ALESSANDRO TAMBELLINI SINDACO

Pur essendo sempre stato capannorese, politicamente sono cresciuto e mi sono formato a Lucca, una città di cui sono profondamente innamorato e che sento mia, per questo, il suo futuro politico e amministrativo mi interessa.

Invito quanti a sinistra hanno dubbi e perplessità a metterle da parte perché non è con la logica del tanto peggio tanto meglio che si può ricostruire una sinistra in questo paese e in questa città. Anche a Lucca c’è un intero popolo politicamente orfano, a cui manca una rappresentanza.  Una sinistra è necessaria e indispensabile per restituire alle future generazioni una speranza e una prospettiva di società democratica fondata sulla solidarietà sulla giustizia e l’uguaglianza.

Ma sulla disgregazione, sull’indifferenza e sul qualunquismo non si costruisce niente, sulle paure e sul rancore quasi sempre si sono costruite le tragedie dei popoli. Mai voterei il PD, un raccoglitore eterogeneo di interessi senza anima e senza idealità, ma domenica 25 giugno,  i lucchesi sono chiamati a scegliere tra una destra becera, populista, razzista, inguardabile, con una presenza fascista estremamente pericolosa e un sindaco uscente Alessandro Tambellini,  un democratico, un uomo che stimo e al quale riconosco coraggio e anche voglia di ritagliarsi spazi di autonomia di pensiero e di azione. Io voto Tambellini.

Eugenio Baronti

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NOI NON VOGLIAMO LA LUNA

Vogliamo semplicemente un Piano Rifiuti moderno ed innovativo

di Eugenio Baronti

La Regione Toscana ha avviato l’iter per  apportare modifiche al Piano dei rifiuti dell’ATO Toscana Centro. Come al solito promette confronto, ascolto  e partecipazione, ma poi, alla fine del percorso di concertazione, l’esito sarà ancora una volta scontato,  nulla verrà recepito. L’abbiamo già verificato durante la discussione per l’adozione del Piano dove furono ignorate tutte le osservazioni elaborate e presentate unitariamente da diverse forze della sinistra e associazioni ambientaliste.

Il Piano, brutto era e brutto rimane, perché in sostanza sono solo due le modifiche: l’eliminazione dal Piano dell’impianto di trattamento termico di Selvapiana (comune di Rufina, provincia di Firenze) e questo è senz’altro un fatto positivo e l’inserimento nel Piano dell’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) già realizzato presso la discarica di Legoli (comune di Peccioli, provincia di Pisa). Troppo poco. Rimane un piano prigioniero di una vecchia cultura inceneritorista, un Piano che prevede una produzione esagerata dei rifiuti e una produzione procapite che supera  i 670Kg/ab/anno che non trova riscontro nelle previsioni di nessuna altra regione italiana. Un piano che, sulla scorta di tale analisi e indicazioni sbagliate, quantifica investimenti per 300 milioni di euro destinati quasi a quintuplicare la potenzialità impiantistica destinata all’incenerimento. (continua…)

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REFERENDUM: NE HANNO FATTO LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE. ANCHE PER QUESTO IO VOTO NO!!

Questa campagna referendaria è quanto di peggio abbia mai visto nella mia vita, più  si avvicina la data fatidica del 4 dicembre, più si alzano i toni e la quantità di stupidaggini e di falsità che vengono scritte e dette in giro per il paese aumentando il livello di confusione e di incertezza. Non c’è  niente  da stupirci, mi si dirà, considerato il progressivo e inarrestabile degrado culturale e politico in cui sta precipitando il paese.

