ridurre l’impatto ambientale e il disagio alle popolazioni, realizzando attraversamenti pedonali degni di questo nome.

Tutto è rimasto fermo e immobile per più di trenta anni nella messianica attesa di una nuova grande viabilità, i grandi assi viari Nord/Sud ed Est/Ovest. Quello di cui si sta discutendo oggi è il quinto progetto presentato, forse è giunto il tempo di smetterla di pensare a soluzioni impraticabili e antistoriche e prendere finalmente atto di una verità oggettiva: questa nostra Piana altamente urbanizzata e cementificata, con uno sviluppo urbanistico casuale e disordinato è socialmente, politicamente e ambientalmente insostenibile, pensare di attraversarla spaccandola a spicchi come una arancia con grandi assi viari. Forse sarebbe meglio iniziare a pensare e a costruire una alternativa possibile, una mobilità integrata a rete socialmente e ambientalmente sostenibile che non esclude a priori anche eventuali nuovi tratti viari ma in una logica di rete e non di grandi Assi. Portiamo avanti con convinzione e determinazione questo progetto di nuova mobilità, razionalizziamo, ottimizziamo l’esistente, facciamo le rotatorie dove ce né bisogno, iniziamo intanto a togliere di mezzo gli anacronistici passaggi a livello per lo meno sulle vie principali, e dopo verifichiamo se tutto questo e sufficiente. Smettiamola di aspettare, incominciamo ad operare in questa direzione.

Eugenio Baronti
Assessore Regionale

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APPROVATO ORDINE DEL GIORNO SULLA MOBILITA’PROPOSTO DAL GRUPPO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

CONSIGLIO COMUNALE DI CAPANNORI: APPROVATO ORDINE DEL GIORNO SULLA MOBILITA’PROPOSTO DAL GRUPPO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAPANNORI

Premesso che

Il futuro della mobilità nella Piana non è una questione puramente tecnica ma è di grande rilevanza politico, culturale, sociale e ambientale.

La mobilità privata di merci e persone è uno dei fattori principali dell’inquinamento atmosferico a livello locale e planetario, ed è quanto mai urgente e necessario sviluppare modalità più sostenibili per il trasporto di merci e persone.

A livello mondiale si sta verificando un progressivo e continuo aumento dei costi del petrolio, ormai arrivato alla soglia di 150 euro al barile con conseguenze dirompenti su tutti i comparti.

Questa situazione ha prodotto un vertiginoso aumento dei costi del carburante del 45% (gasolio) in un anno, con conseguenze pesanti sui cittadini consumatori a causa di aumenti generalizzati su tutti i beni di consumo in particolare quelli alimentari.

Dopo decenni di costante crescita del comparto automobilistico, per la prima volta, si sta registrando un diretto effetto anche sugli acquisti delle automobili che, come dimostrano i dati più aggiornati anche a livello regionale, hanno iniziato ad avere un significativo e costante calo di immatricolazioni negli ultimi mesi.

E dunque urgente progettare i nuovi interventi con uno sguardo al futuro e non con la ripetizione di politiche del passato che sulla grande viabilità, ad essere ottimisti, potranno andare a regime in dieci anni o più.

Considerato che da sempre il Consiglio Comunale si è espresso per:

Affrontare la questione della mobilità nella Piana di Lucca con un’impostazione che prevedesse il massimo coinvolgimento della popolazione al fine di individuare, con l’importante strumento della partecipazione, un elemento cardine per la programmazione degli interventi sul territorio.

Sottolineare l’importanza di interventi urgenti ed importanti per migliorare la viabilità esistente con interventi di piccole e medie dimensioni.

Ritiene

Sia necessario evitare in ogni modo la politica dei due tempi che individui la priorità nella realizzazione degli assi viari e solo successivamente l’intervento strutturale e radicale per il potenziamento della mobilità alternativa

Sia invece indispensabile, prioritaria ed urgente una politica di più ampia prospettiva

- per la riduzione del traffico su gomma attraverso l’aumento del trasporto ferroviario delle merci

- per la promozione di un modello di nuovi stili di vita che sappiano promuovere una nuova e diversa cultura della mobilità

Necessario intervenire per trasformare e migliorare la mobilità con forme alternative di trasporto su cui in Europa molti paesi stanno investendo enormi risorse come la realizzazione di nuove piste ciclabili, l’aumento del trasporto pubblico, la sperimentazione di nuove forme di mobilità come il carsharing e forme sperimentali orientate ad una maggiore sostenibilità ambientale

Individuare gli interventi viari per il miglioramento della viabilità esistente per affrontare le possibili problematiche relative alla circolazione che sorgeranno dopo l’apertura del nuovo casello autostradale.

Progettare interventi per potenziare e migliorare strutturalmente la rete viaria esistente, attraverso la rimozione dei passaggi a livello sulle vie principali, la realizzazione di rotatorie e tutti quegli interventi necessari per rimuovere tutti gli impedimenti e gli ostacoli alla mobilità nella piana in una prospettiva di potenziamento a rete e non con una logica di asse che divida traumaticamente in due una Piana storicamente sviluppatasi in modo omogeneo;

Promuovere un grande progetto finalizzato alla sicurezza, alla salute e alla qualità della vita delle popolazioni che vivono in situazioni di disagio nelle zone a più alta intensità di traffico, per mettere in sicurezza le strade, con una manutenzione più attenta e costante, realizzando marciapiedi protetti per restituire ai cittadini residenti lungo vie di grande comunicazione, il diritto ad uscire di casa senza essere travolti, installando la dove è possibile barriere antirumore artificiali e naturali, mettendo particolare attenzione nella cura degli arredi urbani che possono ridurre l’impatto ambientale e il disagio alle popolazioni, realizzando attraversamenti pedonali degni di questo nome.

INVITA

Il sindaco a promuovere un tavolo con le tutte le istituzioni della Piana di Lucca, R.F.I e l’Associazione Industriali per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono lo spostamento di quote consistenti di merci dalla gomma alla rotaia, al fine di diminuire il traffico dei TIR dalle nostre strade e contemporaneamente l’inquinamento d’atmosferico della piana.

Il Sindaco ad adoperarsi presso le istituzioni locali e nazionali interessate, affinchè sia realizzato quanto prima l’urgente e non più rinviabile intervento di potenziamento delle linee ferroviarie Firenze-Viareggio, Aulla–Lucca–Pisa;

La Provincia di Lucca a reperire finanziamenti per effettuare in tempi brevi su tutte le strade di sua competenza che attraversano il territorio del Comune di Capannori tutte quelle opere necessarie per migliorare la viabilità e la qualità della vita dei cittadini.

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