Ho sentito di tutto, per i sostenitori del SI, se dovesse vincere il NO significherebbe la fine del mondo, la catastrofe umanitaria, il disastro economico, lo spread schizzerebbe alle stelle, fallirebbero 8 banche, la gente non potrebbe più curarsi dal cancro ecc. ecc.. Ho sentito inutili esagerazioni e  stupidaggini anche nel variegato fronte del NO, ma mai avevo visto, prima di ora, un’occupazione totale e sistematica, asfissiante di tutti gli spazi televisivi e di tutto il sistema mediatico tranne qualche coraggiosa eccezione,  ovunque e dovunque, in trasmissioni di intrattenimento fino a quelle sportive dalla mattina alla sera.  Non violentano solo le regole della par condicio, addirittura decidono chi oscurare e a chi dare visibilità al fronte del NO e, guarda caso, si vedono in video solo le figure più impresentabili e indigeste per quella vasta opinione pubblica democratica, si vedono solo i vari Brunetta, Salvini, Berlusconi, Meloni, brutta gente, le altre voci democratiche e di sinistra sono cancellate, inesistenti. In tutta la campagna elettorale ho visto solo un confronto civile, quello nella trasmissione dell’Annunziata, tra Landini e Renzi che nella circostanza non si è permesso di usare i suoi soliti toni provocatori, irridenti e arroganti. La macchina da guerra governativa del SI sembra pervasa da cieco furore, senza remore ne limiti, ho sentito difendere persino  De Luca nel suo elogio del peggior clientelismo che è l’ essenza stessa del voto di scambio e della cultura mafiosa. Tutto è consentito, pur di strappare qualche voto in più, pur di vincere quella che loro hanno trasformato nella madre di tutte le battaglie. (continua…)

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APPUNTI DELLA MIA RELAZIONE AD UNA CONFERENZA DI UNIDEL LUCCA

La quarta rivoluzione tecnologica: Tra robotica e sistemi a pilotaggio remoto e automatico. E’ arrivata l’intelligenza artificiale e sono arrivati i Droni dove ci porteranno?

di Eugenio Baronti

Non si direbbe, perché nessuno ne parla, perchè la ricerca e l’innovazione purtroppo riscuote scarsa considerazione ed interesse nell’opinione pubblica, per non parlare della politica e del sistema mediatico, eppure, proprio a Lucca, attorno al tanto bistrattato Aeroporto di Tassignano Capannori, si è formato una società Zefiro ricerca & innovazione Srl, promossa e partecipata dalla società di gestione dell’aeroporto che è diventato un importante e qualificato punto di riferimento che ha saputo coinvolgere  una parte consistente dell’eccellenza tecnologica e scientifica toscana nel settore aerospaziale. Diversi sono i progetti di ricerca nati da questo prezioso ambito di competenze e professionalità, che impegnano  ricercatori ed ingegneri. C’è addirittura un progetto selezionato per partecipare ad una grande sfida internazionale nel 2017 ad Abu Dhabi con Droni robotici impegnati in applicazioni estremamente innovative. C’è operativo un Centro di formazione di rilievo nazionale che forma piloti ed operatori per i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.

In questo anno è nato da una collaborazione tra CNR, SIGMA Ingegneria e Zefiro, AGRI EFESTO un drone “made in Lucca” per l’agricoltura di precisione presentato a febbraio, con grande successo ed interesse, alla grande fiera agricola di Verona.

La cosiddetta quarta rivoluzione tecnologica è già in atto, cambierà il nostro modo di lavorare in tutti i settori: piccole macchine volanti, nautiche o terrestri, a propulsione elettrica, che pesano pochi kg su cui si possono applicare diversi sensori: video camere, camere termiche, multi spettrali, infrarossi, laser scanner ecc.

I campi di applicazione sono innumerevoli: Agricoltura di precisione, mappatura del territorio e dell’edificato tramite rilievi fotogrammetrici, diagnosi e certificazione energetica degli edifici, monitoraggi su impianti fotovoltaici, su impianti chimici, controlli sulle reti di distribuzione dell’energia elettrica, controlli e monitoraggi ambientali, discariche, emissioni inquinanti in acqua e in aria, controlli sui vulcani, su movimenti franosi, monitoraggio per la conservazione e la valorizzazione dei Beni culturali e monumentali, archeologia ecc. ecc.

La nuova frontiera di questa rivoluzione è quella dello sviluppo di una “intelligenza artificiale” con macchine percettive, intuitive, riflessive, capaci di imparare e di assisterci nelle nostre attività nei contesti più vari, dal lavoro al gioco, dalla salute fisica e psicologica alla progettazione socio-economica. (continua…)

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IL MANIFESTO DELLA SOSTENIBILITA’ nel vivere, abitare, produrre e consumare

Sistemando un pò di carte, in questi giorni,  mi è capitato in mano questo Manifesto politico della sostenibilità, lo scrissi e lo proposi a cavallo tra il 2008 e il 2009 quando ero assessore alla regione toscana. Un manifesto molto innovativo e radicale finito purtroppo nel dimenticatoio. Sono passati 7 anni, un’eternità, ma secondo me resta bello fresco e  attuale ma così maledettamente distante  dal dibattito e dalla sensibilità politica di questi nostri giorni.


IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO E DI CONSUMO E’ INSOSTENIBILE

Le generazioni del nostro tempo stanno consumando a ritmi frenetici il patrimonio naturale della terra, sottraendole alle future generazioni.

I nostri attuali stili di vita e di consumo non sono estendibili a tutta l’umanità; questo sviluppo insostenibile condanna una moltitudine crescente di uomini donne e bambini, alla miseria ed al sottosviluppo. I nostri attuali consumi superano del 30% la biocapacità del pianeta. I mutamenti climatici dovuti all’azione dell’uomo rischiano di alterare irreversibilmente le caratteristiche fisiche e biologiche del pianeta, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

Questo nostro ecosistema ci mette a disposizione spazi e risorse naturali limitate e l’uomo ancora non è capace di misurarsi, per pigrizia intellettuale o mancanza di coraggio, con questa grande contraddizione epocale che stiamo attualmente vivendo e continua a perseguire irresponsabilmente una crescita illimitata dentro uno spazio finito e limitato com’è il pianeta terra.

Il PIL è divenuto l’unico strumento misuratore dello stato di salute dell’economia, in un’ottica di crescita infinita ma, il PIL, non misura la qualità della nostra vita, il nostro benessere, la qualità e delle nostre relazioni sociali ed umane, la nostra felicità, la qualità e dignità del lavoro, i livelli di istruzione, i diritti sociali ed individuali, la qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua. (continua…)

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UNO SPAZIO DOVE FAR VOLARE NUOVE IDEE

Comunicato stampa su Aeroporto di Capannori Spa

Capannori 29 settembre 2016

In queste settimane si è fatta molta disinformazione sulla vicenda dell’Aeroporto di Capannori; è stato detto di tutto e di più, sia da parte di alcune testate locali ma anche attraverso la rete, dove veramente si è raggiunto il top delle sparate a casaccio senza alcuna cognizione di causa.  La bufala più grande, insuperabile, è quella che la società Aeroporto di Capannori Spa avrebbe fatto registrare nel bilancio 2015 una perdita di 2 milioni e 3000.000,00 euro. Sarebbe bastato un minimo di sforzo di raffronto tra l’enormità della cifra e le reali dimensioni della società, per capire che eravamo veramente fuori dal seminato; chi l’ha scritta e divulgata molto probabilmente era parecchio distratto per  non capire.

La scelta di richiedere l’avvio del procedimento di concordato in continuità aziendale è una soluzione che non nasce oggi all’improvviso, è un’ipotesi su cui abbiamo lavorato, sono state create razionalmente le condizioni, aspettato i tempi giusti per metterla in pratica,  per salvare la concessione totale e ventennale, conquistata con grande fatica, e per mettere in salvaguardia e in sicurezza la società. Questa soluzione non ci obbliga a fare alcuna ricostituzione del capitale sociale oggi in negativo,  ne a coprire le perdite di esercizio, ci obbliga semplicemente a presentare, entro 60 giorni, o 120 giorni su autorizzazione del tribunale, un piano di sviluppo che possa garantire la copertura delle spese del concordato (in 3/5 anni) dopo l’omologa prevista all’incirca tra 20/24 mesi dal deposito della richiesta. In questo modo il debito ereditato dalle vecchie gestioni nel 2011 e non prodotto da noi, verrà abbattuto di circa 1,5 milioni di euro  andando a costituire una sopravvenienza attiva per la società di pari entità, che farà  aumentare in maniera considerevole il patrimonio netto attivo, abbattendo nel contempo gli oneri finanziari giunti ormai alla soglia dei 100.000,00 euro anno e che ci hanno strangolato in questi anni. (continua…)

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Aeroporto di Capannori: Centro Toscano per l’Aerospazio e la robotica, un progetto di sviluppo sostenibile territoriale dalle grandi potenzialità

di Eugenio Baronti

Quando fu deciso di riportare la società di gestione sotto il controllo del Comune di Capannori, dopo la disastrosa avventura della privatizzazione avviata con imprenditori pratesi e pistoiesi, proseguita con una società russa con sede a Cipro, e conclusasi in modo rovinoso con la rumena Bonansea,  gli obiettivi, che ci furono assegnati al momento della nomina, il 19 aprile 2011, furono: priorità strategica assoluta per l’ottenimento della concessione totale ventennale; un piano industriale di sviluppo per la rinascita e la riqualificazione dello scalo; il risanamento economico finanziario della società di gestione.

Nella discussione politica di allora, anche in seno alla maggioranza, si confrontavano idee di sviluppo e progetti diversi. Da una parte una ipotesi più “tradizionale” legata allo sviluppo del traffico aereo di aviazione generale, business aviation, aerotaxi, che richiedeva grandi investimenti per una nuova pista in posizione leggermente inclinata rispetto all’attuale parallela all’autostrada, di almeno 1.400 metri, dall’altra, un’ipotesi di uno sviluppo “dolce” più sostenibile che non richiedeva una nuova pista, non prevedeva una crescita dell’impatto ambientale e sociale dell’aeroporto sull’area circostante, e si sostanziava, oltre che sulle attività caratteristiche di un aeroporto minore di aviazione generale, sull’offerta di servizi di interesse pubblico (antincendio, protezione civile, soccorso) e di servizi aeronautici qualificati con forte vocazione all’innovazione tecnologica. Questa seconda ipotesi nasceva dalla consapevolezza che un aeroporto di aviazione generale, ne qui ne altrove,  non è in grado di autofinanziarsi con le sole attività caratteristiche legate alle tariffe sui movimenti e carburante per l’enorme sproporzione che esiste tra costi dei servizi di sicurezza necessari ed obbligatori e gli introiti tariffari dei movimenti del tutto insufficienti a coprirli.

(continua…)

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Un vecchio intervento del 2011 purtroppo ancora del tutto attuale a dimostrazione dell’immobilismo della politica

Mobilità sostenibile


È veramente sconfortante, constatare che nel dibattito di questi ultimi mesi sulla mobilità, sia completamente sparita la  consapevolezza del passaggio delicato ed epocale in cui si trova oggi l’umanità. In questi anni ci giochiamo il nostro futuro, la qualità della nostra vita. Quello che dovremmo fare, in tempi ragionevolmente brevi, è costruire gradualmente un nuovo sistema di mobilità che sappia sostituire quello che abbiamo che è insostenibile, non solo per la scarsità e i costi crescenti della fonte energetica primaria, ma soprattutto per la saturazione degli spazi disponibili nelle nostre città sfigurate e congestionate, rese invivibili, assoggettate  completamente alla dittatura dei bisogni dell’auto che ha progressivamente marginalizzato e poi espulso dalla progettazione degli spazi delle nostre città, i bisogni e le esigenze degli uomini, delle donne e soprattutto dei bambini.

(continua…)

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Nessuno si salva da solo

Sinistra: un percorso unitario di resistenza civile e sociale oggi, per rinascere domani, come nuovo soggetto politico.

di Eugenio Baronti

Capannori 16 Agosto 2015

Dico anch’io la mia, inserendomi nel dibattito estivo sulle prospettive della sinistra nel nostro paese.  Di inchiostro, in questi anni, ne abbiamo versato a fiumi, per proporre analisi, progetti,  scenari e percorsi possibili che mai sono andati secondo i nostri desideri e secondo quanto avevamo immaginato. Il presente di questo paese continua ad andare nella direzione ostinata e contraria alle nostre speranze e, il futuro, a volte, mi viene il dubbio atroce, che possa essere peggiore del presente.

Parto da un punto fermo che mi conforta e mi da il coraggio necessario per continuare nell’impegno civile e politico, nonostante le tante sconfitte che la mia generazione ha accumulato nel corso degli anni:  io penso che non può essere, ed esistere, un paese di oltre 60 milioni di abitanti senza più una sinistra. Di fronte alle grandi sfide epocali che dobbiamo affrontare  se ne avverte la necessità e l’urgenza; senza un’idea di società nuova, di un nuovo modello di sviluppo, questo modello attuale, dominante a livello planetario, ecologicamente, socialmente ed economicamente insostenibile, ci porterà alla rovina. Io parto da questo dato di fatto e dalla sconfortante constatazione che la sinistra politica oggi in Italia non c’è più, sopravvivono solo piccoli spezzoni, politicamente e socialmente ininfluenti, condannati alla marginalità politica e alla lenta ed inesorabile estinzione se non sapranno rigenerarsi. (continua…)

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UNA RIFLESSIONE POLITICA SULL’AUMENTO DELLE TARIFFE RIFIUTI

Anche il Comune di Capannori è attraversato dalla polemica sul caro tariffe sui rifiuti, proprio sui rifiuti, che lo ha fatto diventare modello e punto di riferimento a livello nazionale. Paradossalmente la polemica è alimentata da quella parte politica, il M5S che già nel 2006, quando ancora il suo futuro leader faceva il comico, invitò il Comune di Capannori sul palco in un suo importante spettacolo, al Pala Mandela di Firenze, indicandolo a tutto il paese come un esempio da seguire, come Comune coraggioso, virtuoso e innovativo nella politica di gestione dei rifiuti. Mi sento in dovere di intervenire in questa discussione, in quanto, nel febbraio 2005 fui colui che progettò il percorso verso rifiuti zero, articolando la transizione, dal vecchio al nuovo sistema, in 5  tappe graduali di estensione progressiva a tutte le 40 frazioni di Capannori, di una raccolta differenziata integrale con la rimozione totale di ogni tipologia di cassonetto stradale. In quegli anni, nel panorama toscano, ma non solo, questo passaggio rappresentò una vera e propria rivoluzione nella gestione dei rifiuti. L’originalità di quello che diventò subito, fin dall’inizio, il “modello Capannori” fu di non considerare la gestione dei rifiuti solo una questione puramente tecnica limitata alla scelta delle modalità di raccolta e delle tecnologie di trattamento della massa dei rifiuti. Il modello Capannori pose con forza al centro del processo politico amministrativo l’elemento culturale: la montagna dei rifiuti che quotidianamente produciamo indica impietosamente qual è il nostro modello di consumo e di sviluppo, quali sono i nostri comportamenti individuali, sociali e i nostri stili di vita, pertanto, un cambiamento reale può nascere  solo se accompagnato da un percorso di partecipazione democratica dei cittadini che acquisiscono progressivamente consapevolezza dell’insostenibilità dell’attuale modello, attraverso un percorso di educazione ad un consumo più responsabile e consapevole, in cui le buone pratiche di riduzione della produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, rappresenta, più che il “fine”, il mezzo per recuperare senso civico e per responsabilizzare i cittadini di fronte ad un problema moderno di portata enorme che non può essere delegato solo al Sindaco e alla sua Giunta. (continua…)

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HUMAN FACTOR

di Eugenio Baronti

Ciao a tutti e tutte, sabato sono stato a Milano alla Conferenza Human factor e vorrei condividere con voi alcune impressioni e considerazioni.

Devo essere sincero, sono partito esclusivamente per senso del dovere solo perché l’unico impegno civile e politico che mi sono lasciato, è la collaborazione con il FORUM nazionale ambiente SEL BETA di cui ho curato e coordinato il tavolo sui rifiuti. Mi hanno chiesto di svolgere una relazione di 15 minuti di introduzione al tavolo tematico dei rifiuti e ho accettato l’invito.

Sono partito presto, senza alcun entusiasmo e per tutto il viaggio mi sono prefigurato e immaginato dentro di me il clima politico che avrei trovato. Non essendo un novizio di questo genere di conferenze, conoscendo la nostra immensa capacità di sprecare tempo prezioso in inutili ed estenuanti discussioni, mi sono preparato al peggio e mi  sono detto: pazienza, ne ho fatto tante, una in più non è la fine del mondo, tanto sarà l’ultima oramai.

Questo mio quadro pessimistico, devo dire è  fortemente condizionato da quello che ho visto e vissuto  nella mia realtà lucchese e regionale,  un partito che c’è solo perché dice di esserci ma che  non si vede  ed è sparito, inesistente e ininfluente, con rapporti e relazioni umane interni di pessima qualità, dove la solidarietà semplicemente non c’è, non abita più tra noi. Queste, non sono altro che le ragioni del mio ritiro dalla militanza attiva in SEL pur sentendomi ancora interno a questo progetto che fatica enormemente a dispiegarsi in tutte le sue potenzialità.

E Invece?? Ammetto, devo ricredermi, sono andato quasi per celebrare la morte di una speranza di costruire una forza di sinistra nuova, popolare e all’altezza dei compiti straordinari che derivano da questo passaggio storico epocale e, invece, mi ritrovo una forza ancora viva e dinamica, animata da tante belle idee e speranze che non ha nessuna intenzione di celebrare il proprio funerale. Ho incontrato un’altra SEL e mi sono chiesto ma questo partito dov’è, perché non lo trovo nelle sedi territoriali ? (continua…)

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DOCUMENTO UNITARIO PER UNA POLITICA INNOVATIVA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Di seguito il testo del documento unitario uscito dall’Assemblea regionle di Capannori del 16 novembre 2013 .

Mercoledi 4 dicembre alle ore 15,30 una delegazione del coordinamento unitario incontrerà per un’audizione la sesta Commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale della Toscana

L’ Assemblea regionale promossa dal Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti che si è tenuta sabato 16 novembre 2013, presso l’auditorium di Capannori,  ha registrato una larga partecipazione di amministratori, ambientalisti, esponenti delle forze politiche e cittadini che dopo un ampio confronto hanno condiviso questo documento centrato su 9 punti che se accolti  potranno rappresentare  quella svolta necessaria  per superare i limiti e i ritardi culturali e politici dell’attuale proposta di Piano.

1) Trasparenza e percorsi democratici reali

Un autentico processo democratico, presuppone un percorso di ascolto e di confronto reale con i cittadini che deve necessariamente prevedere anche la possibilità di apportare delle modifiche al piano. Se i piani interprovinciali (proposti o approvati) sono considerati immodificabili, se non si può cambiare niente, se, come chiede CISPEL Toscana, il Piano deve garantire la salvaguardia rispetto ai contratti e autorizzazioni già in essere  non introducendo nessuna interferenza che potrebbe rallentare o fermare i processi in corso, allora ci troviamo di fronte, non ad un processo democratico partecipativo, ma ad un’imposizione forzata da parte di una rete di interessi e rendite di posizioni economiche e politiche strutturate e consolidate che ha esautorato la politica e le istituzioni, democraticamente elette, dalla possibilità di compiere quelle scelte strategiche che le competono. Il primo cambiamento che chiediamo nella gestione dei rifiuti è quello di iniziare a rispettare le regole, la programmazione e le leggi, da anni sistematicamente disattese e, per cambiare passo ed indirizzarci nella direzione giusta, verso la strategia rifiuti zero, è indispensabile un rinnovamento profondo della classe dirigente di un sistema che ha largamente dimostrato di essere incapace di autoriformarsi, è necessario ed urgente l’immissione di forze nuove, idee e culture  fresche ed innovative, nel sistema di gestione toscano per riformarlo e renderlo moderno ed efficace. (continua…)

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SCUSATE LA LUNGA ASSENZA

Scusate la lunga pausa dopo gli impegni elettorali. Ho staccato un pò perché dopo tanti anni bisogna anche rallentare, meditare, riflettere e ricaricare le pile un po’ scariche. Ritrovare le motivazioni per tornare a gettare il proprio corpo nella lotta e ritornare all’impegno civile e politico attivo, con una sinistra ridotta in questo stato e un paese in cui dilaga indifferenza, egoismo,  e dove ognuno tende a mettere se stesso, i suoi bisogni e necessità  al centro dell’universo fregandosene serenamente se tutto intorno va in malora, non è facile. Non è facile vivere in questo paese dove vincono quasi sempre i furbi e gli onesti vengono mortificati.

Il Belpaese a livello culturale e sociale è diventato un brutto paese mi fa paura, lo vedo inesorabilmente scivolare sempre più in basso ma non sono uno che fugge e quindi, zaino in spalla, riprendiamo il cammino, la strada è lunga, impervia e faticosa.

Eugenio

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